Qual è il futuro delle stablecoin? Clearinghouse
Man mano che banche come Citi e Bank of America entrano nel mercato delle stablecoin, è probabile che portino con sé il proprio stack tecnologico e l’esperienza nel clearing. Se i consorzi crypto non intervengono con alternative, le clearinghouse in stile TradFi domineranno il panorama, afferma John deVadoss.

Cosa sapere:
- Il GENIUS Act è destinato a regolamentare il mercato delle stablecoin da 260 miliardi di dollari, integrandolo nel sistema finanziario statunitense.
- Le clearinghouse stanno venendo considerate per le stablecoin al fine di gestire i rischi di rimborso e fornire supervisione regolamentare.
- Le principali istituzioni finanziarie stanno esplorando l'emissione di stablecoin, sfruttando la loro esperienza nel settore del clearing come vantaggio competitivo.
Con l'attesa approvazione del GENIUS Act prevista per questa settimana, il mercato delle stablecoin da 260 miliardi di dollari è sul punto di diventare una parte formalmente regolamentata del sistema finanziario statunitense.
Il prossimo passo è istituzionale, portando il modello collaudato nel tempo di camere di compensazione nel mondo del denaro tokenizzato.
Perché il regolamento è importante
Le camere di compensazione tradizionali, formalmente chiamate controparti centrali di compensazione, fungendo da tramite tra acquirenti e venditori, compensando esposizioni, raccogliendo garanzie e mutualizzando le perdite in caso di default di un membro. Questa infrastruttura è ordinaria finché non si verifica un guasto; in quel momento, diventa il firewall che impedisce che uno shock localizzato si trasformi in un rischio sistemico. Riconoscendo il profilo “troppo-centrale-per-fallire” di queste utilities, il Financial Stability Board ha dedicato il 2024 alla redazione di nuovi standard globali per la loro risoluzione ordinata.
Entrano le stablecoin, su scala globale.
Promettono il riscatto a parità di dollaro ma operano su blockchain senza confini dove la liquidità può evaporare in tempo quasi reale. Oggi ogni emittente è la propria prima e ultima linea di difesa; i riscatti si accumulano proprio quando i mercati degli asset sono meno indulgenti. Le camere di compensazione per stablecoin centralizzerebbero quel rischio di riscatto, applicherebbero marginazioni in tempo reale e fornirebbero ai regolatori un pannello di controllo per i dati e una cassetta degli attrezzi per l'intervento in crisi.
Certo, molti penseranno che le camere di compensazione siano un anatema per un sistema finanziario decentralizzato, ma attraverso il Genius Act, Washington D.C. e Wall Street stanno inviando segnali affinché l’industria delle stablecoin li segua.
Il Congresso ci ha già spinto in quella direzione
Nascosta nella Sezione 104 del GENIUS Act vi è un silenzioso riconoscimento della compensazione centrale: le riserve di stablecoin possono includere il repo su titoli di Stato a breve termine solo se il repo è compensato centralmente (o se la controparte supera un test di stress in stile Fed).
Quel piccolo clausola pianta un seme. Una volta che gli emittenti devono interfacciarsi con una clearinghouse per la gestione del proprio collaterale, estendere il modello ai token stessi è un breve salto concettuale – soprattutto man mano che le finestre di regolamento intraday si riducono da ore a secondi.
Wall Street vede l'opportunità
La Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC) — l'infrastruttura che gestisce 3,7 quadrilioni di dollari in titoli ogni anno — ha confermato a giugno di essere “in fase di valutazione delle opzioni” per emettere una propria stablecoin. Nel frattempo, un consorzio delle più grandi banche statunitensi — sostenitori di Tla Clearing House la rete di pagamenti in tempo reale — sta esplorando una stablecoin congiunta garantita da banche, citando esplicitamente la loro esperienza nel clearing come un vantaggio competitivo.
Man mano che uno di questi, o altri progetti ancora da annunciare pubblicamente, procederà, lo stack di gestione del rischio che porteranno sul mercato probabilmente diventerà il modello dominante. (Bank of America e Citi hanno entrambi dichiarato recentemente di voler emettere le proprie stablecoin.)
Nuovi modelli di governance sono in movimento
La Banca per i Regolamenti Internazionali ha dichiarato questo mese che le stablecoin rimangono ancora “non raggiungere” i criteri della moneta solida e potrebbe innescare “vendite forzate” di riserve senza solide barriere di sicurezza. Se un attore gigantesco dovesse entrare in una clearinghouse per poi vacillare, il default potrebbe superare i fondi di margine, aumentando too‑big‑to‑bail questioni per i contribuenti. È probabile che la governance converga su un quadro su misura; progettare una carta che soddisfi i regolatori internazionali interessati agli effetti transfrontalieri richiederà il tipo di negoziazione multilaterale tipica dei comitati di Basilea.
Come funzionerebbe una clearinghouse per stablecoin
- Membri e capitale – Gli emittenti (e possibilmente le principali borse) diventerebbero membri compensatori, depositando garanzie di alta qualità e pagando contributi al fondo per i default, esattamente come fanno oggi i broker di futures.
- Compensazione e regolamento – La clearinghouse manterrebbe conti omnibus on‑chain, compensando i flussi bilaterali in una singola posizione multilaterale netta per ogni blocco, per poi procedere al regolamento con finalità definitiva trasferendo stablecoin (o token rappresentativi di asset di riserva) tra i membri.
- Finestre di rimborso – Se le code di rimborso superano le soglie predeterminate, l'utility potrebbe imporre pagamenti pro‑rata o mettere all'asta il collaterale, rallentando la perdita abbastanza a lungo per consentire vendite ordinate di asset.
- Trasparenza e dati – Poiché ogni trasferimento di token coinvolge il contratto intelligente della clearinghouse, i regolatori otterrebbero un registro consolidato in tempo reale delle esposizioni sistemiche — qualcosa di impossibile negli attuali pool frammentati.
Il Congresso sta codificando le regole di riserva e divulgazione. Wall Street si sta preparando per la forza patrimoniale. E i regolatori globali stanno già delineando le strategie di risoluzione.
Si prevede che i casi d'uso istituzionali di nicchia nel settore crypto dominino all'inizio — mobilità del collateral, finanziamento overnight — comportando risparmi di liquidità intraday per le istituzioni e una protezione contro i rischi a beneficio pubblico per la Fed. Se i consorzi crypto non intervengono, saranno gli clearinghouse in stile TradFi a dominare il panorama.
Nota: Le opinioni espresse in questa rubrica sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente quelle di CoinDesk, Inc. o dei suoi proprietari e affiliati.
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