Mercato crypto in crisi ma volano le Privacy Coin come Monero e Zcash
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Il mercato crypto ha cambiato pelle in pochi giorni. Dopo quella che sembrava essere l’inizio dell’altseason, nelle ultime settimane abbiamo assistito a diversi cali preoccupanti, compreso quello di oggi, con ritracciamenti importanti per Bitcoin e le criptovalute.
Una situazione che diventa sempre più pesante e pericolosa, tanto che gli investitori stanno già spostando i capitali dai settori considerati più speculativi, come gli NFT, la De-Fi e lo staking, per spostarli verso settori emergenti, come quello dell’Intelligenza Artificiale.
Ma il settore che sembra trarre maggiore giovamento sembra essere quello delle privacy coin, le criptovalute votate alla privacy come Monero e ZCash, che rendono quasi impossibile rintracciare i dati delle transazioni.
Questo cambio di paradigma è reso evidente dall’analisi di Artemis, che mostra le performance delle criptovalute nei diversi settori chiave negli ultimi 7 giorni.

Un’emorragia che racconta più di mille analisi: la fiducia è evaporata, e gli investitori stanno tornando su posizioni difensive, e questo potrebbe essere un buon viatico anche per Bitcoin ed Ethereum che rappresentano delle posizione più difensive.
In tutto questo, c’è anche l’eccezione che conferma la regola, ovvero il comparto delle criptovalute per la privacy che segnano un incredibile +13,4% su base settimanale.
Cosa sta spingendo le privacy coin?
A spingere le privacy coin verso l’alto concorrono diversi fattori. Quello più evidente e la voglia di anonimato in un mercato che diventa sempre più controllato, negli USA per contrastare l’antiriciclaggio mentre in Europa incombe la regolamentazione europea del MiCA.
Inutile negare che anche la tassazione, diversa da Paese a Paese, potrebbe aver contribuito alla voglia di non mostrare i propri capitali, anche in presenza di alcune storture nazionali, come quella italiana, dove dall’anno prossimo costerà di più detenere BTC nel proprio wallet, con una tassazione sulle plusvalenze del 33%, rispetto all’acquisto di un ETF tramite la banca, tassato al 26%.
Potrebbero però aver pesato anche altri fattori, come la ricerca di una decorrelazione verso valute digitali non direttamente collegate alle performance di Bitcoin ed Ethereum.
Oppure di un dato frutto della speculazione: con gran parte del mercato in rosso, bastano pochi volumi concentrati per innescare un rally verticale su asset a bassa liquidità.
Voglia di anonimato? Iniziate dal wallet
Insomma, la volontà di anonimato è in netta crescita e questo potrebbe favorire anche alcuni prodotti correlati, come ad esempio i wallet senza KYC, il processo di riconoscimento degli utenti tramite documento di identità.
Tra questi, il più famoso è senza dubbio Best Wallet, che supporta oltre 60 blockchain e decine di metodi di pagamento: carte, e-wallet, bonifici, Apple Pay e PayPal, senza raccogliere informazioni aggiuntive. In più, integra un DEX decentralizzato e la Best Card, per spendere crypto senza intermediari.
Le transazioni sono protette da Fireblocks e 2FA, mentre le commissioni restano tra le più basse del mercato grazie al confronto automatico tra provider come Banxa e Moonpay.
Tra l’altro in questi giorni si sta svolgendo anche la prevendita del token $BEST, che aggiunge diverse funzionalità al wallet.
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