La Russia potrebbe bloccare gli exchange crypto stranieri secondo le nuove normative interne
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Secondo le indiscrezioni di RBC, la Russia si sta muovendo per bloccare i siti web degli exchange di criptovalute stranieri come Binance e OKX a partire dal 1° settembre, a meno che non rispettino le severe normative interne.
Questa mossa strategica mira a convogliare i clienti crypto verso exchange con licenza locale e monitorati dallo Stato, garantendo il controllo sui flussi di capitale on-chain transfrontalieri e stringendo la morsa sulla speculazione dei piccoli risparmiatori.
Punti chiave
- La mossa: Gli exchange crypto stranieri rischiano un potenziale blocco entro il 1° settembre in base ai nuovi quadri giuridici “sperimentali”.
- L’obiettivo: Le autorità vogliono centralizzare i pagamenti crypto transfrontalieri per eludere le sanzioni, monitorando al contempo la fuga di capitali domestici.
- L’impatto: I trader che utilizzano piattaforme offshore potrebbero essere costretti a passare ai pianificati exchange sostenuti dallo Stato a Mosca e San Pietroburgo.
Perché sta accadendo proprio ora?
Perché limitare l’accesso ora? È una questione di controllo. In seguito alle leggi firmate dal Presidente Putin nell’agosto 2024, le criptovalute non sono più viste solo come un asset speculativo, ma come uno strumento critico per aggirare i divieti SWIFT. Tuttavia, il Cremlino esige supervisione.
I dati di Chainalysis indicano che la Russia è passata a una “evasione delle sanzioni regolamentata”. Costringendo l’attività su piattaforme nazionali, le autorità possono monitorare flussi che in precedenza erano opachi.
Questo riflette in gran parte le preoccupazioni presenti in tutto il continente a Bruxelles, dove leader come Christine Lagarde avvertono delle lacune normative nella finanza digitale. Mosca vuole che queste lacune vengano colmate.
In sostanza, il governo sta biforcando il mercato. Una corsia è destinata alle entità sanzionate dallo Stato, come gli esportatori che utilizzano le criptovalute per i regolamenti internazionali.
L’altra corsia (quella retail) viene sottoposta a un attrito estremo per prevenire la fuga di capitali.
Come funzionerà il divieto?
Il meccanismo proposto prende di mira le piattaforme straniere che offrono accesso non autorizzato. Mentre i principali player come Coinbase, su cui Cathie Wood ha recentemente raddoppiato l’investimento, si affidano all’accessibilità globale, le basi di utenti russi sono consistenti.
Sotto il nuovo regime, potrebbero sopravvivere solo gli exchange che operano all’interno di specifici “regimi legali sperimentali” (EPR).
Le informazioni suggeriscono che i piani per gli exchange sostenuti dallo Stato a San Pietroburgo e Mosca stiano accelerando.
Queste sedi faciliterebbero il commercio transfrontaliero per gli esportatori approvati, mentre i trader al dettaglio verrebbero estromessi dalle sedi straniere. La conformità rappresenta il collo di bottiglia.
Come notato nella tabella di marcia normativa di Crystal Intelligence, i severi requisiti KYC e di capitale sono stati sul tavolo dei regolatori russi fin dal 2022. Ora, stanno diventando barriere all’ingresso.
Il ministro delle Finanze Anton Siluanov aveva precedentemente ammesso che per Mosca trovare una soluzione normativa è complesso ma vitale.
Tuttavia, l’urgenza di mitigare le sanzioni sta superando le esitazioni tecniche. Questo si allinea ai trend globali in cui la responsabilità degli sviluppatori e la conformità delle piattaforme sono centrali nei dibattiti legislativi.
Se le entità straniere non si registreranno localmente, una mossa che molti rifiuteranno a causa delle sanzioni occidentali, dovranno affrontare un blocco totale.
Cosa succederà ora ai trader?
Se il giro di vite diventerà operativo a settembre, è prevedibile una frattura della liquidità. Il volume retail russo, stimato in oltre cento miliardi all’anno, probabilmente confluirà in reti P2P sotterranee o nelle poche entità domestiche autorizzate come Garantex.
Mentre i gruppi di pressione del settore lavorano per definire quadri più chiari a livello globale, la mossa isolazionista della Russia offre una netta contronarrazione: la nazionalizzazione sulla decentralizzazione.
In quest’ottica, gli spread delle coppie con il rublo potrebbero rivelare i primi segnali di questo cambiamento.
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