Se la guerra con l’Iran è quasi certa, come potrebbe reagire il prezzo di Bitcoin?
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Il prezzo di Bitcoin è di nuovo sul filo del rasoio. Le oscillazioni di prezzo si stanno facendo frenetiche e la quotazione si attesta intorno ai 67.400 USD, come se non fosse sicura della direzione da prendere. I trader sono nervosi. Molto nervosi.
Su Polymarket, gli scommettitori stimano ora al 61% le probabilità di un attacco degli Stati Uniti contro l’Iran entro questo mese. Il settore crypto ha avvertito il colpo immediatamente. Sono scattate le liquidazioni. È partita la modalità “risk-off”. E improvvisamente, tutti giocano in difesa.
Punti chiave
Il segnale: Gli scommettitori di Polymarket prezzano una probabilità del 61% di un’azione militare imminente degli Stati Uniti.
Il rischio: Il SOPR degli investitori a breve termine (Short-Term Holder) è sceso sotto 1,0, indicando vendite dettate dal panico in perdita.
L’impatto: Bitcoin rischia di rompere il supporto critico di 65.000 USD se il conflitto dovesse aggravarsi durante il fine settimana.
Perché succede proprio ora?
Le tensioni tra Washington e Teheran sembrano ormai quasi certe.
I report indicano che il Pentagono ha pronte diverse opzioni di attacco dopo lo stallo dei colloqui sul nucleare. Questo tipo di notizie spinge gli investitori direttamente verso l’oro e la liquidità. Gli asset rischiosi vengono scaricati per primi.
I dati on-chain confermano questa tendenza. Il SOPR dei detentori a breve termine è inferiore a 1. Ciò significa che chi ha acquistato di recente sta vendendo in perdita pur di uscire dal mercato.

Aggiungendo l’incertezza sui possibili aggiustamenti della politica della Fed, si ottiene un mix caotico. Geopolitica unita a pressioni macro. Mentre la vicenda USA-Iran domina la scena, Bitcoin si comporta come un classico asset di rischio, con bruschi cali intraday e un sentiment fragile.
Cosa significa per il prezzo di Bitcoin?
Bitcoin sta testando duramente la zona di supporto tra 66.000 USD e 65.729 USD. Una chiusura giornaliera al di sotto di questi livelli porterebbe rapidamente nel mirino i 60.000 USD.
L’indice di Sharpe a breve termine è diventato negativo, mostrando rendimenti corretti per il rischio pessimi durante il panico. Quasi 80 milioni di USD in posizioni long sono già stati spazzati via dal calo dai 70.000 USD.

Mentre i piccoli investitori vendono, alcuni osservatori politici stanno ipotizzando massicci target a lungo termine. Questo suggerisce che le balene potrebbero vedere questo ribasso come un’opportunità. Anche Arthur Hayes ha evidenziato le dinamiche di liquidità del Tesoro che potrebbero sostenere le crypto una volta che le acque si saranno calmate.
La volatilità nel fine settimana appare garantita. Tuttavia, i colloqui in Oman di venerdì potrebbero cambiare i toni. Se le tensioni dovessero raffreddarsi, un netto rally di sollievo potrebbe intrappolare le recenti posizioni short.
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