I principali asset crypto scivolano mentre i timori sui dazi innescano una fuga dal rischio; l’oro balza a livelli record
Circa 600 milioni di dollari in posizioni lunghe su criptovalute sono stati liquidati mentre i trader riducevano la leva finanziaria e riconsideravano l'esposizione.

Cosa sapere:
- Le principali criptovalute sono diminuite lunedì a seguito delle rinnovate minacce di dazi statunitensi sui beni europei, che hanno innescato un movimento di avversione al rischio più ampio nei mercati globali.
- Le altcoin hanno guidato il calo, con Solana, XRP e dogecoin che sono scesi più bruscamente rispetto a bitcoin, che è scivolato sotto i 93.000 dollari dopo la corsa della scorsa settimana verso i 98.000 dollari.
- Circa 600 milioni di dollari in posizioni long su criptovalute sono stati liquidati mentre i trader riducevano la leva finanziaria e rivalutavano l’esposizione, lasciando i prezzi strettamente legati alle variazioni delle notizie macroeconomiche e commerciali.
Le principali criptovalute hanno registrato un calo di valore lunedì, scatenando una vendita diffusa nei mercati crypto, poiché i timori di nuovi dazi statunitensi hanno alimentato un clima di cautela negli investimenti globali.
Solana
La vendita al dettaglio è seguita ai commenti del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il fine settimana, in cui ha affermato che gli Stati Uniti imporranno una tariffa del 10% sui beni provenienti da otto paesi europei a partire dal 1° febbraio, che salirà al 25% a giugno a meno che non venga raggiunto un accordo più ampio.
Queste dichiarazioni hanno spinto gli investitori verso asset rifugio e hanno esercitato pressione sui mercati sensibili al rischio.
Le perdite delle criptovalute hanno seguito i cali dei mercati azionari. I futures sugli indici azionari statunitensi sono scesi bruscamente nelle prime ore di contrattazione, con i contratti sul Nasdaq 100 in calo di oltre l’1%, mentre i futures europei hanno ceduto terreno a causa della riaffiorante preoccupazione per i dazi. I mercati asiatici si sono mostrati misti, con perdite modeste nella maggior parte degli indici.
Gli asset sicuri sono aumentati in risposta. Oro e argento hanno entrambi raggiunto livelli record, mentre i futures sui titoli di Stato europei sono saliti. Il dollaro si è indebolito rispetto a diverse valute principali, riflettendo un posizionamento difensivo in vista della sessione di trading statunitense.
Le liquidazioni sono aumentate parallelamente alla svendita. Circa 600 milioni di dollari in posizioni rialziste sulle criptovalute sono state cancellate nelle ultime 24 ore, secondo i dati di Coinglass, con la maggior parte attribuibile a posizioni long. L’interesse aperto su Bitcoin è diminuito mentre i trader hanno ridotto la leva finanziaria.
La mossa arriva dopo un forte inizio d’anno per le criptovalute.
Bitcoin è salito a poco meno di 98.000 dollari la scorsa settimana, sostenuto da consistenti afflussi nei ETF spot quotati negli Stati Uniti, mentre le criptovalute alternative (altcoin) hanno seguito un andamento positivo. Il ritracciamento di lunedì suggerisce che i trader stanno riconsiderando l’esposizione, in quanto i rischi macroeconomici si riaffermano.
Gli altcoin hanno sopportato il peso della vendita, un modello comune durante le fasi di risk-off, mentre i trader ruotavano lontano dai token a beta più elevato verso asset più liquidi. I partecipanti al mercato hanno affermato che ora l'attenzione è rivolta a capire se il bitcoin riuscirà a mantenere il supporto vicino al livello di 90.000 dollari, il che potrebbe determinare se il ritracciamento più ampio si approfondirà o si stabilizzerà.
Per il momento, le criptovalute sembrano muoversi saldamente in linea con il sentimento globale di rischio, rendendo i prezzi sensibili a ulteriori notizie su commercio, geopolitica e politica monetaria.
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