SEC e CFTC insieme negli USA per il bene delle criptovalute?
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Dopo anni di scontri sulle rispettive giurisdizioni nel mercato delle criptovalute, la SEC e la CFTC, le due autorità americane che si occupano di regolamentare il mercato azionario e quello delle materie prime, hanno finalmente deciso di collaborare.
Negli ultimi anni le due agenzie si sono spesso sovrapposte, da un lato per mancanza di chiarezza legislativa, dall’altro perché entrambe ambivano a mettere le mani su un mercato importante come quello delle crypto
Giusto per fare chiarezza, negli USA la SEC (Securities and Exchange Commission) è l’autorità che vigila sul mercato dei titoli: azioni, obbligazioni, ETF e, più in generale, su tutti gli strumenti finanziari che vengono definiti securities. Si occupa di proteggere gli investitori, garantire trasparenza e prevenire frodi.
La CFTC (Commodity Futures Trading Commission) è invece l’agenzia che regola i derivati e i mercati legati alle commodities: futures, opzioni, e materie prime come oro, petrolio e grano. Il suo compito è assicurare mercati equi, competitivi e privi di manipolazioni.
Una tavola rotonda come punto di partenza
Per sugellare questo nuovo approccio congiunto, entrambe le parti si sono riunite in una tavola rotonda a Washington. Il presidente della SEC, Paul Atkins, ha dichiarato che le due agenzia devono lavorare insieme e in maniera sinergica.

Anche perché la mancanza di collaborazione ha causato molti danni, con un aumento dei costi ed enormi ritardi. Anche la presidente ad interim della CFTC, Caroline Pham, ha confermato che la guerra tra i due regolatori deve finire, se si vuole fare un passo avanti.
Perché armonizzazione e non fusione?
In passato si era anche parlato di una possibile unione delle due agenzie in un’unica autorità, ipotesi che Atkins ha escluso: “Il punto focale non è quello di creare un mega regolatore, ma assicurarsi che entrambe seguano uno schema comune di regole”.
Questo perché, come sappiamo, alcune criptovalute, come ad esempio Bitcoin, rientrano senza dubbio nella categoria delle materie prime, mentre per altri token la classificazione è un po’ più complicata.
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Come funzionerà allora?
L’obiettivo finale è quello di allineare le definizioni di piattaforme e prodotti di trading, in modo da non avere due interpretazioni diverse dello stesso asset. Si punta anche a standardizzare i dati: oggi i report seguono formati differenti e creano solo confusione. Stesso discorso per le regole sui margini, che vengono calcolate in modi diversi (e per scopi diversi, ndr) dalle due agenzie.
L’obiettivo comune è dunque quello di lasciare spazio all’innovazione, ed evitare che i prodotti digitali vengano strozzati da regole definite e pensate in un’epoca completamente differente da quella moderna.
Il commissario Mark Uyeda lo ha ribadito chiaramente: i vecchi schemi non funzionano più. Continuare a utilizzarli in maniera forzosa sui mercati attuali non fa che aumentare la confusione, alimentando l’incertezza che scoraggia progetti e investitori.
Durante la tavola rotonda è anche emersa una proposta concreta: quella di introdurre dei “carveout” speciali, eccezioni mirate che permettano di testare nuovi strumenti digitali senza rischiare di infrangere regolamenti in conflitto tra loro.
Che cosa significa per i mercati crypto?
Per aziende e trader crypto statunitensi, questo nuovo approccio è una ventata di aria fresca. Finora molte imprese hanno dovuto indovinare quali regole si applicassero, o seguirle entrambe “per sicurezza”. Uno scenario stressante e costoso.
Se SEC e CFTC riusciranno a trovare un’intesa potrebbe finalmente arrivare un po’ di chiarezza. Servirà comunque l’intervento del Congresso USA per definirne meglio i confini legali. L’idea è che lavorare insieme possa, almeno per il momento, tamponare le lacune.
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Di certo non sarà una soluzione immediata. Il vero banco di prova sarà capire se le due agenzie manterranno l’impegno: riusciranno davvero ad allineare definizioni e regole? Risponderanno in maniera coordinata quando le aziende crypto inizieranno a spingersi oltre i limiti? E soprattutto, i legislatori interverranno per fissare regole più chiare?
Sono queste le risposte che diranno se si tratta di una riforma duratura o dell’ennesimo comunicato senza valore. Per ora SEC e CFTC hanno iniziato a parlarsi, e già questo rappresenta un cambiamento.
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