Wall Street crolla, Bitcoin testa un supporto chiave: oggi attesa per l’inflazione USA
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I mercati finanziari hanno vissuto una giornata di “profondo rosso”, e la domanda che tutti noi investitori ci poniamo è semplice: è l’inizio di una correzione più ampia o solo un inciampo momentaneo? Mentre il Nasdaq 100 lascia sul terreno oltre il 2%, trascinato giù dalle Magnifiche 7, Bitcoin segue l’onda ribassista andando a testare livelli di supporto che non vedevamo da tempo. Con l’inflazione USA (CPI) in uscita oggi, la volatilità è garantita: ecco perché le prossime 24 ore potrebbero decidere il trend delle settimane a venire.
Il contesto macro: CPI e correlazione con Wall Street
Perché Wall Street è crollata ieri? Il colpevole immediato sembra essere un mix tossico di timori sui costi dell’intelligenza artificiale e dati macroeconomici contrastanti. Le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 227.000, un dato che suggerisce un mercato del lavoro ancora rigido ma meno dinamico del previsto. Come abbiamo analizzato in precedenza riguardo l’impatto dei dati sull’occupazione, quando l’economia USA mostra segnali di incertezza, gli asset di rischio come le crypto tendono a soffrire per osmosi.
Le Big Tech hanno guidato la discesa: Apple ha perso oltre il 5% e Tesla il 2,44%. Questo trascinamento ha riattivato una correlazione che speravamo fosse dormiente. Se fino a poco tempo fa notavamo una divergenza tra Wall Street e Bitcoin, ieri la paura ha uniformato i comportamenti: si vende tutto per coprire le posizioni. Oggi, l’attenzione è tutta sul Core CPI di gennaio. Le attese sono per un +0,3% mensile; un dato superiore potrebbe spingere la Fed a mantenere i tassi alti più a lungo, mettendo ulteriore pressione sul comparto crypto.
I livelli tecnici chiave da monitorare
Spostando lo sguardo sui grafici, la situazione tecnica richiede nervi saldi. Bitcoin sta scambiando pericolosamente vicino a supporti critici dopo aver perso terreno dai massimi di gennaio 2026. Secondo un’analisi recente di VanEck, il panico da vendita sembra essersi esaurito, ma la struttura tecnica rimane fragile. Ecco i livelli essenziali:
- Supporto critico ($60.000): Questa è la linea nella sabbia. Una chiusura giornaliera decisa al di sotto di questa soglia potrebbe aprire le porte a test verso l’area $56.000 – $59.000, come evidenziato anche dalle pressioni ribassiste recenti.
- Resistenza immediata ($72.000): Per annullare lo scenario ribassista di breve termine, i tori devono riconquistare e consolidare sopra questo livello.
- Indicatori di stress: L’RSI giornaliero è in territorio di ipervenduto (zona 30), e il prezzo è significativamente sotto la media mobile a 200 giorni, una deviazione statistica che storicamente precede un rimbalzo tecnico o una stabilizzazione.
Anche l’oro e l’argento hanno subito un brusco risveglio, con l’oro che ha ceduto il 3%, segnalando che la liquidazione ha colpito trasversalmente anche i beni rifugio, come notato dagli analisti di DailyForex.
Cosa significa per gli investitori italiani
Per chi ci legge dall’Italia, questo scenario impone cautela ma non disperazione. La tentazione di “comprare il calo” (buy the dip) è forte, ma in momenti di alta volatilità macroeconomica, attendere la conferma post-CPI è spesso la mossa più saggia. Anche i proxy istituzionali soffrono: MicroStrategy è in profondo rosso, riflettendo la sensibilità estrema del mercato azionario alle variazioni di Bitcoin.
La strategia migliore per l’investitore retail potrebbe essere quella di evitare la leva finanziaria in queste ore calde. Se il dato sull’inflazione dovesse sorprendere al ribasso, potremmo vedere un rimbalzo violento e immediato. Al contrario, un’inflazione “appiccicosa” potrebbe prolungare il dolore. Monitorate i $60.000: se reggono, la struttura rialzista di lungo termine è salva per ora.
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