L’UE vuole bandire le stablecoin americane come USDT e USDC?
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Negli ultimi tempi si è parlato molto dell’euro digitale e delle stablecoin, balzate agli onori delle cronache dopo che gli Stati Uniti le hanno regolarizzate tramite il Genius Act. Una decisione che ha costretto l’Europa ad accelerare sulla sperimentazione.
Secondo alcune indiscrezioni l’UE potrebbe adottare regole più severe rendendo non conformi le stablecoin statunitensi. Ma quanto c’è di vero in questa affermazione? Scopriamolo insieme.
Le regole MiCA e le stablecoin in USD nell’UE
In realtà, il messaggio che arriva dall’UE non è quello di vietare, ma piuttosto di costruire un quadro normativo rigoroso per renderle più sicure e affidabili.
L’idea sarebbe quella di integrare le stablecoin statunitensi nel mercato europeo, a patto che rispettino le regole del MiCA. In soldoni, significa che le “riserve” devono essere basate su investimenti in Europa, e devono avere una maggiore trasparenza.
Insomma, piuttosto che bloccare le stablecoin in dollari, l’Europa sta creando le condizioni perché possano crescere in maniera più responsabile e sostenibile.
Euro digitale: la prossima fase di innovazione per l’Europa
Accanto alle nuove regole per le stablecoin straniere, la BCE sta accelerando i lavori sull’euro digitale, una valuta sovrana basata su blockchain e progettata per rafforzare l’indipendenza finanziaria europea.
Un lancio di successo offrirebbe ai cittadini europei un’alternativa sicura e stabile per i pagamenti, riducendo la dipendenza dalle stablecoin estere.
Non tutti sono però ottimisti sul ruolo delle stablecoin e delle CBDC. Durante la 9ª Conferenza annuale dell’European Systemic Risk Board, ci sono state anche voci discordanti. Il regolatore italiano Federico Cornelli ha infatti dichiarato: “Solo l’euro digitale emesso dalla nostra BCE è moneta legale, e questo deve essere chiarito a tutti i cittadini”.
Insomma, una situazione che si sta facendo sempre più ingarbugliata anche per le CBDC, ovvero le stablecoin emesse dalla banca centrale. In Europa la sperimentazione è piuttosto in ritardo, e non è ancora stata scelta nemmeno la blockchain di riferimento.
Si era parlato anche di Solana ed Ethereum, poi di XRP, ma difficilmente verranno rispettati i tempi, che prevedono una soluzione definitiva entro la fine di quest’anno.
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