Il CEO di Ripple smentisce i dubbi: XRP è ancora al centro della sua strategia
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Il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha deciso di smentire i rumors che circolavano nella community (spesso nati su X) secondo cui la stablecoin RLUSD avrebbe ridimensionato il ruolo di XRP nella strategia aziendale.
La stablecoin RLUSD affianca XRP, senza sostituirlo
Durante un’intervista con la giornalista di Crypto in America, Eleanor Terrett, è stato categorico: “XRP è al centro di tutto ciò che fa Ripple.”
Inoltre, ha liquidato le voci che parlavano di un “abbandono di XRP” da parte di Ripple come “prive di senso” e frutto di disinformazione.
Garlinghouse ha spiegato che XRP non è l’unico asset utilizzato da Ripple, ma fa parte di un sistema di pagamento multi-rail, che includere anche strumenti di tesoreria come GTreasury.
L’azienda sceglie come instradare i pagamenti in modo pragmatico, basandosi su criteri tecnici ed economici, come costi, liquidità, affidabilità e coppie di valute, senza vincoli ideologici.
“Alcuni flussi passano attraverso le stablecoin. Altri passano attraverso XRP. Vogliamo offrire al cliente il miglior prodotto al miglior prezzo. A volte è una stablecoin, a volte no.”
Nel corso dell’intervista, Garlinghouse ha rivelato che nella prima metà del 2023 l’attività di pagamento istituzionale di Ripple ha raggiunto volumi tali da portare l’azienda a coniare il 20% di tutti gli USDC in circolazione.
Ha indicato quella cifra come prova di un approccio pragmatico, spiegando che Ripple ha impiegato gli strumenti più adatti per ogni flusso istituzionale:
“Abbiamo utilizzato sia USDC che XRP. I clienti non comprano token: comprano soluzioni.” Sostiene che il compito dell’azienda è quello di selezionare le “tecnologie giuste” per problemi definiti.
Ripple non è massimalista su XRP
Il CEO ha anche sottolineato che Ripple non è massimalista su XRP e che chain diverse servono soluzioni diverse.
Il ruolo di XRP, ha spiegato, dipende dalle sue prestazioni: “è molto scalabile, veloce ed economico per ogni transazione”. Ma ha evitato toni assoluti, ammettendo che queste qualità rendono XRP “adatto ad alcune situazioni e probabilmente meno ad altre”.
Garlinghouse ha descritto RLUSD come un’opzione complementare che amplia la flessibilità di Ripple nel selezionare il canale di pagamento più adatto in base al contesto operativo di ogni flusso.
Quando una stablecoin garantisce condizioni più vantaggiose (in termini di prezzo o liquidità) Ripple può instradare i pagamenti su quel canale. Al contrario, nei contesti in cui contano la rapidità di finalizzazione e i costi unitari ridotti, XRP diventa la scelta più efficiente.
Garlinghouse ha chiarito che per Ripple la priorità non è dominare il mercato, ma ampliare il volume totale delle transazioni sulle proprie piattaforme. L’obiettivo è quello di passare “da decine a centinaia di miliardi di dollari, fino a raggiungere i trilioni”.
“Il successo di XRP dipende dalla crescita complessiva del mercato. Se non detiene il 100% della quota, ma il mercato si espande rapidamente, è comunque un risultato eccellente. Sono soddisfatto. È davvero una posizione favorevole.”
Intanto XRP è tornato in verde
Oggi XRP è in ripresa e sta scambiando al livello di 2,30 dollari, con un balzo del 2% nelle ultime 24 ore.
A spingere al rialzo l’asset sono stati gli accumuli istituzionali e anche la notizia della collaborazioni di Ripple con Mastercard, WebBank e Gemini per abilitare i pagamenti in RLUSD tramite carta di credito.
Inoltre, XRP ha mostrato un’intensa attività on-chain, con oltre 21.000 nuovi wallet attivati in appena 48 ore.
Gli analisti stimano che una chiusura sopra la soglia dei 2,44 dollari, potrebbe spingere l’asset verso i 2,65 dollari.
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