Intervista shock di Trump sulla macroeconomia: quali effetti su Bitcoin e criptovalute?
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L’ultima intervista rilasciata da Trump sulla situazione macroeconomica sta generando forti reazioni sui mercati finanziari, con effetti evidenti su Bitcoin e sulle crypto.
Le sue affermazioni riguardo i dazi sulle importazioni, la Federal Reserve e l’aumento dell’inflazione stanno alimentando i timori che negli Stati Uniti si possa instaurare un contesto di stagflazione.
Le dichiarazioni di Trump mettono in subbuglio i mercati
Martedì, durante la trasmissione “Squawk Box” sulla CNBC, Trump ha affrontato diversi temi: dai dazi, alle scelte della Federal Reserve, passando per l’economia russa e il presunto rifiuto come clienti di JPMorgan Chase e Bank of America.
Dal 7 agosto entreranno in vigore nuove tariffe “reciproche” e specifiche per ogni paese.
Trump ha dichiarato che i dazi sulle importazioni imposti all’India aumenteranno entro 24 ore.
L’amministrazione si sta inoltre concentrando sui dazi per settori specifici. Per esempio, ha annunciato che presenterà un piano per i chip elettronici entro una settimana e prevede una “piccola imposta” sulle importazioni farmaceutiche che potrebbe salire fino al 250% in 18 mesi.
Trump non sembra intenzionato a placare il suo accanimento contro la politica della banca centrale americana.
Pochi giorni dopo la scelta della Fed di mantenere i tassi invariati, ha parlato di chi potrebbe succedere a Jerome Powell alla guida della Federal Reserve. Tra i possibili candidati, ha fatto riferimento a Kevin Warsh e Kevin Hassett.
Secondo Trump, entrambi sarebbero all’altezza del compito. Ma che impatto potrebbero avere queste novità su Bitcoin e sulle crypto?
Gli effetti delle politiche economiche di Trump portano dritto alla stagflazione
Le iniziative di Trump sui dazi stanno alimentando il rischio di stagflazione negli Stati Uniti.
L’Institute for Supply Management ha pubblicato dati poco incoraggianti per il settore dei servizi. L’indice PMI a luglio si è fermato a 50,1, al di sotto delle attese e in calo rispetto al valore precedente, avvicinandosi pericolosamente alla soglia che indica una contrazione dell’attività.
L’indice sull’occupazione è sceso a 46,4, il valore più basso da marzo, indicando una riduzione dei posti di lavoro.
Mentre l’indice dei prezzi è salito a 69,9, il livello più alto da ottobre 2022, segnalando un aumento dei prezzi.

Questa combinazione di inflazione e calo del lavoro viene definita stagflazione.
Dopo la pubblicazione dei dati sull’occupazione, le aspettative sui prossimi interventi della Federal Reserve sono cambiate. Ora il mercato prevede due tagli dei tassi quest’anno, uno a settembre e uno a ottobre, entrambi di 25 punti base.
Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, questa incertezza sulla politica monetaria potrebbe avere un impatto importante sulle crypto. Dall’approvazione del GENIUS Act il 18 luglio da parte del Congresso, Bitcoin si è dimostrato sempre più sensibile alle notizie economiche, trascinando con sé anche le altcoin.
Bitcoin sta perdendo aderenza ai nuovi supporti che aveva creato col recente rally
L’analista Caleb Franzen fa notare che Bitcoin è sceso sotto il livello dove si era vista una divergenza rialzista dell’RSI. Di solito questo segnale indica un indebolimento della pressione ribassista, mentre una divergenza ribassista suggerisce una possibile correzione.

Secondo Franzen, questa situazione tecnica potrebbe favorire una risalita verso quota 119.000 dollari, ma considera questo livello una soglia chiave: una rottura netta al ribasso annullerebbe lo scenario positivo.
In questo contesto, l’area dei 112.600 dollari rappresenta un supporto importante per mantenere la tendenza rialzista. Se Bitcoin dovesse continuare a scendere, il prezzo potrebbe dirigersi verso i 95.000 dollari.
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