XRP vale quanto Enel e Ferrari insieme. Qual è il segreto del successo di Ripple?
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Ripple fa notizia di recente per il violento aumento di prezzo del token nativo XRP. Aumento che ha portato la società a un valore che fa impallidire i principali titoli azionari mondiali, per non parlare di quelli italiani.
Ripple conquista la terza posizione nella classifica crypto per market cap
Di recente la capitalizzazione di mercato di Ripple è cresciuta in maniera sostanziale, fino a scalare la classifica delle crypto per market cap. Dal settimo posto, il valore del token nativo XRP è arrivato nella top 3 scavalcando colossi come BNB, Solana e Tether.
Malgrado l’attuale correzione, in piena controtendenza rispetto all’exploit di Bitcoin oltre i 100.000 dollari, il market cap di XRP è alle stelle. In questo momento la società vale 136 miliardi di dollari, più di Tether, 136 miliardi, seppure ben lontano da Ethereum, 474 miliardi, e Bitcoin 2 trilioni.

Per comprendere cosa significano questi numeri è possibile compararli con qualcosa di noto, la capitalizzazione dei maggiori titoli italiani:
| Società | Valore di mercato in mld di euro |
| Ferrari | 79,4342 |
| Enel | 68,1963 |
| Intesa San Paolo | 63,2774 |
| Unicredit | 58,5495 |
| Eni | 45,1816 |
| Generali | 42,4637 |
| Stellantis | 36,3458 |
| STMicroelectronics | 21,7259 |
| Tenaris | 21,06610 |
| Prysmian | 18,370 |
Cosa fa esattamente Ripple
La società Ripple è stata fondata nel 2012 da Chris Larsen e Jed McCaleb. Inizialmente, Ripple Labs era conosciuta come OpenCoin, ma dopo ha cambiato nome in Ripple Labs e, infine, oggi è nota come Ripple.
Ripple è stata creata con l’obiettivo di sviluppare un sistema di pagamento rapido ed economico basato su tecnologia blockchain, progettato principalmente per facilitare transazioni finanziarie internazionali.
La criptovaluta associata alla rete Ripple è chiamata XRP, ma Ripple stesso si distingue come un’azienda tecnologica che offre soluzioni per istituzioni finanziarie, e non solo in quanto crypto.
La criptovaluta XRP può essere utilizzata come “valuta ponte” per facilitare i pagamenti tra due valute diverse, eliminando la necessità di conti prefinanziati in molte valute. Questo riduce enormemente i costi di liquidità per le banche.
Attiva in tutti i cinque continenti, la società è riuscita a espandere la propria influenza malgrado il forte freno della causa intentata dalla SEC degli Stati Uniti.
Perché la SEC ha fatto causa a Ripple
La SEC (Securities and Exchange Commission) degli Stati Uniti ha intentato una causa contro Ripple Labs il 22 dicembre 2020, accusando la società, insieme ai suoi co-fondatori Brad Garlinghouse (CEO) e Chris Larsen (ex CEO e presidente esecutivo), di aver condotto una vendita non registrata di titoli attraverso la criptovaluta XRP.
La società, di contro, si è difesa sostenendo che il token non può essere comparato a un titolo azionario.
L’azienda sottolinea che XRP funziona su un ledger decentralizzato (XRP Ledger) e non è direttamente controllato da Ripple. Proprio perché XRP svolge un ruolo chiave nel funzionamento della blockchain, è utilizzato come strumento per pagamenti internazionali e non come un investimento speculativo.
L’effetto Trump su XRP e nell’andamento della controversia con la SEC
Ripple, così come molte altre società crypto, è stata tra i principali finanziatori della campagna elettorale che ha portato poi all’elezione di Trump.
L’atteggiamento di Ripple è stato per lo più bipartisan, fino all’ultimo il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, non ha celato la sua preferenza per il partito democratico.
La notizia dell’elezione di Trump, però, è stato il volano che ha permesso alla società di prendere il volo.
Il primo effetto, prima ancora dell’insediamento alla Casa Bianca previsto per gennaio, sono state le dimissioni dell’attuale presidente della SEC, Gary Gensler.
La recente proposta da parte di Trump di nominare Paul Atkins a capo dell’ente che vigila sui mercati azionari USA ha dato nuova linfa ai prezzi di XRP. Atking, già commissario alla SEC, è noto per la sua posizione possibilista nei confronti delle nuove tecnologie, e per estensione verso le crypto.
Intanto, non è stato smentito né confermato l’incontro tra il CEO di Ripple e l’attuale presidente degli Stati Uniti che pare ci sia stato a metà novembre.
Quale futuro si prospetti per Ripple e, di conseguenza, per XRP non è facile dirlo, del resto nel corso di questi anni la società non è rimasta indietro e ha continuato a innovare. Presto verrà lanciata la stablecoin che la società sostiene sia completamente a norma di legge.
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