Shiba Inu: al furto da $2,4 milioni risponde con una sala operativa
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Il recente attacco al bridge di Shibarium ha scosso profondamente la community di Shiba Inu, provocando la perdita di oltre 2,4 milioni di dollari e generando forti reazioni sui mercati.
Shytoshi Kusama, sviluppatore principale del progetto, ha rotto il silenzio confermando l’attivazione di una “war room” per gestire l’emergenza, lavorando al fianco degli sviluppatori per rafforzare la sicurezza della rete.
Il prezzo dei token SHIB, BONE e KNINE ha reagito con forte volatilità. Mentre la rete cerca di ripristinare la normalità, l’attenzione del mercato resta puntata sulle prossime mosse del team Shiba Inu.
Shibarium sotto attacco: la risposta di Shiba Inu e la gestione della crisi
La rete Shibarium, componente fondamentale dell’ecosistema Shiba Inu, è stata recentemente al centro di un grave episodio di sicurezza che ha portato alla sottrazione di 2,4 milioni di dollari. L’attacco ha avuto origine da una vulnerabilità nel sistema di validazione del bridge Layer-2, sfruttata attraverso una manovra combinata con un flash loan. Gli aggressori hanno acquisito 4,6 milioni di token BONE ShibaSwap (BONE), assicurandosi il controllo della validazione e consentendo la movimentazione di fondi fuori dalla rete.
In risposta, il team di sviluppo ha attivato rapidamente un protocollo d’emergenza. La funzione di validazione è stata bloccata, gli asset di staking trasferiti in un portafoglio multisig sicuro, e sono stati coinvolti specialisti di sicurezza come Hexens, PeckShield e Seal 911. Shytoshi Kusama, responsabile del progetto, ha confermato la creazione di una “war room” per coordinare il recupero dei fondi e rafforzare le misure difensive.
L’intervento di Kusama ha fatto chiarezza su alcune voci che ipotizzavano un suo disimpegno dal progetto. Lo sviluppatore ha chiarito che il suo iniziale silenzio era parte di una strategia di analisi prima di rilasciare dichiarazioni ufficiali. Ha inoltre ribadito il proprio supporto attivo al team e alla community, sottolineando che sono in corso valutazioni tecniche per evitare futuri episodi simili.
Token in calo dopo l’exploit: SHIB, BONE e KNINE reagiscono tra volatilità e incertezza
Il contraccolpo dell’attacco non si è limitato all’ambito tecnico, ma ha avuto ripercussioni immediate anche sul mercato. Il token SHIB ha perso circa il 6% del suo valore subito dopo l’annuncio dell’exploit, ma ha successivamente registrato un lieve recupero, stabilizzandosi a quota 0,000013138 dollari. Le oscillazioni di prezzo mostrano come la community sia ancora in attesa di segnali concreti di stabilità.
Decisamente più marcata è stata la reazione di BONE, il token che ha giocato un ruolo centrale nell’attacco. Dopo un picco iniziale, ha subito un crollo del 35% nell’arco di pochi giorni.
Il token KNINE di K9 Finance, una piattaforma DeFi alleata del progetto Shiba Inu, ha registrato un calo superiore al 5% in un solo giorno. La piattaforma ha comunque reagito offrendo una ricompensa di 23.000 dollari all’aggressore, a condizione che i fondi vengano restituiti in sicurezza entro 30 giorni.
Il team di sviluppo sta analizzando l’intera infrastruttura per individuare eventuali ulteriori punti deboli. Parallelamente, continua la collaborazione con esperti di sicurezza esterni per identificare con precisione la dinamica dell’attacco e procedere con le contromisure tecniche e legali.
Vola Maxi Doge: la nuova meme coin supera 2,2 milioni in presale
Mentre l’universo Shiba Inu lavora al contenimento dell’exploit, nel panorama crypto emergono nuovi progetti in grado di catalizzare l’attenzione della community.
Tra questi, Maxi Doge si è distinto rapidamente per una raccolta di oltre 2,2 milioni di dollari in fase iniziale e un concept che riprende l’estetica della classica meme coin, rivisitandola con una mascotte muscolosa e una narrazione orientata alla forza e all’ambizione.

Il progetto si posiziona come un’alternativa solida nel segmento delle meme coin, con una tokenomics progettata per garantire sostenibilità. Il 25% dell’offerta totale è destinato al “Maxi Fund”, un fondo strutturato per supportare lo sviluppo tecnico, avviare collaborazioni con piattaforme di trading e finanziare iniziative di reward per la community.
L’interesse degli investitori è stato rafforzato dalla partecipazione di influencer noti nel settore e dalla presenza attiva sui social, con una strategia di engagement che punta a costruire una base solida e fidelizzata.
Con un prezzo vantaggioso di $0,0002575 per token MAXI, un programma di staking con APY del 145%, uniti ad una narrativa efficace, una community coinvolta e un progetto con obiettivi chiari, Maxi Doge potrebbe ha tutte le carte in regola per emergere in un settore saturo di iniziative speculative a breve termine.
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