Meme coin sotto pressione: Dogecoin, SHIB e PEPE rompono supporti
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Dogecoin, Shiba Inu e Pepe hanno rotto livelli di supporto tecnici chiave, presumibilmente sotto la pressione di un sentiment di mercato più cauto sulle altcoin ad alta volatilità. Nelle ultime 24 ore DOGE è sceso a 0,121$, SHIB a 0,0000087$ e PEPE a 0,00000093$, con cali compresi tra il 3,4% e il 6,1%. Il movimento si inserisce in un contesto macro europeo di risk-off, con tassi BCE ancora restrittivi e volumi crypto in contrazione anche sugli exchange regolamentati UE.
Nel complesso, il market cap aggregato delle principali meme coin è sceso sotto i 35 miliardi di dollari, in calo di circa il 5,8% su base settimanale. Per gli investitori italiani, questo segnala una fase di consolidamento che richiede maggiore disciplina nella gestione del rischio. Il timing coincide con un rallentamento della liquidità globale, fattore storicamente sfavorevole per asset speculativi.
Il calo arriva mentre Bitcoin rimane sotto pressione tecnica sotto i 42.000$, limitando l’effetto traino sulle altcoin e riducendo l’appetito per operazioni ad alto beta nel mercato europeo.
Cosa è successo e perché i supporti contano davvero
Un supporto è un livello di prezzo dove storicamente la domanda ha assorbito l’offerta, fermando i ribassi. La rottura del supporto di Dogecoin a 0,124$ indica che i compratori non sono riusciti a difendere quell’area, aprendo spazio a ulteriori discese verso 0,115$.
Su base tecnica, l’RSI a 14 periodi di DOGE è sceso a 38, segnalando momentum ribassista ma non ancora ipervenduto. SHIB mostra un RSI a 36, mentre PEPE è a 34, livelli che storicamente possono precedere rimbalzi tecnici ma non inversioni strutturali senza volumi.
I volumi di trading sulle principali coppie spot sono diminuiti del 18% su base settimanale, un segnale che la rottura dei supporti non è stata accompagnata da forte capitolazione. Questo aumenta il rischio di movimenti laterali o di ulteriori cali graduali.
Pressione on-chain e quadro competitivo delle meme coin
Dal punto di vista on-chain, l’exchange supply di DOGE è aumentata dell’1,9% negli ultimi sette giorni, indicando maggiori token pronti alla vendita. Per SHIB, i dati mostrano movimenti di whale superiori a 1.000 miliardi di token, spesso associati a redistribuzione più che ad accumulo.
Questo quadro pesa sull’andamento delle meme coin, soprattutto in una fase in cui il capitale tende a concentrarsi su asset con flussi istituzionali più chiari. A differenza di Bitcoin ed Ethereum, le meme coin non beneficiano di ETF spot o di narrative legate all’adozione regolamentata in Europa.
Sotto MiCA, gli exchange europei sono incentivati a ridurre l’esposizione su token ad alta volatilità per limitare rischi operativi. Per i trader italiani, questo può tradursi in spread più ampi e minore profondità di mercato nelle fasi di stress.
Quali rischi e quali livelli monitorare ora?
Il contro-argomento è che molte meme coin hanno storicamente reagito con rimbalzi rapidi dopo fasi di ipervenduto. Tuttavia, senza un recupero sopra i livelli tecnici chiave, i rimbalzi rischiano di restare puramente tattici.
Per DOGE la prima resistenza passa ora a 0,128$, per SHIB a 0,0000092$ e per PEPE a 0,0000010$. Un ritorno stabile sopra queste soglie, con volumi in aumento, sarebbe necessario per migliorare il quadro di breve periodo.
In sintesi, la rottura dei supporti segnala una fase di maggiore selettività. Per gli investitori retail italiani, il focus dovrebbe restare su gestione del rischio, sizing prudente e attenzione ai segnali macro che continuano a guidare il mercato crypto europeo.
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