MicroStrategy compra ancora Bitcoin, ma il mercato resta sotto $90.000
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MicroStrategy ha comunicato il 26 gennaio un nuovo acquisto di Bitcoin per 264,1 milioni di dollari, effettuato a un prezzo medio di 90.061$ per BTC. Nelle stesse ore Bitcoin scambiava intorno a 85.460$, in calo di circa il 3,2% su base settimanale e ancora incapace di riconquistare la soglia psicologica dei 90.000$. Il dato si inserisce in una fase di consolidamento del mercato crypto europeo, con investitori italiani sempre più sensibili a rischi macro e condizioni finanziarie restrittive.
Cosa significa davvero l’ennesimo acquisto di MicroStrategy?
In termini semplici, la società guidata da Michael Saylor continua ad aumentare l’esposizione a Bitcoin anche durante fasi di debolezza del prezzo. Con questo quarto acquisto di gennaio, il costo medio di carico complessivo sale a 76.037$ per BTC, rafforzando la narrativa di lungo periodo sulle aziende che accumulano Bitcoin come asset di riserva.
Il punto chiave, però, è il metodo di finanziamento: MicroStrategy ha emesso oltre 1,56 milioni di nuove azioni ordinarie, raccogliendo 257 milioni di dollari, più 7 milioni da azioni privilegiate STRC. Per gli investitori, questo significa diluizione, soprattutto in un contesto in cui il titolo tratta a sconto rispetto al valore dei Bitcoin detenuti.
Struttura di mercato e segnali tecnici restano fragili
Dal lato del mercato crypto, l’impatto dell’acquisto è stato limitato. Bitcoin resta intrappolato in un range tra 84.000$ e 95.000$, con resistenza chiave a 90.000$ attiva dal 20 gennaio. Il supporto immediato si colloca tra 85.000$ e 86.000$: una rottura decisa potrebbe aprire spazio verso 80.000$.
Sul grafico a 4 ore, l’RSI è sceso recentemente in area di ipervenduto sotto 30, per poi risalire verso 38, segnalando un possibile rimbalzo tecnico ma non un’inversione strutturale. Il prezzo resta inoltre circa 3.200$ sotto la media mobile esponenziale a 50 giorni, attualmente a 88.678$, un livello osservato con attenzione dai trader europei.
Questo spiega perché grandi acquisti corporate non riescono più a sostenere il prezzo nel breve periodo, come già visto durante recenti pressioni sul prezzo di Bitcoin. Il capitale istituzionale si sta muovendo in modo più difensivo, privilegiando opzioni e prodotti strutturati rispetto allo spot.
Implicazioni per investitori italiani tra MiCA e rischio diluizione
Per il pubblico italiano, il nodo centrale è il mNAV di MicroStrategy, oggi intorno a 0,94x. In pratica, il mercato valuta le azioni con uno sconto del 6% rispetto al valore dei Bitcoin per azione, rendendo le nuove emissioni potenzialmente distruttive di valore. In un contesto regolato dal MiCA e sotto l’attenzione della CONSOB, questo tipo di leva indiretta su Bitcoin va compresa fino in fondo.
Allo stesso tempo, la mancanza di reazione del prezzo segnala che la domanda istituzionale di Bitcoin non è più sufficiente, da sola, a guidare nuovi massimi. Le aspettative sulle politiche Fed e il rafforzamento del dollaro restano variabili dominanti anche per il mercato europeo.
In sintesi, l’operazione di MicroStrategy conferma la fiducia di lungo periodo su Bitcoin, ma mette in evidenza limiti strutturali e rischi di diluizione. Per trader e investitori retail italiani, i livelli tecnici e il contesto macro contano oggi più delle headline sugli acquisti corporate.