Da Visa transazioni in stablecoin per $200 milioni ma serve chiarezza normativa
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Visa ha processato transazioni che hanno coinvolto le stablecoin per 200 milioni di dollari, ha dichiarato il colosso dei pagamenti elettronici.
Però, il CEO Ryan McInerney ha ribadito la necessità di regole più chiare perché stablecoin e crypto possano esprimere tutto il loro potenziale.
Visa ha presentato solidi risultati nel secondo trimestre 2025, e 9,6 miliardi di dollari di ricavi netti, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Intanto continua a rafforzare le sue capacità sulle stablecoin, introducendo il primo sistema di clearance attivo sette giorni su sette e la Visa Tokenized Asset Platform per collaborazioni con le banche.
Visa punta al dominio nel settore stablecoin
Il primo partner pilota di VTAP per Visa, BBVA, prevede di lanciare una stablecoin entro la fine dell’anno sulla blockchain di Ethereum.
La società ha investito in BVNK, un fornitore di infrastruttura per stablecoin, tramite Visa Ventures. Ora sta ampliando le partnership in Africa insieme a Yellow Card Financial.
McInerney ha ricordato che, sebbene i 200 milioni rappresentino un traguardo importante, sono ancora una parte minima rispetto al volume complessivo delle transazioni gestite da Visa.
Il vero “punto di svolta” per favorire l’adozione globale delle stablecoin nelle transazioni sarà l’implementazione di regole chiare.
Queste novità arrivano mentre il volume globale delle transazioni in stablecoin ha raggiunto i 27,6 trilioni di dollari nel primo trimestre 2025, superando il volume combinato di Visa e Mastercard.

Se da un lato Visa gestisce transazioni in stablecoin per 200 milioni di dollari, è certo che la tecnologia ha ancora bisogno di chiarezza normativa
Grandi aziende, tra cui Amazon e Walmart, stanno valutando di integrare pagamenti in stablecoin per le transazioni di grande volume.
In questo frangente, l’approvazione del GENIUS Act ha introdotto linee guida federali per le stablecoin ancorate al dollaro. Ha posto le basi per determinare quella chiarezza normativa che molti leader del settore considerano essenziale per accelerare l’adozione istituzionale.
Visa mantiene comunque un approccio cauto, continuando a investire nell’infrastruttura.
Un quadro normativo più definito su scala globale favorisce l’adozione delle stablecoin
Il GENIUS Act impone agli emittenti di stablecoin non bancari di operare in modo indipendente e ottenere l’approvazione del comitato di supervisione del Tesoro. Invece, le banche devono utilizzare entità societarie distinte, senza esercitare attività di leva o prestito.
La legge vieta le stablecoin che offrono interessi e impone obblighi stringenti di trasparenza sugli asset.
Dante Disparte di Circle ha descritto la “clausola Libra” come una misura per impedire ai colossi tecnologici di dominare il mercato delle stablecoin. In pratica, si richiede agli emittenti che operano con oltre 10 miliardi di dollari di possedere la licenza nazionale come banche fiduciarie.
Sia Ripple che Circle hanno richiesto licenze bancarie negli Stati Uniti per adeguarsi ai requisiti normativi.
Proprio ieri, Hong Kong ha lanciato il suo regime di licenze per stablecoin che entrerà in vigore dall’1 agosto. La nuova norma impone il rispetto delle linee guida aggiornate su vigilanza e antiriciclaggio.
L’autorità di Hong Kong, HKMA, ha lanciato un monito chiaro e dichiarazioni fuorvianti sulle licenze possono portare a sanzioni penali. Finora però non risultano siano state rilasciate delle licenze.
Anche la Nigeria ha riaperto il mercato alle stablecoin dopo un anno di restrizioni su Binance. Il direttore generale della SEC Emomotimi Agama ha dichiarato il paese “aperto al business delle stablecoin” secondo i nuovi regolamenti.
L’Investment and Securities Act 2025 offre una base normativa per la supervisione degli asset digitali.
Se da un lato ogni paese e regione sembra prepararsi all’adozione delle stablecoin, l’advisor della Banca Centrale Europea Jürgen Schaaf ha ricordato che le stablecoin ancorate all’euro rappresentano solo lo 0,15% in un mercato globale che vale 230 miliardi di dollari.
Secondo Schaaf, questa circostanza mette a rischio la sovranità monetaria europea, mentre i token denominati in dollari diventano sempre più diffusi grazie ai grandi circuiti di pagamento.
Anche Interactive Brokers sta valutando la possibilità di lanciare una propria stablecoin per consentire il finanziamento istantaneo dei conti. Intanto, China Industrial Bank ha dato priorità alla ricerca sulle stablecoin come parte della sua strategia di trasformazione “Smart Industrial Bank”.
I giganti dei pagamenti si contendono un mercato istituzionale in crescita
Visa ha stretto una partnership con Yellow Card Financial per portare i pagamenti in stablecoin in tutta l’Africa. Inizierà nel 2025 da un primo paese per poi espandersi ad altri mercati nel 2026.
Yellow Card è attiva in 20 paesi africani e ha gestito transazioni per oltre 6 miliardi di dollari.
Anche Circle ha stretto una collaborazione con Onafriq, il più grande network di pagamenti africano che collega 500 wallet e 200 milioni di conti bancari, per testare i pagamenti in USDC e ridurre i costi dei pagamenti transfrontalieri.
Oggi oltre l’80% delle transazioni intra-africane passa attraverso banche estere, generando 5 miliardi di dollari di commissioni all’anno.
L’offerta di stablecoin ha raggiunto 225 miliardi di dollari, e trasferimenti mensili superiori a 4,1 trilioni di dollari, alimentati sia dall’adozione retail che istituzionale.
Visa gestisce 200 milioni di dollari in stablecoin, ma afferma che la tecnologia ha ancora bisogno di chiarezza normativa

L’Africa Sub-Sahariana rappresenta il 43% del volume crypto. Solo la Nigeria riceve 59 miliardi di dollari all’anno, soprattutto in transazioni inferiori al milione di dollari.
BVNK ha ottenuto un investimento strategico da Visa Ventures, gestendo 12 miliardi di dollari di volume annualizzato tramite la sua piattaforma per stablecoin.
La società ha aperto sedi a San Francisco e New York per espandere le operazioni negli Stati Uniti dopo un round di finanziamento di serie B da 50 milioni di dollari.
Secondo il report sugli utili del secondo trimestre, la strategia di Visa continuerà a puntare sull’interoperabilità e la programmabilità, collaborando con istituzioni finanziarie e fornitori tecnologici.
L’azienda ha sviluppato soluzioni avanzate di rilevamento frodi e pagamenti in tempo reale, integrate con infrastruttura nativa blockchain per favorire l’adozione istituzionale su larga scala.
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