Adozione corporate: 49 aziende ora controllano il 5% di Bitcoin
Crediamo nella completa trasparenza con i nostri lettori. Alcuni dei nostri contenuti includono link di affiliazione e potremmo guadagnare una commissione attraverso queste partnership. Tuttavia, questa potenziale compensazione non influenza mai le nostre analisi, opinioni o pareri. I nostri contenuti editoriali vengono creati indipendentemente dalle nostre partnership di marketing e le nostre valutazioni si basano esclusivamente sui nostri criteri di valutazione stabiliti. Per saperne di più clicca qui.

Secondo quanto riportato dal report “2026 Look Ahead” di Fidelity Digital Assets, il numero di aziende che detengono almeno 1.000 Bitcoin è più che raddoppiato nel 2025, salendo a 49 società quotate. Nello stesso periodo Bitcoin scambia in area 92.400$, in rialzo del 1,8% nelle ultime 24 ore e +6,2% su base settimanale, nonostante una fase di consolidamento sotto i massimi storici. Il dato si inserisce in un contesto europeo di crescente attenzione istituzionale agli asset digitali, mentre il quadro normativo MiCA inizia a fornire maggiore certezza anche agli investitori italiani.
Cosa significa l’accumulo aziendale per il mercato Bitcoin?
In termini semplici, sempre più aziende stanno utilizzando Bitcoin come asset di riserva di tesoreria, riducendo la quantità di monete realmente disponibili sul mercato. Le 49 società analizzate controllano complessivamente quasi il 5% della supply massima di 21 milioni di BTC, con gli investitori strategici che rappresentano circa l’80% delle riserve aziendali, secondo Fidelity Digital Assets.
Le cosiddette aziende “strategiche” detengono in media 12.346 BTC ciascuna, contro i 7.935 BTC delle aziende native crypto e i 4.326 BTC delle società tradizionali. Questo squilibrio conta perché segnala una domanda strutturale meno sensibile alle oscillazioni di breve periodo del prezzo di Bitcoin, un fattore che può comprimere l’offerta sugli exchange nel medio termine.
Il fenomeno si collega direttamente al tema dell’adozione aziendale di Bitcoin, guidata da player come Strategy (ex MicroStrategy), che da sola detiene oltre 629.000 BTC e continua a influenzare la narrativa istituzionale.
Domanda istituzionale e segnali tecnici convergono
Dal punto di vista tecnico, Bitcoin mantiene una struttura costruttiva: l’RSI giornaliero si colloca a 58, indicando momentum positivo ma non in ipercomprato, mentre il MACD resta sopra la linea di segnale. Le medie mobili a 50 e 200 giorni transitano rispettivamente a 88.600$ e 76.200$, confermando un trend primario ancora rialzista.
I livelli chiave da monitorare restano il supporto a 90.000$ e la resistenza in area 98.500$. Una rottura confermata sopra quest’ultima soglia, accompagnata da volumi superiori alla media settimanale di 28 miliardi di dollari, rafforzerebbe la tesi di un nuovo impulso direzionale.
In parallelo, gli ETF spot Bitcoin statunitensi continuano ad assorbire offerta: BlackRock e Fidelity gestiscono quasi 100 miliardi di dollari in BTC, con IBIT che da solo rappresenta circa il 55% delle detenzioni ETF.
Investitori italiani tra opportunità e rischi di concentrazione
Per gli investitori retail italiani, l’aumento delle riserve aziendali implica una potenziale riduzione della liquidità di mercato e una maggiore influenza dei grandi detentori sui movimenti di prezzo. Nelle ultime settimane del 2025, le aziende hanno acquistato circa 11.000 BTC in una sola settimana, più del doppio dell’emissione media settimanale post-halving, come riportato da Repubblica.
Il rovescio della medaglia è il rischio di concentrazione: una quota crescente di supply in poche mani può amplificare la volatilità in caso di vendite coordinate. In Europa, il quadro MiCA e la vigilanza CONSOB offrono maggiore trasparenza sui prodotti regolamentati, ma non eliminano il rischio di drawdown significativi.
In sintesi, l’accumulo corporate rafforza la narrativa di Bitcoin come asset strategico di lungo periodo, ma per i trader e investitori italiani resta cruciale bilanciare esposizione e gestione del rischio, soprattutto in una fase di consolidamento sopra livelli psicologici chiave.
- XRP a 10$ nel 2027: perché questo scenario è possibile
- Previsioni Ripple XRP a febbraio 2026: 2,60 $ in arrivo?
- Cos’è USOR crypto, il progetto crypto su Solana che tokenizza le riserve petrolifere statunitensi
- Bitcoin vanifica tutti i guadagni del 2026: quando si riprenderà davvero BTC?
- Consob: il rebus del dopo-Savona tra veti politici e la sfida dell’economia digitale
- XRP a 10$ nel 2027: perché questo scenario è possibile
- Previsioni Ripple XRP a febbraio 2026: 2,60 $ in arrivo?
- Cos’è USOR crypto, il progetto crypto su Solana che tokenizza le riserve petrolifere statunitensi
- Bitcoin vanifica tutti i guadagni del 2026: quando si riprenderà davvero BTC?
- Consob: il rebus del dopo-Savona tra veti politici e la sfida dell’economia digitale