L'indice del dollaro scende sotto 98 per la prima volta in tre anni, aprendo spazio a una corsa delle criptovalute.
Dollaro più debole alimenta ottimismo per gli asset a rischio mentre l'inflazione rallenta.

Cosa sapere:
- Il mercato ora prezza una probabilità del 99,8% di un taglio dei tassi a giugno al 4,25-4,50%.
- La diminuzione dell'inflazione al 2,4% su base annua aumenta le aspettative di allentamento monetario.
L'indice del dollaro (DXY), una misura della forza del dollaro statunitense rispetto a un paniere di principali valute mondiali, è sceso sotto 98 per la prima volta dall'inizio del 2022.
Questa mossa segnala un cambiamento significativo nei mercati valutari globali e potrebbe creare un ambiente favorevole per gli asset a rischio, in particolare le criptovalute, come bitcoin
Negli ultimi anni, una lettura del DXY superiore a 100 ha generalmente riflesso la dominanza del dollaro e un sentimento di avversione al rischio, spesso penalizzando azioni e asset digitali. Al contrario, un indebolimento del dollaro allevia le condizioni finanziarie, aumenta la liquidità globale e tende a favorire asset speculativi.
Diversi fattori stanno contribuendo al calo attuale. L'inflazione headline negli Stati Uniti è stata del 2,4 percento su base annua, leggermente inferiore alla stima di consenso del 2,5 percento, rafforzando le aspettative di mercato per un orientamento più accomodante della politica monetaria.
Secondo lo strumento CME FedWatch, i mercati stanno ora prezzando una probabilità del 99,8 percento di un taglio dei tassi nella riunione della Federal Reserve di giugno, con la fascia obiettivo che dovrebbe scendere al 4,25-4,50 percento.
Narrazioni crescenti intorno alla de-dollarizzazione, combinate con l'incertezza politica derivante dalle politiche commerciali e tariffarie dell'amministrazione Trump, hanno eroso la fiducia nel dollaro, accelerandone il declino.
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