Google Play impone nuove regole ai wallet crypto: obbligatoria la licenza in USA e UE
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Google Play ha introdotto nuove linee guida che sottopongono le app dei wallet crypto a un controllo più rigoroso. In 15 regioni principali, tra cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea, le app dei wallet devono ora mostrare una licenza rilasciata dal governo prima di poter rimanere elencate. Le regole si applicano sia alle app di custodia, che detengono i fondi degli utenti, sia ai wallet software che offrono funzionalità di archiviazione e trasferimento.
Ottenere la licenza è un compito arduo
Non si tratta di una semplice casella da spuntare. Negli Stati Uniti, gli sviluppatori devono registrarsi come Money Services Business (MSB) presso il FinCEN, il bureau per la lotta ai reati finanziari che fa capo al dipartimento del Tesoro, oppure disporre di una licenza bancaria a livello statale o federale.
Nell’Unione Europea, le app devono essere ufficialmente riconosciute ai sensi del MiCA come Crypto-Asset Service Providers. In pratica, questo significa gestire la conformità, la supervisione legale e gli obblighi di rendicontazione in maniera conforme ai servizi finanziari tradizionali e agli strumenti tecnologici open source.
Google scatena il panico con un passo falso
Quando la linea guida è stata introdotta per la prima volta, il linguaggio suggeriva che anche i wallet non custoditi avrebbero potuto dover ottenere una licenza. Questo ha fatto scattare l’allarme su Twitter e nei circoli degli sviluppatori di criptovalute.
Questa tipologia di wallet è costruita in modo che gli utenti possano controllare le loro chiavi, senza intermediari. Dopo alcune accese proteste, Google ha chiarito che le app non custodiali sono sicure per ora e non avranno bisogno di licenze.
Gli sviluppatori indipendenti subiscono il colpo
Per molti piccoli sviluppatori, però, tale chiarimento è arrivato troppo tardi, e ora devono decidere se investire tempo e denaro nella conformità. La registrazione come MSB è un processo complesso, con requisiti relativi ai protocolli antiriciclaggio e alla verifica dell’identità. Per gli sviluppatori indipendenti o i piccoli team, questo potrebbe significare la scomparsa delle loro app da Google Play, a meno che non cambino strategia o vengano acquisiti.
Ritornano i timori di centralizzazione
È qui che i sostenitori della decentralizzazione iniziano a innervosirsi. Con regole come queste, il timore è che le uniche app rimaste sulle principali piattaforme saranno quelle sostenute da aziende o da finanziamenti di venture capital. I progetti che nascono dal basso, o open source, potrebbero non raggiungere mai gli utenti mobili, a meno che non possano permettersi team legali e costi di licenza. L’effetto gatekeeping è reale e difficile da ignorare.
Il ruolo di Google va oltre l’hosting delle app
C’è un dibattito più ampio in corso. Piattaforme come Google dovrebbero avere così tanta influenza sugli strumenti crittografici a cui le persone possono accedere? Soprattutto quando quelle stesse piattaforme sono oggetto di indagini antitrust in altri settori. Quello che inizia come un aggiornamento delle linee guida diventa una discussione su chi controlla il futuro dell’accesso alle criptovalute sui dispositivi mobili.
Sollievo per gli strumenti non custoditi, per ora
Fortunatamente, le app che consentono agli utenti di conservare le proprie chiavi sono al sicuro. Si tratta di una grande vittoria per il segmento del mondo delle criptovalute che valorizza la privacy e l’autonomia. Segnala inoltre che Google è almeno disposta ad ascoltare e ad adeguarsi quando le sue linee guida toccano un nervo scoperto.
I grandi nomi restano tranquilli
I grandi fornitori di wallet custoditi come Coinbase, Kraken e Binance dispongono già di tutte le licenze necessarie e difficilmente saranno interessati. Saranno i piccoli operatori a risentirne maggiormente. Alcuni chiuderanno, altri cercheranno soluzioni alternative come il download diretto o versioni basate su browser.
Cosa succederà in futuro
In alcune regioni ci si aspetta un numero inferiore di app di wallet e una maggiore attenzione alla conformità degli strumenti crittografici mobili. Gli sviluppatori potrebbero dover cambiare completamente il modo in cui distribuiscono le app.
Gli utenti dovranno riflettere più attentamente su chi ha creato il wallet che utilizzano e se questo soddisfa le norme locali. Quello che era iniziato come un silenzioso aggiornamento delle linee guida è diventato rapidamente un test della resilienza delle criptovalute sulle piattaforme mobili.
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