Perché oggi il prezzo di Bitcoin è in calo del 3%?
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Il prezzo di Bitcoin è sceso del 3% nelle ultime 24 ore. Questo calo arriva dopo che Galaxy Digital ha venduto BTC per un valore di 1,18 miliardi di dollari. Di conseguenza, centinaia di milioni di dollari in posizioni a leva sono stati spazzati via, mentre gli investitori in criptovalute cercavano di limitare le perdite.
Il prezzo di Bitcoin scivola dopo una vendita massiccia
Dopo un periodo di forti rialzi sul mercato, il prezzo di Bitcoin ha subito un calo significativo, in buona parte legato alle vendite su larga scala da parte di Galaxy Digital, che hanno avuto un impatto significativo su tutto il mercato delle criptovalute.

Inoltre, secondo i dati di CoinMarketCap, si sono attivati ordini di vendita automatici quando il prezzo di Bitcoin è sceso sotto la media mobile semplice a 7 giorni di 118.257 dollari e ha infranto il livello di ritracciamento di Fibonacci del 23,6% a 118.859 dollari.
Con l’RSI ancora al di sopra della zona di ipervenduto e l’istogramma MACD in calo a -166, gli indicatori di momentum hanno supportato l’inversione ribassista e suggeriscono la possibilità di ulteriori discese. I livelli chiave di supporto attuali sono la soglia psicologica dei 115.000 dollari e 116.241 dollari.
Galaxy Digital sembra inoltre aver spostato la propria attenzione verso sistemi basati su Ethereum, riflettendo una più ampia tendenza istituzionale verso il riequilibrio dei portafogli. Il CEO Mike Novogratz, in particolare, ha recentemente elogiato il potenziale di Ethereum rispetto a Bitcoin, sottolineando come l’offerta in calo e i crescenti afflussi istituzionali siano fattori chiave per la crescita futura.
Le sue dichiarazioni, quindi, indicano una preferenza crescente per Ethereum come asset più promettente nel panorama crypto, pur riconoscendo il ruolo di Bitcoin come bene affidabile.
Galaxy Digital scarica 1,18 miliardi di dollari in BTC verso i principali exchange
I dati on-chain di LookonChain hanno rivelato che Galaxy Digital ha depositato oltre 10.000 BTC, per un valore di circa 1,18 miliardi di dollari, su importanti exchange come Binance e OKX in un arco di tempo molto breve. Si tratta del più grande “dump” da parte di Galaxy Digital da quando, poche settimane fa, aveva acquistato circa 2 miliardi di dollari in BTC da una whale dell’era Satoshi.

A seguito di questa massiccia vendita, il prezzo del BTC è sceso di oltre il 3% in meno di otto ore, mentre Galaxy Digital ha ritirato quasi 370 milioni di dollari in USDT dagli exchange, confermando così di aver venduto gran parte dei propri BTC.
Contemporaneamente, secondo i dati di Coinglass, le liquidazioni sul mercato crypto hanno superato i 646 milioni di dollari in 24 ore, cancellando circa 152 milioni di dollari in posizioni long su BTC solo in quella giornata.

Autism Capital ha ipotizzato che la recente operazione di Galaxy Digital non sia stata un semplice sell-off dettato dal panico, ma piuttosto parte di una più ampia strategia di rotazione del portafoglio, probabilmente orientata, come abbiamo visto, verso Ethereum.
Un altro elemento rilevante è lo spostamento di capitale da Bitcoin verso liquidità o asset alternativi, che ha portato a una riduzione del 3% nella dominance di BTC all’interno del mercato crypto. Questo spostamento segnala che, in un contesto di incertezza, molti investitori preferiscono posizionarsi su strumenti più stabili o diversificare temporaneamente il proprio portafoglio in attesa di segnali più chiari.
Tuttavia, è interessante notare che, nonostante il calo di prezzo e la fuga parziale di capitali, l’open interest sui derivati di Bitcoin è diminuito soltanto del 14%. Questo dato suggerisce che, pur adottando un approccio più prudente, gli investitori istituzionali e professionali non stanno abbandonando il mercato, ma mantengono posizioni attive, probabilmente per cogliere eventuali opportunità legate alla volatilità.
Infine, sebbene il sell-off di Galaxy Digital abbia avuto un impatto immediato sul prezzo del Bitcoin, diversi analisti sottolineano che si tratti di un evento interpretabile come un “reset tecnico sano”, utile a raffreddare un mercato surriscaldato dopo settimane di forti rialzi. In quest’ottica, la correzione potrebbe persino rafforzare le basi per un nuovo slancio rialzista, a condizione che la fiducia degli investitori non venga ulteriormente compromessa.
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