Monero: importante aggiornamento per renderlo più sicuro
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Monero (XMR), la criptovaluta per la privacy, ha lanciato un importante aggiornamento software per rafforzare le difese contro gli “spy nodes” che cercano di compromettere l’anonimato degli utenti.
Il nuovo rilascio, denominato “Fluorine Fermi” (v0.18.4.3), è stato annunciato giovedì su X, con il team Monero che lo ha definito “altamente raccomandato” per tutti gli utenti.
L’aggiornamento introduce un algoritmo di selezione dei peer che filtra automaticamente i nodi sospetti, riducendo le connessioni con grandi subnet. In pratica è come quando si cerca un Wi-Fi sicuro: Monero adesso riconosce da solo le connessioni rischiose e collega solo quelle più affidabili.
Monero rafforza la privacy della rete
Gli spy nodes rappresentano una preoccupazione di lunga data nell’ecosistema Monero. Si tratta di nodi o reti malevole che tentano di collegare gli indirizzi IP alle transazioni, compromettendo la privacy della blockchain.
Alla fine del 2024, Monero Research Lab ha proposto un meccanismo che consentisse agli operatori di bloccare IP noti come spy. Gli esperti hanno però sottolineato che alcuni attori malevoli potrebbero creare nuovi nodi, rendendo la misura un palliativo temporaneo più che una soluzione definitiva.
Le preoccupazioni sulla sicurezza della rete si sono riaccese lo scorso anno, con un video di Chainalysis in cui l’azienda sosteneva di aver tracciato transazioni risalenti al 2021 tramite i propri “nodi malevoli”.
Qubic rivendica il 51% dell’hashrate Monero
Tra l’altro, ad agosto, Sergey Ivancheglo, fondatore della blockchain Layer-1 Qubic, ha affermato di aver conquistato il 51% dell’hashrate di Monero, convertendo la sua rete in un pool di calcolo per il mining di Monero.
Avere il 51% di una blockchain consente, potenzialmente, di riscrivere le transazioni sulla catena o di effettuare il double spending. Non si trattava di una minaccia, ma di una prova di forza, che sarebbe costata solo 100.000 dollari al giorno, non moltissimi se paragonati alle transazioni che viaggiano su Monero.
Questa minaccia non è stata presa molto bene dalla community di Monero. E, sarà un caso, ma Qubic nei giorni successivi ha subito un attacco DDoS (distributed denial of service), che ne ha ridotto l’hashrate da 2,6 gigahash al secondo (GH/s) a soli 0,8 GH/s.
Ad oggi Qubic ha comunque ripristinato la propria potenza e ha dichiarato di aver riconquistato il controllo della maggioranza.
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