Aave valuta tassi più alti per frenare il looping su USDe
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Token Logic, uno dei principali service provider della DAO di Aave, ha pubblicato una proposta di governance intitolata Stablecoin Interest Rate Adjustments che punta a rivedere i tassi di prestito applicati a USDe, la stablecoin di Ethena. Secondo le proiezioni indicate nella proposta, lo staking yield di sUSDe potrebbe salire dal 4,7% attuale a circa il 5,2%.
Si tratta al momento di una proposta di governance, non di una modifica già approvata o implementata. L’obiettivo dichiarato è duplice: aumentare le revenue della DAO e scoraggiare le operazioni di looping a leva che, secondo Token Logic, diluiscono il rendimento degli altri detentori di sUSDe senza aumentare in proporzione il capitale produttivo del protocollo.
Il meccanismo del looping e le due soluzioni proposte
Le stablecoin rappresentano 9,2 miliardi di dollari dei 31,3 miliardi di depositi complessivi presenti sulle pool di Aave, pesando per più della metà dei prestiti attivi sulla piattaforma. USDe è il terzo asset stablecoin più utilizzato del protocollo, con circa 1,13 miliardi di dollari depositati sulle istanze di Ethereum, Plasma, Monad e Mantle, dietro solo a USDT e USDC.
Il meccanismo funziona così, per gradi successivi: gli utenti depositano sUSDe come collaterale, incassando il rendimento nativo del 4,7%; prendono in prestito USDe a un tasso di borrow generalmente inferiore; rimettono in staking gli USDe ottenuti e li usano nuovamente come garanzia per prendere a prestito altre stablecoin, ripetendo il ciclo. Questo processo può generare una leva implicita fino a 10x, con circa 388 milioni di dollari di stablecoin dell’ecosistema Ethena attualmente prese in prestito per alimentare queste strategie, secondo quanto riportato nella proposta.
Token Logic propone due interventi non alternativi. Il primo prevede un aumento generalizzato dei tassi di prestito su tutte le stablecoin del protocollo, con un target di almeno il 4,50% di APY sul borrow, così da rendere più remunerativo fornire liquidità. Il secondo, più specifico per USDe, punta a riallineare il costo del prestito al rendimento generato dallo staking: se sUSDe offre il 4,7%, prendere in prestito USDe non-staked dovrebbe costare di più, rendendo improduttivo il differenziale che oggi alimenta il looping.
Chi guadagna e chi rischia di perdere liquidità
Secondo le stime di Token Logic, Aave otterrebbe circa 116 milioni di dollari di ricavi aggiuntivi se parte della liquidità oggi intrappolata nell’economia circolare di USDe si spostasse verso i mercati di USDT e USDC, dove il tasso di utilizzo è già elevato e c’è margine per erogare nuovi prestiti. Per Ethena, meno capitale impiegato artificialmente nel looping significherebbe minore competizione per il rendimento nativo, con un possibile beneficio diretto sullo staking yield.
Il rischio, riconosciuto dalla stessa proposta, è che gli operatori a leva scelgano di uscire completamente dall’ecosistema Aave anziché spostarsi su USDT o USDC, innescando una fuga di capitali anziché una semplice riallocazione. Alcuni membri della comunità si sono già opposti, sostenendo che l’intervento potrebbe produrre una contrazione della liquidità disponibile invece del riequilibrio previsto. Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione del rischio nei protocolli di lending DeFi, dove l’equilibrio tra incentivi e stabilità della liquidità resta una variabile centrale per ogni proposta di governance.
Le dinamiche di governance in ambienti DeFi restano peraltro un terreno delicato, come dimostrano anche episodi recenti legati a vulnerabilità nei processi decisionali di altri protocolli. Nel caso di Aave, la scommessa di Token Logic è che i capitali oggi impiegati nel looping restino all’interno dell’ecosistema, semplicemente spostandosi verso mercati più profondi e liquidi come quelli di USDT e USDC, dove il protocollo concentra storicamente il proprio core business.
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