L’inflazione (CPI) statunitense sale al 3,7% in agosto e mette nei guai Bitcoin
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C’era attesa per i dati di oggi sull’inflazione americana. Il Consumer Price Index – Indice dei prezzi al consumo (CPI) di agosto negli USA è salito dello 0,6%, in linea con le attese degli economisti ma in aumento rispetto allo 0,2% di luglio.
Su base annua, il CPI è salito al 3,7% rispetto alle previsioni del 3,6% e al 3,2% del mese precedente.
Il PCI core – che esclude invece i costi di cibo ed energia – è aumentato dello 0,3% rispetto alle aspettative degli economisti per lo 0,2% e contro lo 0,2% del mese precedente.
Su base annua, il CPI core è sceso al 4,3%, in linea con le previsioni degli economisti e in calo rispetto al 4,7% di luglio.
Il prezzo di bitcoin (BTC) è sceso nei minuti successivi alla notizia e nel momento in cui scriviamo ha ancor il segno rosso ed è scambiato a 26.198 dollari. Al contrario il dollaro ha avuto un’impennata come si evince dal grafico pubblicato da bitocoinsistemi.com.
Prezzo del petrolio in aumento
L’impennata dei prezzi del petrolio – il greggio WTI è salito ai livelli più alti del 2023 ad agosto (e il movimento è proseguito a settembre) – è stato uno dei fattori principali dell’aumento dell’inflazione complessiva il mese scorso.
La Federal Reserve statunitense, tuttavia, sarà probabilmente confortata dal continuo calo del tasso di inflazione di fondo che è sceso al ritmo più debole dalla metà del 2021.
La prossima settimana si terrà la riunione politica della Fed di settembre e si prevede che la banca centrale lascerà invariato il tasso di riferimento sui fed funds al 5,25%-5,50%. L’attenzione si sposterà presto sulla prossima riunione della Fed all’inizio di novembre.
Secondo lo strumento FedWatch del CME i mercati prevedono circa il 40% di possibilità di rialzo dei tassi.
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