Bitcoin a 150.000 dollari? Ecco come si scontrano le opinioni di analisti ed esperti
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Il prezzo di Bitcoin si sta attestando intorno ai 90.000 dollari oggi e l’obiettivo di prezzo di 150.000 dollari torna a ripresentarsi in conversazioni, interviste e post. Ciò che colpisce non è tanto il numero in sé, quanto il modo diverso in cui analisti e analisti di mercato ragionano su quello stesso obiettivo. Alcuni considerano improbabile raggiungere i 150.000 dollari senza uno shock esterno, mentre altri lo vedono come un passo logico in una storia molto più ampia.
Perché 150.000 dollari non sono un obiettivo scontato
Secondo Luke Gromen, l’idea che gli investitori istituzionali possano semplicemente far salire Bitcoin da 90.000 a 150.000 dollari è troppo semplicistica. In un’intervista con Natalie Brunell su Coin Stories, sostiene che i grandi investitori si comportano in modo diverso rispetto agli investitori al dettaglio. Aspettano, osservano i segnali macroeconomici e investono solo quando emergono chiari catalizzatori.
Gromen evidenzia diversi rischi. Le società del Tesoro che hanno finanziato Bitcoin nei loro bilanci con il debito potrebbero essere costrette a vendere in periodi di stress economico. Il mercato lo ha visto all’inizio del 2022, quando Bitcoin è addirittura sceso al di sotto del picco del ciclo precedente. A suo dire, la sua “finestra di Overton” è volutamente ampia: non perché si aspetti un crollo, ma perché non esclude questa possibilità finché persistono la leva finanziaria e l’incertezza macroeconomica.
"What if [Bitcoin] goes to $40k? What if it goes to $30k? That's not my base case…but I can see that happening."
Luke Gromen shares that Bitcoin sentiment isn't as bad as it could be (to signal a true bottom) and he isn't expecting it to go to $150k any time soon.
Do you… https://t.co/pimjsueDfj pic.twitter.com/gHvBCoJ2Gy
— Natalie Brunell ⚡️ (@natbrunell) January 21, 2026
150k come direzione, non come tempistica
Anthony Scaramucci la vede diversamente. Per lui, 150.000 dollari non sono un obiettivo sensazionale , ma un livello logico all’interno della stessa tesi di lungo termine. Sottolinea che il tempismo è fondamentale. Secondo Scaramucci, le argomentazioni fondamentali per Bitcoin sono rimaste intatte, nonostante il forte calo rispetto al picco di ottobre 2025.
Il suo fondo, SkyBridge Capital, si è recentemente spostato verso temi macroeconomici, ma continua a considerare Bitcoin parte di questo quadro più ampio. Non considera insolito il consolidamento dopo un rally estremo. Ora ritiene che le aspettative premature del mercato di una legislazione rapida, come il Clarity Act, siano state eccessivamente ottimistiche.
This week at @wef, I sat down with @DivyaChowdhury @Reuters to discuss @SkyBridge’s positioning amid global volatility and our long-term conviction in digital assets. The path may be choppy, but our thesis hasn’t changed.
— Anthony Scaramucci (@Scaramucci) January 21, 2026
Il caso rialzista di Bitcoin supera i 150.000 dollari
Per Changpeng Zhao e Jack Mallers, la prospettiva cambia ulteriormente. Per loro, 150.000 dollari sono poco rilevanti. Zhao ha persino definito “ovvio” un tetto di 200.000 dollari in una sessione AMA su Binance, mentre Mallers ha dichiarato alla televisione americana che Bitcoin non punta a 150.000 dollari, ma a “tutto”.
Il loro ragionamento non si basa su cicli o punti di ingresso, ma sulle dimensioni del mercato. Bitcoin dovrebbe competere con un mercato globale del risparmio del valore di centinaia di migliaia di miliardi di dollari. In questo contesto, qualsiasi prezzo inferiore a tale entità è solo un ripiego.
JACK MALLERS JUST BROKE THE BULL METER ON LIVE TV
“#Bitcoin isn’t going for $150K, it’s going for everything.”
A $400-$500 trillion savings market… and we’re only at $2.43T today.
That’s a 100x to 200x $BTC runway. You’re not bullish enough. pic.twitter.com/72igs5Alc2
— Documenting Saylor (@saylordocs) December 7, 2025
Peter Schiff continua a mettere in guardia su Bitcoin
All’altro estremo dello spettro c’è Peter Schiff, che considera costantemente Bitcoin un fenomeno speculativo privo di una base monetaria. Secondo Schiff, anche un prezzo di 50.000 dollari non costituisce un minimo strutturale, ma semplicemente un livello temporaneo all’interno di un più ampio trend ribassista. Nel suo recente commento, traccia esplicitamente un paragone con l’argento, che ritiene sia sull’orlo di un forte movimento rialzista.
Schiff sostiene che, mentre l’argento beneficia della crescente domanda e del rinnovato interesse come riserva di valore tangibile, Bitcoin segue il percorso opposto. A suo dire, un forte rialzo dell’argento sarà accompagnato da una brusca correzione di Bitcoin. Posiziona quindi Bitcoin non come oro digitale, ma come un asset destinato a perdere terreno non appena i metalli preziosi tradizionali riprenderanno slancio.
Il suo ruolo nel dibattito rimane prevedibile, ma rilevante. Schiff funge da contrappeso in un mercato fortemente dominato da obiettivi di prezzo ottimistici e da narrative a lungo termine su scarsità e adozione.
What’s happening with silver is about to happen with Bitcoin, only in reverse. Silver’s spectacular rise will usher in Bitcoin’s catastrophic collapse. Don’t say I didn’t warn you.
— Peter Schiff (@PeterSchiff) January 19, 2026
Cosa rivela realmente questa differenza
Il dibattito sui 150.000 dollari riguarda meno la cifra che le ipotesi. Gromen esamina la liquidità , la leva finanziaria e il comportamento istituzionale. Scaramucci il consolidamento ciclico all’interno di una narrazione intatta. Zhao e Mallers un finale monetario che rende irrilevanti i tradizionali obiettivi di prezzo. Schiff respinge l’intera premessa.
In definitiva, il mercato non si muove in base alle opinioni, ma ai flussi di capitale. Questo contrasto, tuttavia, illustra perché lo stesso grafico dei prezzi porti a conclusioni completamente diverse. Comprendere questo cambierà il modo in cui si interpreta ogni nuova previsione di prezzo.
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