L’Europa rischia il sorpasso sulle crypto: il MiCA non basta più

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Ultimo aggiornamento: 
Disclaimer: le criptovalute sono una classe di asset ad alto rischio. Questo articolo è fornito a scopo informativo e non costituisce un consiglio di investimento. Potresti perdere tutto il tuo capitale.

L’Unione europea potrebbe perdere il suo già esiguo vantaggio competitivo nel settore delle criptovalute, diventando una semplice zona di transito tra gli Stati Uniti e l’Asia. A lanciare l’allarme è Catriona Kellas, International Legal Lead di Figital Projects, intervenuta alla DigiAssets Conference 2025:

Con una tecnologia così dinamica, basta poco per passare da primi della classe a irrilevanti. Il rischio per l’UE è di restare intrappolata in cicli legislativi troppo lenti, mentre altri Paesi agiscono con più coraggio e flessibilità.

Secondo la Kellas, Bruxelles parte da una buona base, ma se non accelera sulla seconda fase del MiCA l’Europa rischia di diventare irrilevante: una terra di mezzo, trascurata dalle principali realtà crypto globali.

Il DLT Pilot Regime non basta

Tra le iniziative europee più interessanti spicca il DLT Pilot Regime, pensato per testare l’uso della blockchain nella finanza tradizionale. Il progetto consente, in ambiente regolamentato, di emettere e scambiare strumenti finanziari tokenizzati, come azioni o obbligazioni, su infrastrutture basate su Distributed Ledger Technology.

Non si tratta di asset crypto speculativi, ma di strumenti regolati e supervisionati, che beneficiano dell’efficienza e trasparenza delle tecnologie blockchain.

Kellas riconosce che i regolatori “stanno facendo le domande giuste”, ma ribadisce la necessità di avere più coraggio e una visione chiara per evitare che le sperimentazioni restino fini a sé stesse.

Il bilancio del 2025: passi avanti ma non basta

Nonostante le critiche, l’Unione Europea non è rimasta del tutto ferma. Nel 2025 ha infatti introdotto alcune misure significative che puntano a rendere l’ecosistema crypto più sostenibile e sicuro.

La prima riguarda l’ambiente: sono state approvate regole più stringenti sull’impatto energetico delle operazioni legate alle criptovalute, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e promuovere l’uso di energie rinnovabili nei data center e nei processi di validazione, soprattutto per le blockchain basate su proof-of-work.

Un’altra iniziativa importante è il DORA, acronimo di Digital Operational Resilience Act. Si tratta di un regolamento che impone a tutte le istituzioni finanziarie, comprese le società crypto che operano in Europa, di rafforzare la propria resilienza digitale, proteggendosi da attacchi informatici, interruzioni tecnologiche e vulnerabilità nei sistemi IT.

MiCA: una svolta mancata?

Entrato in vigore a gennaio 2025, MiCA punta a creare un mercato unico europeo per le criptovalute, consentendo alle aziende con licenza in uno Stato membro di operare in tutta l’UE. Purtroppo, tra burocrazia e ritardi, l’implementazione è più lenta del previsto. Il rischio? Disincentivare proprio quelle aziende che MiCA avrebbe dovuto attrarre.

Se vuole restare rilevante nel panorama crypto globale, l’Unione Europea dovrà spingere sull’acceleratore: semplificare l’attuazione di MiCA, rafforzare l’ecosistema DLT e garantire tempi certi per le innovazioni normative. In caso contrario l’Europa rischia di fare da spettatrice, mentre capitali, innovazione e talenti si dirigono altrove.

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