Labubu: da bambola virale a meme coin del mondo crypto
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Per chi ancora non le conoscesse, le bambole Labubu non sono giocattoli ma veri e propri oggetti di culto della cultura pop asiatica che nascono nel 2015 dalla fantasia dell’artista hongkonghese Kasing Lung, famoso per le sue illustrazioni dallo stile molto particolare,
Il loro design è unico: orecchie appuntite, denti sporgenti e un’espressione a metà strada tra il tenero e l’inquietante, un contrasto che ha reso Labubu la mascotte perfetta per la generazione Z asiatica. La svolta arriva però quando il colosso cinese Pop Mart inizia a produrle in serie, trasformandole da piccole opere d’arte underground a fenomeno mondiale.

Le collezioni Pop Mart dedicate a Labubu funzionano con il classico modello blind box: si acquista la confezione senza sapere quale modello contiene. Ed è qui che entrano in gioco il collezionismo e un pizzicoo d’azzardo.
Alcune edizioni limitate, come le serie Forest Concert o le versioni nate in collaborazione con artisti famosi, possono arrivare a valere diverse centinaia di dollari. Una Labubu “Rainbow” è stata rivenduta a oltre 500 dollari, mentre i pezzi partono normalmente da circa 15 o 20 dollari.
Labubu entra nel mondo crypto
Alla fine del 2024 Labubu passa dal mondo dei giocattoli a quello delle criptovalute. Non si tratta però di un lancio ufficiale, ma di una iniziativa nata dai fan dell’iconica bambolina. È in quel periodo, infatti, che nasce il token LABUBU, una meme coin capace di mettere a segno un rally esplosivo da oltre 120x.

Il token ha debuttato ufficialmente a marzo 2025, arrivando a una capitalizzazione di quasi 15 milioni di dollari. Dopo un breve ritracciamento, il prezzo è salito ancora spingendosi fino a 20 milioni, prima di vivere un lungo periodo di declino che sembrava lasciar presagire al peggio. E invece, in piena estate, arriva la sorpresa: LABUBU mette a segno un +12.000% dal suo minimo locale, arrivando a sfiorare i 75 milioni di market cap.
Oggi il token si muove in fase di ritracciamento, ma resta stabilmente nell’area degli 8–10 milioni, dimostrando che la community non ha mollato la presa.

Community tokens: quando basta il fandom a spingere un token
Il fenomeno LABUBU rientra in una tendenza sempre più evidente: la nascita dei cosiddetti community token. Non servono tecnologie rivoluzionarie o utility complesse: a contare è la forza della fanbase.
Un esempio simile è quello di Vine (VINE), token nato per cavalcare la nostalgia della celebre app video. Dopo un tweet di Elon Musk, la meme coin è esplosa, dimostrando che spesso bastano un meme e un ricordo collettivo per spingere un token al successo.

A seguire è arrivato Launch Coin (LAUNCHCOIN), legato all’app Believe, che ha fatto un +50x solo grazie all’entusiasmo degli utenti.
In questo scenario LABUBU aveva una carta in più: un brand reale e riconoscibile, già amato dai collezionisti di mezza Asia. Non a caso, gran parte del sostegno al token sembra arrivare proprio dai paesi asiatici, dove il legame tra giocattoli e le crypto è già stato esplorato da altri progetti come Pudgy Penguins (PENGU).

Il futuro di LABUBU e il rischio delle mode crypto
Ad oggi LABUBU rimane un progetto creato dagli utenti, senza alcun legame ufficiale con Pop Mart. Non troverete questa meme coin su CoinGecko o CoinMarketCap e tantomeno sui principali exchange centralizzati.
Il caso LABUBU si inserisce in un trend più ampio che nel 2025 ha visto nascere anche KITTY, meme coin ispirata a Hello Kitty e anch’essa totalmente gestita dai fan.
Anche se quelli che abbiamo citato sono progetti andati a buon fine, almeno per il momento, quanto può durare un token basato solo sulla spinta della community e senza alcun supporto ufficiale?
Il rischio è che l’hype svanisca, così come l’interesse del mercato, sempre pronto a spostarsi su un nuovo token virale.
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