In Francia vogliono tassare le crypto come “ricchezza improduttiva”
Crediamo nella completa trasparenza con i nostri lettori. Alcuni dei nostri contenuti includono link di affiliazione e potremmo guadagnare una commissione attraverso queste partnership. Tuttavia, questa potenziale compensazione non influenza mai le nostre analisi, opinioni o pareri. I nostri contenuti editoriali vengono creati indipendentemente dalle nostre partnership di marketing e le nostre valutazioni si basano esclusivamente sui nostri criteri di valutazione stabiliti. Per saperne di più clicca qui.

Si aggiunge un tassello alla controversa definizione delle crypto secondo la normativa fiscale francese sulla ricchezza. Di recente, infatti, i legislatori hanno approvato un contestato emendamento che classifica gli asset digitali come “ricchezza improduttiva”.
La misura, proposta dal deputato centrista Jean-Paul Mattei del gruppo Les Démocrates, è stata approvata il 31 ottobre con una maggioranza risicata di 163 a 150 all’Assemblea Nazionale, durante il dibattito sulla legge finanziaria 2026.
La proposta deve ancora superare il Senato e l’intero iter parlamentare prima di diventare legge.
La tassa sulle crypto in Francia: incentivo alla produttività o limitazione per i possessori?
L’emendamento andrebbe a sostituire l’attuale Impôt sur la Fortune Immobilière (IFI), la tassa sulla ricchezza immobiliare, con un più ampio Impôt sur la Fortune Improductive (IFI 2.0), ovvero “tassa sulla ricchezza improduttiva”.

Con la riforma, il campo degli asset tassabili si allargherebbe oltre gli immobili per includere una serie di beni considerati “inattivi” o “improduttivi” dal punto di vista economico.
Tra questi figurano i beni di lusso come yacht, jet privati, gioielli, opere d’arte da collezione e, per la prima volta, asset digitali come Bitcoin e altre crypto.
La proposta innalza la soglia di tassazione e sostituisce l’attuale sistema progressivo di aliquote (dallo 0,5% all’1,5%) con un’aliquota fissa dell’1% sulla parte di patrimonio netto che supera quella soglia.
Secondo la proposta, la riforma mira a incoraggiare l’investimento in asset che contribuiscono direttamente a incentivare l’attività economica, scoraggiando l’accumulo di ricchezza in asset ritenuti “improduttivi”.
“Oro, monete, auto d’epoca, yacht e opere d’arte sono esclusi dall’attuale base imponibile, eppure rappresentano forme di ricchezza che non creano né occupazione né innovazione,” ha scritto Mattei nel suo intervento. “Questa riforma corregge tale incoerenza”.
La misura colpirebbe anche chi possiede crypto il cui valore è aumentato malgrado non siano state vendute. Se così fosse, si prospetterebbero circostanze di tassazione anche sui guadagni non realizzati.
Secondo i critici del settore crypto francese, la misura prende di mira ingiustamente chi conserva crypto come riserva di valore e non per fini speculativi.
Le crypto si possono considerare a “ricchezza improduttiva”? La riforma fiscale francese infiamma il dibattito
Éric Larchevêque, co-fondatore di Ledger, sostiene che la proposta “punisce tutti i risparmiatori che desiderano affidarsi all’oro e a Bitcoin per proteggere il proprio futuro”.
Ha aggiunto che il messaggio politico è chiaro: “Le crypto sono equiparate a una riserva improduttiva, inutile per l’economia reale”.
Larchevêque si preoccupa anche del fatto che molti possessori crypto potrebbero essere costretti a vendere parte del proprio portafoglio solo per coprire il nuovo obbligo fiscale, soprattutto se hanno asset poco liquidi o molto volatili.
L’approvazione risicata è la prova di una profonda spaccatura nel panorama politico francese. L’emendamento è passato grazie a una coalizione inedita di Socialisti, centristi del MoDem e deputati di Rassemblement National (RN).
Il governo e i suoi alleati di Renaissance si sono opposti, definendo la misura “incerta nella portata e nei ricavi”.
Gli economisti non sono unanimi rispetto agli effetti attesi di questa nuova prospettiva fiscale. Alcuni deputati socialisti stimano che la riforma potrebbe generare fino a 2 miliardi di euro di entrate extra ogni anno. Altri, tra cui il Ministero dei Conti Pubblici, prevedono entrate tra 1 e 3 miliardi di euro, o anche meno se le famiglie benestanti dovessero riorganizzare il proprio patrimonio per evitare la tassa.
I sostenitori sostengono che la riforma spingerebbe i capitali verso settori “produttivi” come investimenti in imprese, innovazione e infrastrutture green.
Gli oppositori ritengono che si rischia di penalizzare risparmiatori, investitori e collezionisti, creando anche complessità amministrative nella valutazione di asset eterogenei come valute digitali e opere d’arte.
Tassazione delle crypto: un tema già controverso
Il quadro fiscale sulle crypto in Francia è da tempo oggetto di dibattito. Al momento la legge prevede un’aliquota fissa per i privati del 30% sulle plusvalenze realizzate in euro o asset, cioè solo quando gli asset vengono venduti. Gli scambi tra crypto e il semplice possesso non sono tassati.
L’attuale IFI ha generato 2,2 miliardi di euro nel 2024 da circa 186.000 famiglie, circa la metà dei 4,2 miliardi una volta generati dal precedente ISF nel 2017, secondo i dati dell’amministrazione fiscale francese (DGFiP).

Se approvata, la nuova tassa sulla “ricchezza improduttiva” introdurrebbe un principio radicalmente diverso: la tassazione annuale delle plusvalenze non realizzate sul possesso di crypto, anche se gli investitori non hanno venduto i propri token.
I critici sostengono che questa situazione potrebbe aprire la strada a un pericoloso precedente nella tassazione dei “profitti nominali”.
- LiquidChain lancia la sua crypto presale per unificare la rete Layer-3 che collega Bitcoin, Ethereum e Solana
- Come diventare crypto-milionari nel 2026? ChatGPT svela il segreto
- La miglior crypto presale da comprare nel 2026? Ecco come $BMIC sta sviluppando wallet, staking e pagamenti Quantum-Secure
- 5 motivi per cui Bitcoin è in calo e cosa aspettarsi nei primi mesi del 2026
- XRP si prepara al grande giorno: l’ETF debutta il 13 novembre
- LiquidChain lancia la sua crypto presale per unificare la rete Layer-3 che collega Bitcoin, Ethereum e Solana
- Come diventare crypto-milionari nel 2026? ChatGPT svela il segreto
- La miglior crypto presale da comprare nel 2026? Ecco come $BMIC sta sviluppando wallet, staking e pagamenti Quantum-Secure
- 5 motivi per cui Bitcoin è in calo e cosa aspettarsi nei primi mesi del 2026
- XRP si prepara al grande giorno: l’ETF debutta il 13 novembre