Dogecoin ha davvero comprato una squadra di calcio? Facciamo chiarezza
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Circola da qualche giorno la notizia che una società legata indirettamente a Dogecoin sia intervenuta per salvare le sorti di una squadra italiana di serie C.
Questa, in breve la storia, i retroscena, ovvero in che termini e con quali vantaggi si svolgerà questa acquisizione, sono ancora oscuri.
House of Doge è socia di maggioranza della Triestina Calcio
La US Triestina Calcio ha annunciato ufficialmente una grossa operazione finanziaria che potrebbe salvare la squadra dal baratro.
Schiacciata da una cattiva gestione e forti debiti societari, la US Triestina Calcio esce da una situazione critica. Prima dell’ingresso di House of Doge, la società calcistica era gestita da LBK Capital LLC, gruppo di investimenti che in un anno aveva fatto fuori 25 milioni, come sostiene Il Sole 24 Ore. Pare che dalla gestione precedente siano rimasti debiti e insoluti che la nuova società entrante dovrà saldare.
Stipendi non pagati, gestione creativa dell’erario e altre magagne sono l’eredità che il nuovo CdA dovrà sciogliere.
D’altro canto, House of Doge ha a che fare con la meme coin solo trasversalmente. Si tratta infatti di una società commerciale, la quale a sua volta è legata alla Dogecoin Foundation e opera per mezzo di una partecipata, la Dogecoin Ventures, Inc.
L’attività principale di House of Doge sembra essere quella più in voga di recente, e cioè si tratterebbe di una società di treasury il cui scopo societario è accumulare il maggior numero di Dogecoin in bilancio.
L’acquisizione della squadra triestina, quindi sarebbe un’operazione commerciale per posizionare il marchio DOGE nel contesto calcistico europeo, uno dei mercati più dinamici in questo sport.
Mancano ancora molte informazioni operative
L’annuncio ufficiale della Triestina Calcio non fa riferimento a numeri, tempistiche o modalità operative con cui House of Doge subentrerà nel direttivo della squadra.
Mancano ancora dati importanti come l’entità dell’investimento, per esempio in che termini conquisterà la maggioranza. Ci si aspetta anche un’intervento tecnico ma anche qui si naviga a vista e sull’onda delle speculazioni. Si immagina facilmente il lancio di una linea di merchandising che legherà DOGE alla squadra, ma tutto tace sul fronte dei pagamenti in crypto.
Non si sbottona nemmeno Marco Margiotta, la figura chiave dietro questa operazione finanziaria. Legato a doppio filo al progetto commerciale per sostenere Dogecoin, Margiotta è CEO di House of Doge e Chief Investment Officer di CleanCore Solutions, la società di mediazione finanziaria attraverso la quale avviare le operazioni di treasury di DOGE.
Le dichiarazioni ufficiali per il momento sono poche e le informazioni concrete ancor meno. Si sa solo che presto il Consiglio d’Amministrazione dovrà riunirsi per definire la propria ristrutturazione interna.
Il calcio italiano ha già dimestichezza con le crypto
Quella della Triestina Calcio non è la prima operazione che vede la partecipazione attiva di una società crypto. Seppure, è vero, è la maggiore al momento.
Il precedente illustre è stata l’acquisizione da parte di Tether, l’emittente di USDT, di una quota decisiva della Juve. Adesso la società co-fondata da Paolo Ardoino è la terza maggiore a possedere le quote della squadra torinese.
In passato altre collaborazioni illustri hanno visto l’ingresso del mondo crypto in quello del campionato italiano, con esiti più o meno fortunati.
Nel 2021 l’exchange Crypto.com aveva sponsorizzato la Serie A. Mentre nel 2023 le cose non si erano messe benissimo per DigitalBits, main sponsor della Roma con la quale pare siano rimasti a pagare grosse somme promesse e mai erogate.
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