Cosa succederà a Bitcoin dopo il vertice Trump-Putin?
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In occasione dell’atteso summit in Alaska, Donald Trump e Vladimir Putin non sono riusciti a raggiungere un accordo che potesse porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, che dura ormai da tre anni e mezzo.
Nel febbraio 2022, la comunità crypto si era mobilitata a sostegno dell’Ucraina. Secondo i dati di Elliptic, da allora sono stati raccolti più di 212 milioni di dollari in criptovalute, devoluti a sostegno del governo e dell’esercito ucraino, un ammontare 44 volte superiore alle donazioni a favore di entità filo-russe.
Chi ha buona memoria ricorderà che, a un certo punto, l’Ucraina aveva persino preso in considerazione un airdrop ufficiale per ringraziare coloro che avevano dato un contributo. L’iniziativa è stata poi cancellata, suscitando l’indignazione di chi aveva fatto donazioni nella speranza di ottenere un profitto.
Il summit ha scontentato molte persone
L’incontro tra i presidenti degli Stati Uniti e della Russia ad Anchorage è stato a dir poco controverso. Molti ucraini sono rimasti disgustati dal trattamento riservato a Putin, che ha ricevuto il tappeto rosso e persino una parata aerea sulla pista.
Effettivamente, il presidente Trump sembra aver compiuto una brusca inversione di marcia, passando dalla precedente richiesta a Mosca di accettare un cessate il fuoco immediato all’attuale “accordo di pace” per porre fine a quella che definisce “una guerra orribile”, che sta uccidendo migliaia di soldati.
Vediamo di capire più nel dettaglio cosa è accaduto durante il vertice, cosa potrebbe succedere adesso e come potrebbe influire su Bitcoin.
L’incontro tra Trump e Putin senza il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy aveva già causato inquietudine tra le nazioni europee. Queste ultime hanno ripetutamente sostenuto che è necessario attuare un cessate il fuoco prima di poter avviare i negoziati.
Al suo ritorno dall’Alaska, il presidente degli Stati Uniti ha informato i leader dell’UE, della NATO, della Francia, della Germania e del Regno Unito sugli sviluppi e ha colto l’occasione per invitare Zelenskyy alla Casa Bianca per un incontro lunedì.
Questa volta, i funzionari ucraini sperano che i colloqui abbiano un esito migliore rispetto all’ultimo viaggio a Washington, che ha visto scoppiare un acceso litigio tra Trump e Zelenskyy nello Studio Ovale, davanti alle telecamere di tutto il mondo.
Prima del vertice, Trump aveva imposto a Putin una scadenza fissata all’8 agosto, avvertendo il Cremlino che la Russia avrebbe subito una nuova serie di sanzioni economiche punitive se la guerra non fosse finita. E in un altro colpo di scena volto ad aumentare la pressione, gli Stati Uniti hanno aggiunto che anche i partner commerciali più stretti della Russia sarebbero stati sanzionati.
Ma com’è accaduto per molte altre “scadenze” fissate da Trump, sembra che anche queste sanzioni non saranno applicate, almeno per ora. I giornalisti non hanno potuto porre domande durante la conferenza stampa al termine del vertice e, in una risposta piuttosto vaga alla Fox News, Trump ha detto solo che avrebbe preso in considerazione la possibilità di riesaminare le sanzioni nelle prossime due o tre settimane.

Quali saranno le conseguenze per Bitcoin?
Giovedì Bitcoin aveva raggiunto nuovi massimi storici a 124.457,12 dollari, ma non è riuscito a proseguire la sua corsa verso nuovi livelli. Meno di 12 ore dopo, la più grande criptovaluta al mondo è scesa a 118.000 dollari prima di calare ulteriormente all’attuale livello di 115.138 dollari, segnando un calo del 2,77% nelle ultime 24 ore che ha accompagnato una flessione generale del mercato delle criptovalute.
Se fosse stato raggiunto un accordo, è probabile che i prezzi avrebbero registrato una sorta di rally di sollievo, e che Bitcoin ne avrebbe beneficiato indirettamente. Il perdurare dell’attuale incertezza potrebbe rivelarsi particolarmente vantaggioso per l’oro, considerato il bene rifugio per eccellenza.
I principali fattori che hanno influenzato il valore di Bitcoin negli ultimi giorni sono in realtà legati ai dati economici provenienti dagli Stati Uniti. Venerdì abbiamo appreso che l’indice dei prezzi alla produzione è aumentato dello 0,9% a luglio, spaventando analisti e investitori che avevano previsto un aumento di appena lo 0,2%. Questo ha portato a un aumento del 3,3% su base annua, livelli che non si vedevano da febbraio.
Analizzando questi dati, si evince che le tariffe più ampie introdotte da Trump stanno avendo un impatto. Nello specifico, le aziende stanno trasferendo l’aumento dei costi sui clienti, il che influirà a sua volta sull’inflazione dei consumatori in futuro e potrebbe minare le ragioni a favore di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
In tutto questo, l’Ucraina non è stata l’unico Paese ad aver sfruttato le criptovalute a proprio vantaggio. La Russia ha infatti lavorato dietro le quinte per rafforzare la propria resilienza alle sanzioni.
Un recente rapporto del Center for Information Resilience ha evidenziato come Mosca abbia sviluppato una stablecoin chiamata A7A5, ancorata al rublo, che consente alle imprese e ai consumatori di commerciare con partner stranieri al di fuori del sistema del dollaro, per non parlare delle società occidentali che operano nel settore delle criptovalute.
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