Bitcoin è nel mirino degli USA ma Bessent rassicura i mercati
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Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha ritrattato le precedenti dichiarazioni secondo cui gli Stati Uniti non avrebbero acquisito BTC per la loro riserva strategica di Bitcoin, un cambiamento che ha reso poco chiara la direzione politica.
Nella giornata di ieri, giovedì 14 agosto, durante un’intervista alla Fox News, Bessent ha dichiarato alla conduttrice Maria Bartiromo che Washington, sebbene intenda sviluppare una riserva “per entrare nel XXI secolo”, non acquisterà gli asset in maniera diretta. Il governo intende invece utilizzare i Bitcoin confiscati e smettere di liquidare tali partecipazioni.
Stimando il valore dell’attuale riserva tra i 15 e i 20 miliardi di dollari USA, Bessent ha affermato:
“Non acquisteremo BTC ma utilizzeremo i beni confiscati. Smetteremo di venderli e continueremo ad accumularli”.
Bessent rassicura i mercati sull’approccio strategico alla riserva di Bitcoin
Nel corso della giornata, invece, Bessent sembra aver ammorbidito la sua posizione. In un post su X, ha affermato che i Bitcoin confiscati al governo federale serviranno come base per la riserva istituita con l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump a marzo.
Bessent ha poi aggiunto che:
“Il Tesoro è impegnato a esplorare percorsi neutri dal punto di vista del bilancio per acquisire più BTC al fine di espandere la riserva e mantenere la promessa del presidente di rendere gli Stati Uniti la ‘superpotenza mondiale di Bitcoin’”.
Le sue dichiarazioni contrastano con il suo precedente rifiuto categorico di acquistare Bitcoin, che aveva suscitato confusione tra gli osservatori del mercato e i critici politici.
L’amministrazione Trump ha già cambiato posizione in materia di politica sulle criptovalute. Durante la campagna elettorale, Trump aveva parlato di una riserva dedicata ai Bitcoin. L’iniziativa è stata poi estesa ad altri token come Ethereum, Solana, XRP e Cardano.
Alla fine, i suoi ordini esecutivi hanno creato due pool separati, una riserva strategica di Bitcoin e una riserva più ampia di asset digitali che detiene altre criptovalute.
Bitcoin raggiunge i 124.000 dollari prima di invertire la rotta per i timori di inflazione
Il chiarimento è arrivato lo stesso giorno in cui Bitcoin ha raggiunto un nuovo record sopra i 124.000 dollari, per poi invertire rapidamente la rotta. Questo traguardo ha dimostrato come il sentiment intorno alla politica possa muoversi di pari passo con le condizioni finanziarie più generali.
Uno dei fondatori di Fogo Chain, Doug Colkitt, ha dichiarato che:
“Il nuovo picco ha mostrato quanto slancio e liquidità si stavano accumulando negli asset rischiosi prima della pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione”.
Tuttavia, ha avvertito che l’inversione di tendenza dimostra che:
“Anche i rialzi più forti delle criptovalute rimangono legati alle forze macroeconomiche, soprattutto quando l’inflazione a sorpresa costringe gli investitori a ripensare i tempi dei tagli dei tassi”.
Per Bessent, l’equilibrio da raggiungere è chiaro. Deve dimostrare che l’amministrazione è seriamente intenzionata a costituire una riserva di Bitcoin senza scuotere i mercati finanziari o esporre il governo ad accuse di spesa sconsiderata.
Le sue ripetute precisazioni riflettono la delicatezza politica della questione e dimostrano anche quanto profondamente l’amministrazione Trump abbia legato la sua posizione sulle criptovalute a un messaggio economico più ampio di sovranità e modernizzazione.
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