Bitcoin e Crypto in rosso: 1 miliardo di dollari liquidati e la crisi continua
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Il clima era quello delle feste, con Bitcoin che continuava a superare i suoi massimi e l’euforia alle stelle, ma come spesso accade in questi casi è arrivata una doccia gelata.
Ieri il mercato delle criptovalute ha subito una brusca battuta d’arresto, con liquidazioni di posizioni a leva per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di dollari, almeno secondo i dati di CoinGlass.

La maggior parte delle liquidazioni, circa 856,66 milioni di dollari, ha riguardato posizioni long, con molti trader che sono quindi stati colti di sorpresa dal calo dei prezzi, mentre scommettevano sul rialzo di BTC.
Bitcoin sotto pressione: perde il supporto dei 100.000 dollari
Dopo un mese di forte slancio, Bitcoin torna a perdere il livello chiave dei 100.000 dollari, che aveva ceduto anche il 5 dicembre scivolando a 93.000 dollari.

In quella giornata, il valore di BTC era crollato del 5,47%, e aveva provocato liquidazioni per 300 milioni di dollari in pochi minuti.
Un evento ancora più catastrofico si era verificato il 10 dicembre, con liquidazioni che avevano superato 1,7 miliardi di dollari in 24 ore.
Nel momento in cui scriviamo Bitcoin viene scambiato intorno ai 95.000 dollari, in calo di oltre il 4% rispetto al giorno precedente, come riportato dal grafico di CoinMarketCap.
Fred Krueger, crypto veterano e noto massimalista di Bitcoin, ha commentato su X:
“L’unico modo per rovinarsi con Bitcoin è usare la leva finanziaria”, sottolineando i rischi associati al trading con leva in un mercato notoriamente volatile.
Ottimismo nel lungo termine?
Nonostante la forte turbolenza di questi giorni, alcuni analisti vedono il calo come un movimento fisiologico all’interno del Bull Market.
Caleb Franzen, analista crypto, ha osservato che durante il precedente ciclo rialzista, Bitcoin ha registrato nove importanti correzioni, ognuna seguita da nuovi massimi storici.
Anche Jamie Coutts, analista capo di Real Vision, ha suggerito che l’attuale calo potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto, mentre altri rimangono fiduciosi nel “Santa Rally”, il tradizionale rally di fine anno dei mercati.
A influenzare il sentiment degli investitori potrebbe contribuire anche l’attesa per l’insediamento di Donald Trump come 47° presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2025.
La sua vittoria alle elezioni aveva di fatto dato il via al Bull Market grazie alle dichiarazioni pre-elettorali, che prevedevano il licenziamento di Gary Gensler della SEC (che poi le dimissioni le ha date veramente, ndr) una legislazione più favorevole alle crypto (e per quella dovremo aspettare il suo insediamento) e la creazione di una riserva di BTC, peraltro smentita da Powell nei giorni scorsi.
Cosa ha causato il crollo?
E sono in molti a pensare che il crollo di questi giorni sia dovuto all’annuncio della Federal Reserve, la Banca Centrale americana, che ha ha annunciato una riduzione del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale, la terza consecutiva, ma ha anche dichiarato di prevedere solo altri due tagli nel 2025.
Una decisione che non è piaciuta al mercato e che ha interpretato la frenata come l’inizio di una nuova politica restrittiva sul costo del denaro.
“Le criptovalute sono ancora troppo volatili per essere considerate una copertura efficace contro le valute tradizionali nelle economie sviluppate”, ha affermato Ruslan Lienkha, Chief of Markets della piattaforma fintech svizzera YouHodler. “Tuttavia, vengono sempre più viste come una copertura a lungo termine contro l’inflazione. In questo contesto, tagli più rapidi dei tassi da parte della Fed potrebbero iniettare maggiore liquidità nel sistema finanziario, spingendo i prezzi delle criptovalute verso l’alto e alimentando l’interesse globale, anche in Europa.”
Situazione resta dunque in bilico tra le incertezze di breve termine e una visione ottimistica sul futuro, mentre tutti gli occhi sono puntati sulle prossime decisioni della Federal Reserve e sull’evoluzione dello scenario macroeconomico.
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