Bitcoin: deficit USA alle stelle, dollaro debole e Trump spingono BTC verso l’alto
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Sembra davvero un momento d’oro per BTC che ieri ha registrato i nuovi massimi assoluti, andando a pizzicare i 123.000 dollari, dopo aver messo a segno cinque nuovi massimi consecutivi in pochi giorni, segnando un +10% dal traguardo minimo dei 109.000 dollari.
Per gli analisti questo è il segnale che certifica la solidità di Bitcoin, che in questi giorni è spinto da ragioni più profonde di un semplice rally speculativo.
Oggi tra l’altro, (alle 14.30 ora italiana, ndr) è atteso un dato importante, il CPI Core, l’indice dei prezzi a consumo al netto di energia e beni alimentari, un dato che esclude le componenti più volatili, e quindi considerato molto attendibile per le analisi macroeconomiche.
Secondo Bloomberg, gli analisti hanno previsto un aumento dello 0,3%, il più ampio incremento mensile degli ultimi cinque mesi. L’aumento è dovuto principalmente ai dazi introdotti da Trump, che iniziano a pesare sui prezzi interni.

Il grafico mostra l’andamento mensile del Core CPI negli Stati Uniti (in azzurro). Il Core CPI aiuta a capire quanto stanno salendo i prezzi, escludendo i beni più soggetti ad aumenti repentini come benzina e cibo. È un parametro molto seguito dalla Federal Reserve per decidere se alzare o meno i tassi d’interesse.
Le colonne azzurre rappresentano la variazione percentuale mensile del Core CPI (MoM = month over month – mese su mese). La colonna rossa (giugno 2025) rappresenta la previsione di Bloomberg, pari a +0,3%, il dato più alto da cinque mesi.
L’inflazione core sta accelerando a causa dei dazi, questo perché i costi extra delle importazioni vengono trasferiti ai consumatori finali. A differenza di altre volte, il dato non sembra preoccupare il mercato, convinto che un aumento dei prezzi al consumo negli USA potrebbe diventare un acceleratore per BTC.
Bitcoin non teme più il FUD : i capitali si spostano verso asset alternativi
Anche se lo si dice da anni, qualcosa sta cambiando nella percezione di Bitcoin che, in barba ai dati macroeconomici negativi, ha chiuso la settimana con un +12%. Sempre più investitori iniziano a considerare BTC non come un asset volatile e speculativo, ma come un’alternativa da utilizzare anche in periodi difficili.
Il vero punto di svolta secondo gli analisti è arrivato con il “Big Beautiful Bill”, il nuovo piano economico firmato da Trump a inizio luglio. Un mix di dazi, spesa pubblica e slogan elettorali che rischia di far saltare i conti americani. Ambizioso, ma solo sulla carta, ha già portato a un buco da 316 miliardi di dollari in un mese.
E il mercato, come sempre, ha agito di conseguenza: i rendimenti del Treasury a 10 anni sono saliti al 4,43%, un segnale evidente che la fiducia sta calando e il rischio deve essere ricalibrato.

Tariffe, inflazione, deficit: ma perché BTC continua a salire?
C’è un filo conduttore che lega tutto quello che sta succedendo in questi giorni: dazi, inflazione, deficit, dollaro debole. E basta seguirlo per andare dritto verso Bitcoin.
Partiamo dai dazi: quando il governo impone dazi sulle importazioni, le aziende si trovano a pagare di più per acquistare beni e materie prime. E quei costi, inevitabilmente, vengono scaricati sui consumatori. Risultato? I prezzi salgono e così anche l’inflazione.
Con l’inflazione in aumento, lo Stato si ritrova a dover pagare interessi più alti sul debito pubblico, perché i rendimenti dei Treasury aumentano. Ma intanto l’economia rallenta, e si riducono anche le entrate fiscali.
A questo punto, la fiducia nel sistema inizia a scricchiolare. Il dollaro si indebolisce, i capitali iniziano a muoversi. Ed è qui che entra in scena Bitcoin.
I tassi alti diventano un motore per Bitcoin?
In un contesto “normale”, tassi d’interesse elevati rappresenterebbero un pericolo per gli asset rischiosi.
Ma il mercato crypto non è più in una fase normale. L’attuale divergenza tra rendimenti in crescita e BTC in costante ascesa, raccontano di un nuovo equilibrio.
Bitcoin potrebbe aver superato una soglia psicologica importante: un’opzione e non più una scommessa…
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