Bitcoin a un bivio: nuovo rally verso i 100K o crollo a 60K? Gli analisti si dividono
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Il prezzo di Bitcoin (BTC) ha registrato una flessione del 3,35% rispetto al massimo giornaliero di 86.496 dollari toccato martedì. La causa del calo è attribuita a prese di profitto e vendite allo scoperto, verificatesi in corrispondenza di un punto pivot tecnico chiave.
Sebbene la salita verso quota 86.000$ sia stata alimentata da un forte slancio bullish, molti trader prevedono una discesa fino a 80.000$, o persino a 65.000$.
Durante le sessioni di scambio in Asia ed Europa, il calo si è attenuato, con BTC che ha ridotto la perdita giornaliera allo 0,64%, attestandosi intorno agli 83.369 dollari.
Gli indicatori on-chain suggeriscono potenziale ribasso
L’analista on-chain Ki Young Ju, fondatore di CryptoQuant, ha condiviso un grafico che merita attenzione. Si tratta del Signal 365 MA, un indicatore che misura lo squilibrio tra offerta e domanda di Bitcoin su base annuale. In parole semplici: quando l’indicatore sale, vuol dire che ci sono più venditori che acquirenti; quando scende, la domanda torna a prevalere.
Nel grafico si nota chiaramente una tendenza storica interessante: ogni volta che il segnale ha raggiunto livelli molto alti (sopra 0.6), il prezzo di Bitcoin ha segnato un top ciclico. Al contrario, quando l’indicatore è sceso in zona negativa profonda (sotto -1), BTC ha toccato minimi importanti, preludio ai successivi bull market.
Ad aprile 2025, ci troviamo nuovamente in zona elevata, il che suggerisce che l’offerta sta iniziando a prevalere. Se la storia si ripete, potremmo essere vicini a una fase di presa di profitto e rallentamento del trend rialzista.
Non si tratta di un segnale preciso al millimetro, ma il pattern è evidente. In un contesto di mercato già incerto, con il prezzo che fatica a rompere gli 86.000$, questo dato rafforza l’ipotesi che potremmo assistere a una correzione prima della prossima ripartenza.
Parallelamente, l’indicatore Network Realized Profit/Loss (NPL) di Santiment segnala che il mercato ha probabilmente toccato un picco nelle prese di profitto. In parole povere, significa che molti investitori hanno venduto BTC incassando guadagni, un comportamento che spesso coincide con la fine di una fase rialzista.

Quando l’NPL registra valori molto positivi, vuol dire che c’è tanta euforia e gente che vende in profitto: spesso, questi sono segnali di top di mercato.
Al contrario, quando l’indicatore scende in negativo, siamo in una fase in cui gli investitori stanno vendendo in perdita. È lì che in genere avviene la capitolazione, ovvero il passaggio dei Bitcoin dalle mani deboli (chi vende spaventato) a quelle forti (chi accumula con calma).
Il grafico mostra bene questa dinamica: nel 2021, l’NPL raggiunse i 18,6 miliardi prima di crollare a -1,8 miliardi, segnalando l’inizio del successivo bull market. Oggi siamo ancora in zona positiva, ma l’indicatore sta scendendo.
Se il ciclo attuale si comporterà come i precedenti, potremmo assistere a un ulteriore calo prima che Bitcoin trovi un vero minimo strutturale da cui ripartire. Per ora, quindi, occhi puntati sull’NPL: sotto zero potrebbe significare “via libera” per il prossimo rialzo.
Trader individuano i livelli chiave da monitorare
Il trader “wafxles” ha pubblicato un setup short su Bitcoin, puntando a un possibile calo fino a 65.000 dollari. Un setup short è una strategia in cui si scommette che il prezzo scenderà: si vende ora per ricomprare più in basso, incassando la differenza.
Nel grafico, si nota come BTC stia faticando a superare la zona degli 86.000. La zona rossa indica il potenziale di discesa stimato dal trader. Se la pressione in vendita aumenta, questo tipo di operazione potrebbe diventare profittevole. Una mossa speculativa, ma in linea col momento attuale.
Un altro analista, Shinigami, ha identificato due aree di particolare rilevanza per il prezzo:
- 80.000$ – 86.000$: zona di consolidamento attuale di BTC da marzo 2025.
- 70.000$ – 60.000$: fascia in cui BTC ha consolidato per oltre nove mesi nel 2024.
Il recente rifiuto a 86.000$ rafforza la tesi che la resistenza sia al momento troppo forte.

Se BTC dovesse rompere al ribasso il livello di 80.000$, si potrebbe innescare una fase di vendite più estesa, con un potenziale ritorno nella fascia 70.000$-60.000$, coerente con l’analisi di Shinigami e la previsione di “wafxles”.
Scenari futuri per BTC: da $60K a un nuovo massimo storico?
Alla luce delle attuali dinamiche di mercato, gli investitori dovranno monitorare attentamente la soglia dei 80.000 dollari. Un rimbalzo sopra questo livello potrebbe indicare una ripresa del trend rialzista, mentre una rottura verso il basso aumenterebbe le probabilità di una discesa più marcata.
Nel caso di rimbalzo, i trader guardano ai 90.000 dollari come prossimo ostacolo psicologico. Una rottura confermata sopra questo livello potrebbe aprire la strada a nuovi massimi storici fino a 100.000$, o persino 108.000$, massimo assoluto raggiunto a gennaio 2025.
Viceversa, in caso di pressione ribassista continuativa, BTC potrebbe tornare a testare i 65.000 o 60.000 dollari, livelli che potrebbero offrire un’opportunità per l’accumulazione in ottica di lungo periodo.
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