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'Big Short' Micheal Burry riconosce vibrazioni del 2022 nel crollo di bitcoin

L'investitore di ‘The Big Short’ ha paragonato la discesa attuale a una precedente rottura ciclica che ha visto BTC perdere quasi la metà del suo valore prima di stabilizzarsi.

5 feb 2026, 11:44 a.m. Tradotto da IA
Michael Burry attends the "The Big Short" New York premiere at Ziegfeld Theater on Nov. 23, 2015.

Cosa sapere:

  • Michael Burry, celebre per "The Big Short," ha condiviso un grafico del bitcoin confrontando il ritracciamento attuale con il crollo del 2021–22, suggerendo la possibilità di una correzione più profonda prima di un fondo stabile.
  • Il ciclo precedente ha visto il bitcoin scendere da circa 35.000 $ sotto i 20.000 $, un movimento che alcuni interpretano come un potenziale ribasso verso i bassi 50.000 $ ai livelli di prezzo attuali.
  • Gli analisti sono divisi sulla validità dell'analogia, osservando che il precedente crollo è avvenuto in un contesto di inasprimento della Fed e leva finanziaria guidata dal retail, mentre il mercato odierno è plasmato dagli ETF spot, dalla liquidità istituzionale e da una più ampia volatilità cross-asset.

I perma-orso, proprio come i loro omologhi iper-ottimisti, amano incastrare schemi nel caos per sostenere il loro pessimismo.

Prendiamo Michael Burry, l’oracolo del "Big Short" noto per le sue previsioni apocalittiche, che ora paragona il mercato ribassista in corso di bitcoin al drammatico crollo del 2022, lasciando presagire in modo inquietante che questa crisi potrebbe approfondirsi notevolmente.

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In un post su X nelle prime ore asiatiche di giovedì, Burry ha evidenziato somiglianze tra il calo di BTC dall'apice di ottobre a 126.000 $ a 70.000 $ e il crollo di Bitcoin tra la fine del 2021 e il 2022, affermando in un grafico che i modelli corrispondono perfettamente finora.

(Michael Burry/X)

Il precedente mercato orso ha visto il bitcoin scendere da circa 35.000 dollari a meno di 20.000 dollari prima di stabilizzarsi — un movimento che, se mappato sui livelli di prezzo attuali, implica un rischio verso i bassi 50.000 dollari.

Burry non ha indicato un obiettivo preciso, ma il confronto visivo è stato sufficiente per riaccendere il dibattito sul fatto che bitcoin stia ripetendo uno schema già visto o se l'analogia sia stata spinta troppo oltre.

Gli analisti e i trader hanno messo in discussione se una singola istanza storica possa qualificarsi come un modello significativo.

«È un modello se è successo una volta sola?» ha chiesto la società di trading GSR, riflettendo un più ampio scetticismo nei confronti delle previsioni di mercato basate su indicatori analogici.

La critica va oltre la semantica; tuttavia, il crollo di bitcoin nel 2021–22 si è verificato in condizioni molto diverse, caratterizzate da un aggressivo inasprimento della Federal Reserve, un collasso della leva finanziaria endemica alle criptovalute e una forte partecipazione retail.

D'altra parte, il mercato odierno è modellato dagli ETF spot su bitcoin, da una liquidità istituzionale più profonda e da un contesto macroeconomico dominato meno dagli aumenti dei tassi e più dalla volatilità cross-asset legata a timori su azioni, materie prime e spese per l'intelligenza artificiale.

Tuttavia, i commenti di Burry sono arrivati in un momento delicato.

Bitcoin ha sperimentato forti oscillazioni questa settimana, scendendo al di sotto di 71.000 dollari per poi rimbalzare e successivamente calare nuovamente a causa del deterioramento dell'appetito per il rischio a livello globale.

La storia di Burry aggiunge peso alla discussione, anche quando le sue previsioni si rivelano controverse. Il suo approccio si concentra spesso sui cambiamenti nel posizionamento e nella psicologia del mercato piuttosto che su previsioni precise.

In tal senso, il grafico funziona meno come una previsione e più come un avvertimento riguardo ai rimbalzi falliti e alla convinzione affievolita.