Liquid staking sotto attacco? La SEC blocca le aspettative sugli ETF
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Lo staking è un elemento fondamentale della tecnologia crypto, soprattutto negli ecosistemi proof-of-stake come Ethereum e Solana.
Indispensabile per garantire sicurezza al sistema, lo staking prevede che si blocchino i token per gestire i nodi. Più partecipanti ci sono, più la blockchain è in grado di resistere contro eventuali attacchi.
Lo scorso 5 agosto la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha pubblicato nuove linee guida suggerendo che alcune attività di liquid staking non rientreranno sotto la sua competenza. La notizia è bastata per scatenare l’entusiasmo nel mercato del liquid staking.
In pratica, si tratta di tutte quelle attività che operano all’interno della DeFi e che permettono di riscattare il valore dei token senza di fatto svincolarli dallo staking.
Protocolli come Lido Finance, per esempio, emettono token equivalenti a quelli in staking per garantire la liquidità necessaria per operare nella finanza decentralizzata. Nel frattempo, gli asset veri e propri sono allocati per garantire la sicurezza dell’ecosistema.
Anche se queste linee guida non sono vincolanti, sono state viste come un passo importante verso una maggiore apertura degli Stati Uniti, in particolare della SEC, nei confronti dell’innovazione crypto.
Non tutti, però, sono d’accordo con questo cambiamento.
La commissaria della SEC Caroline Crenshaw ha mosso le proprie obiezioni al riguardo. Tanto è bastato per spegnere le speranze che i proventi del liquid staking siano integrati nei rendimenti degli ETF spot su Ethereum. La stessa limitazione varrebbe anche su prodotti simili che seguono l’andamento di altre reti proof-of-stake come Solana.
La posizione della SEC sul liquid staking
Il liquid staking è un pilastro del meccanismo della convalida dei blocchi, in particolare nella DeFi. Secondo CoinMarketCap, il settore conta oggi oltre 89 miliardi di dollari in total value locked (TVL).

Con il liquid staking, chi possiede crypto può mettere in staking asset come ETH e SOL tramite provider come Lido Finance, Marinade Finance o Rocket Pool, ricevendo in cambio token liquidi che rappresentano i loro asset messi in staking.
Questi liquid staking token (LST) possono essere scambiati o usati in altri protocolli DeFi, offrendo così flessibilità senza che il partecipante rinunci a contribuire alla sicurezza della rete.
Storicamente, soprattutto sotto la guida di Gary Gensler, la SEC è stata molto rigida, sostenendo che molti programmi di staking, incluso il liquid staking, assomigliano a offerte di contratti di investimento secondo il test di Howey.
L’ente ha paragonato le attività di staking e liquid staking a offerte di titoli, poiché i partecipanti si aspettavano profitti derivanti dagli sforzi altrui.
Questa visione ha portato a interventi come la chiusura del programma di staking di Kraken negli Stati Uniti e a un esame approfondito su molti provider che offrivano servizi di staking-as-a-service.
Il 5 agosto, la SEC, tramite la Division of Corporation Finance, ha pubblicato le linee guida non vincolanti che hanno cambiato la prospettiva.
Le nuove indicazioni affermano che non sempre valgono i criteri del test di Howey. In particolare, sarebbero esenti quelle tipologie di liquid staking in cui il token in questione alimenta una rete davvero decentralizzata.
Le nuove linee guida hanno valenza interna, a vantaggio dello staff della SEC e non hanno un valore formale o legale all’esterno.
Però, il presidente Paul Atkins ritiene che rappresentino “un passo importante” verso una maggiore chiarezza normativa nei confronti delle crypto.
Perché la commissaria Crenshaw non è d’accordo
La commissaria Caroline Crenshaw ha espresso una netta opposizione dal momento che la guida si presta a interpretazioni differenti. In pratica ritiene che si basi su presupposti poco fondati, soprattutto riguardo alla struttura dei programmi di liquid staking.
Secondo Crenshaw, la guida non riflette la complessità reale dell’ecosistema DeFi.
In più, visto che non è vincolante, offre poca protezione alle piattaforme e alle entità coinvolte nel liquid staking. Per questo, i programmi di liquid staking potrebbero comunque configurarsi come offerte illegali di titoli non registrati.
Crenshaw invita chi opera nel liquid staking a muoversi con cautela, ricordando che la guida potrebbe non “rispecchiare le condizioni effettive del mercato”.
“Considerando i suoi presupposti non supportati e un’analisi legale circoscritta, la dichiarazione sul liquid staking dovrebbe offrire poco conforto alle entità coinvolte, soprattutto perché, come specificato nel testo, riflette solo il punto di vista dello staff della Division of Corporation Finance, non quello della Commissione attuale o futura.”
Implicazioni per gli emittenti di ETF spot su Ethereum
La sua posizione si contrappone a quella di Atkins, favorevole a norme più leggere per favorire l’innovazione e i flussi di capitale verso il settore.
Di fatto, rappresenta un ostacolo per gli emittenti di ETF spot su Ethereum che speravano che la SEC permettesse di mettere in staking le riserve e ottenere così un rendimento.
Quando la SEC ha approvato gli ETF spot su Ethereum nel 2024, ha escluso di integrare i rendimenti provenienti dallo staking.
Il dubbio era che lo staking avrebbe trasformato questi ETF in titoli, dato che gli emittenti avrebbero così generato reddito passivo. La situazione è diversa rispetto agli ETF spot su Bitcoin, perché non supporta lo staking.
Le nuove linee guida della SEC avevano alimentato le speranze riguardo i prodotti di Grayscale, BlackRock e altri emittenti di ETF spot su Ethereum. Di fatto però gli emittenti non possono ancora integrare il liquid staking senza violare le leggi sui titoli negli Stati Uniti.
Non si sarebbe trattato di un grosso cambio di rotta, dato che paesi come il Canada e regioni come Hong Kong già supportano ETF crypto che includono componenti di staking.
La posizione di Crenshaw insieme al fatto che le linee guida varate lo scorso lunedì non sono vincolanti raffreddano queste speranze.
Il regolatore potrebbe ancora intervenire contro gli emittenti di ETF spot su Ethereum negli Stati Uniti qualora integrassero programmi di staking. Per il momento non resta che attendere senza poter fare affidamento su questa guida, almeno non prima che la SEC abbia concesso ulteriori chiarimenti legali al riguardo.
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