Ethereum oltre i 3.000$ per la prima volta nel 2025: 4.000$ in arrivo?

Ethereum ha infranto per la prima volta nel 2025 la barriera dei $3.000, al momento è scambiato a $3.007 e segna un deciso cambio di rotta rispetto ai minimi registrati lo scorso aprile a $1.794.

Questo traguardo arriva sulla scia del successo di Bitcoin che continua a segnare nuovi ATH, sopra i 118.400 dollari, creando le condizioni ideali per un possibile rally parabolico anche per la seconda maggiore crypto.
La rottura dei 3.000 dollari arriva dopo otto mesi difficili. Ethereum è precipitato dopo aver aperto gennaio vicino a 3.298 dollari fino al minimo di aprile.
I dati mostrano il forte impatto della volatilità durante l’anno: febbraio si è chiuso intorno ai 2.900 dollari, marzo a 2.650 e poi il crollo ad aprile a 1.794, prima della ripresa.
La recente dichiarazione del presidente Trump su Truth Social, in cui afferma che le crypto sono “alle stelle“, ha scatenato una forte pressione di acquisto su tutti i mercati degli asset digitali.

Il tempismo dell’endorsement di Trump, insieme a una debolezza del dollaro senza precedenti, ha creato condizioni ideali per l’apprezzamento degli asset ad alto rischio, spingendo anche gli investitori istituzionali a interpretare la situazione come un segnale di politica monetaria accomodante.
Il breakout di Ethereum arriva insieme all’esplosivo rally di Bitcoin sopra i 118.000 dollari, che ha portato alla liquidazione di posizioni a leva in 24 ore per oltre 1,14 miliardi di dollari.
Del totale, oltre 243 milioni di dollari hanno interessato Ethereum, contribuendo allo short squeeze che ha spinto entrambe le crypto verso nuovi massimi.
Il crollo del dollaro alimenta il rally crypto
La proposta di Trump di un taglio dei tassi di 300 punti base ha creato le condizioni favorevoli alla spinta degli asset alternativi. D’altro canto, il dollaro oggi registra la sua peggior performance dal 1973.
Il Dollar Index è sceso del 10,1% da inizio anno, e si muove intorno a 6,5 punti sotto la media mobile a 200 giorni, il distacco maggiore degli ultimi 21 anni.
Se l’idea di Trump trovasse seguito, l’effetto sarebbe pessimo sul fronte dell’inflazione. In un’economia in crescita come quella degli USA, dove l’incremento annuo del PIL è del 3,8%, il carovita salirebbe al 5% mentre il valore del dollaro scenderebbe ancora del 10%.
Finora non si è mai tentata una strada così aggressiva. La Federal Reserve non ha mai applicato tagli superiori ai 75 punti base, sempre e solo durante periodi di recessione.
Secondo l’analisi di Kobeissi Letter, i possibili tagli dei tassi potrebbero portare a un’inflazione aggressiva degli asset d’investimento. Adesso l’oro punta ai 5.000 dollari l’oncia mentre toccano nuovi record anche altri beni rifugio come il petrolio e, ora, anche le crypto che stanno accogliendo un’ininterrotta fuga di capitali.
Lo stretto legame tra Bitcoin e debolezza del dollaro mette gli asset digitali tra i primi a beneficiare della svalutazione monetaria.
Accelera anche il ritmo con cui le aziende private e quotate in borsa stanno accumulando Bitcoin in bilancio. Solo questa settimana sono stati destinati alle riserve societarie oltre 1 miliardo di dollari in BTC.
Il nuovo trend degli investitori istituzionali fa il paio con la crescente FOMO degli investitori singoli, creando una pressione d’acquisto sostenuta.
Gli ETF su Bitcoin hanno aggiunto ai loro fondi 15 miliardi di dollari in BTC da metà aprile, secondo 10X Research.
Le politiche crypto-friendly di Trump comprendono la creazione di una riserva nazionale di crypto e la nomina di funzionari pro-crypto in posizioni chiave al governo.
L’analisi tecnica conferma il breakout rialzista
Il grafico giornaliero di Ethereum mostra un breakout da manuale dopo mesi di consolidamento all’interno di un canale discendente.
L’asset ha trascorso molto tempo a formare massimi e minimi decrescenti, oscillando tra 4.000 e 1.500 dollari, per poi superare con decisione la resistenza della nuvola Ichimoku.

Il breakout sopra la nuvola Ichimoku segna il passaggio da un momentum ribassista a uno rialzista. Intanto il prezzo recupera stabilmente il livello psicologico dei 3.000 dollari.
La struttura tecnica individua la zona di supporto chiave tra i 2.950 e i 3.050 dollari dopo il breakout. Invece, le proiezioni rialziste puntano a 3.600, 4.200 e 4.800 dollari.
Secondo MerlijnTheTrader, la prospettiva settimanale rafforza il segnale rialzista, mostrando un recupero netto della resistenza a 2.200 dollari senza grandi correzioni.
L’azione dei prezzi indica una forte pressione d’acquisto su tutti i timeframe, con proiezioni (frecce blu) che puntano anche verso i 10.000 dollari tenendo conto della tendenza degli scorsi cicli rialzisti.
Ora Bitcoin punta verso nuovi massimi sopra i 118.000 dollari. Tanto basterebbe a dare ulteriore slancio a Ethereum, che finora ha sovraperformato in percentuale Bitcoin durante la fase parabolica.
Ora la resistenza a 4.000 dollari rappresenta il prossimo grande obiettivo.
I principali rischi includono il mancato mantenimento del supporto tra 2.800 e 2.900 dollari. In quel caso, si potrebbe trattare di un falso breakout e un possibile ritorno verso l’area dei 2.200.
Il momentum attuale e la partecipazione istituzionale sembrano confermare la corsa verso quota 4.000 come primo obiettivo.
Sulla base degli indicatori tecnici e della struttura di mercato, Ethereum appare in grado di continuare a crescere verso 3.600-4.200 dollari nel breve periodo specie se sostenuto dalla corsa di BTC.
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