VanEck lancia il terzo ETF su Solana con lo staking
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Il totale sale a tre. Lunedì ha debuttato sul mercato statunitense un nuovo Exchange-Traded Fund (ETF) su Solana in borsa che integra lo staking. A lanciarlo è stata la società di gestione degli investimenti VanEck.
Il fondo VanEck Solana ETF, scambiato col ticker VSOL, si aggiunge ai fondi analoghi lanciati da Bitwise e Grayscale, che stanno andando bene. Dal loro debutto alla fine di ottobre hanno attirato in totale 380 milioni di dollari.
VanEck taglia le commissioni per avere un vantaggio
VanEck ha seguito i suoi concorrenti offrendo un fondo con lo staking. Gli investitori possono quindi maturare rendimenti mantenendo l’asset all’interno della struttura dell’ETF.
Per conquistare rapidamente quote di mercato, VanEck ha rinunciato alla commissione di gestione dello 0,3% fino al 17 febbraio, o fino a quando il fondo non avrà accumulato 1 miliardo di dollari di asset.
I fondi stanno diventando numerosi. Molti emittenti stanno correndo a introdurre i loro prodotti crypto. L’ente borsistico americano ha modifica le regole a settembre, semplificando il processo di approvazione ed eliminando le revisioni caso per caso.
Stanno per arrivare altri fondi
Sono attesi altri fondi con lo staking integrato: stasera debutterà l’ETF Solana di Fidelity (FSOL) e applicherà una commissione di circa lo 0,25%, come la maggior parte dei fondi.
L’analista di Bloomberg, Eric Balchunas, specializzato in ETF, ricorda che Fidelity è il gestore patrimoniale più grande della categoria, mentre BlackRock è ancora fuori dalla corsa.
Anche il Canary Marinade Solana ETF ha ottenuto l’approvazione del Nasdaq per la quotazione, con il ticker SOLC, come indicato in un documento CERT depositato presso la SEC.
L’analista di Bloomberg James Seyffart ha riferito che Canary Capital, insieme a Marinade Finance, lancerà oggi il fondo SOLC. Marinade fornirà il servizio di staking per i token SOL detenuti dall’ETF.
Il fondo applicherà una commissione di gestione dello 0,50%. Per il momento la società non ha annunciato alcuna riduzione.
Solana è in rosso e sta seguendo l’andamento del resto del mercato, ma ha registrato un lieve rimbalzo dal minimo di 129 dollari dopo il lancio del fondo di VanEck.
Stamattina sta scambiando intorno al livello di 137 dollari, con un calo di circa il 3% nelle ultime 24 ore.
Nei prossimi giorni potrebbero debuttare altri fondi basati sulle altcoin. Grayscale potrebbe lanciare un ETF spot su Dogecoin già il 24 novembre, dopo un aggiornamento della documentazione che ha aperto un periodo di 20 giorni per l’ingresso sul mercato, salvo interventi della SEC.
Il fondo è stato ottenuto dalla conversione del Grayscale Dogecoin Trust, ma potrà essere scambiato in borsa solo dopo l’ok formale della NYSE.
Se venisse lanciato, diventerebbe il primo ETF statunitense a detenere direttamente Dogecoin. L’unico prodotto oggi sul mercato, emesso da REX Shares e Osprey Funds a settembre, utilizza invece una struttura diversa: offre esposizione a DOGE tramite una filiale offshore, configurazione richiesta dalle regole dell’Investment Company Act del 1940.
Anche Bitwise potrebbe lanciare presto un fondo spot su Dogecoin. Potrebbe arrivare a fine mese, dato che ha aggiornato la sua domanda nei primi giorni di novembre.
I fondi sulle altcoin stanno diventando numerosi e la competizione è sempre più intensa.
Fondi crypto in rosso sotto la pressione dell’incertezza
Molti fondi stanno registrando deflussi, a causa del clima di incertezza nel mercato.
Gli analisti collegano il calo ai dubbi sulla politica monetaria e alle vendite pesanti delle balene, elementi che continuano a deprimere il sentiment.
I fondi su Bitcoin hanno registrato i prelievi più consistenti, perdendo 1,38 miliardi di dollari la scorsa settimana.
In totale, i prodotti di investimento in asset digitali hanno registrato i deflussi settimanali più alti da febbraio: 2 miliardi di dollari sono usciti dal mercato nella sola ultima settimana, portando a 3,2 miliardi i prelievi complessivi delle ultime tre settimane.
Gli Stati Uniti guidano i deflussi con 1,97 miliardi di dollari in uscita dai prodotti domiciliati nel Paese. Svizzera e Hong Kong seguono con 39,9 milioni e 12,3 milioni di dollari.
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