Trump Media punta su titoli collegati a Bitcoin e investe $300 milioni
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Trump Media and Technology Group (TMTG), la società dietro la piattaforma Truth Social di Donald Trump, ha investito 300 milioni di dollari in opzioni sui titoli legati a Bitcoin.
Secondo un’indagine di Bloomberg Trump Media mostra di voler cambiare strategia. Mancano ancora i dettagli dell’operazione ma appare evidente che la società di comunicazione intenda trarre vantaggio dalla volatilità dei prezzi di Bitcoin.
L’azienda, strettamente legata alla presenza pubblica di Trump, potrebbe voler aumentare la propria esposizione di mercato sfruttando la volatilità tramite strumenti derivati, invece di possedere direttamente l’asset digitale.
La strategia Trump Media sulle opzioni di Bitcoin è tutta nella tempistica
Steve Sosnick, chief strategist di Interactive Brokers, ha spiegato che il tempismo di questa strategia è la chiave per comprenderne la portata.
“Si aggiunge un elemento di tempismo e prezzo che non sussiste se ti limiti a possedere l’asset sottostante” ha spiegato. Le opzioni consentono di puntare a rendimenti più elevati, ma comportano anche un rischio maggiore.
I titoli collegati a Bitcoin possono includere fondi quotati in borsa (ETF), azioni di società crypto o note convertibili di aziende come MicroStrategy.
Le opzioni legate a questi asset offrono un’esposizione con leva. D’altra parte, se il prezzo di esercizio non viene raggiunto prima della scadenza, possono perdere tutto il loro valore.
TMTG non ha commentato la notizia
Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato a Bloomberg che il presidente “non è mai stato coinvolto e mai sarà coinvolto in alcun conflitto di interessi”.
La decisione potrebbe anche essere legata all’influenza personale di Trump sui mercati crypto.
In passato, i suoi post su Truth Social hanno dato vita a forti rialzi dei prezzi.
Lo scorso marzo per scatenare il caos era bastato un post, nel quale il presidente degli USA manifestava la volontà di istituire una riserva crypto federale crypto al pari di oro e altri beni rifugio.
Non è nemmeno la prima volta che Trump Media mostra il suo sostegno alle crypto. La società possiede già circa 2 miliardi di dollari in Bitcoin e asset collegati, ma il trading attivo di opzioni rappresenta una novità tra le aziende quotate in borsa.
Questa strategia apre la possibilità di realizzare profitti durante forti oscillazioni di prezzo, ma espone anche la società a perdite considerevoli se il mercato si muove in senso opposto.
Trump possiede una grossa quantità di criptovalute
In un modo o nell’altro, il patrimonio personale di Trump è fortemente collegato al mondo crypto.
Secondo il Billionaires Index di Bloomberg, solo le azioni TMTG rappresentano 2,2 miliardi di dollari dei 6,6 miliardi del patrimonio complessivo di Trump.
Si stima che i suoi investimenti maggiori in criptovalute abbiano generato guadagni per almeno 620 milioni di dollari negli ultimi mesi.
La nuova iniziativa però non ha lasciato indifferenti alcuni operatori del settore. Nick Carter, general partner di Castle Island Ventures e sostenitore di Trump, ha dichiarato che la sovrapposizione tra l’influenza politica del presidente e la sua esposizione finanziaria ai mercati crypto potrebbe creare un conflitto di interessi.
“È sempre complicato possedere aziende con interessi in conflitto” ha detto a Bloomberg.
Secondo quanto reso pubblico, quasi 70, tra i consulenti nominati e i funzionari dell’amministrazione Trump, possiedono crypto o investimenti in società blockchain. Le partecipazioni vanno da somme modeste a oltre 120 milioni di dollari.
Tra questi ci sono il vicepresidente JD Vance e sette membri di gabinetto o consulenti, che insieme hanno dichiarato almeno 2 milioni di dollari in asset crypto.
I critici metto in guardia rispetto alle conseguenze di questo tipo di situazione che crea potenziali conflitti di interesse e contribuisce a rendere la norma investimenti crypto rischiosi tra i funzionari pubblici.
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