Taglio dei tassi Fed? Per JPMorgan le crypto potrebbero precipitare
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Da mesi si attende il taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, si ritiene che questo evento possa dare nuovo impulso ai mercati.
Non è della stessa opinione il colosso finanziario JPMorgan che ha messo in guardia i clienti sulla possibilità di un crollo degli asset di rischio, crypto comprese, dopo la riduzione dell’interesse.
L’intervento della Fed è atteso per il 17 settembre ed è stato rimandato più volte durante l’anno.
JPMorgan avverte: contraccolpo negativo sugli asset ad alto rischio dopo il taglio dei tassi
In una nota ai trader, il responsabile della sezione di investimenti di JPMorgan Andrew Tyler, scrive:
“Temiamo che la riunione della Fed del 17 settembre, che prevede un taglio di 25 punti base, possa trasformarsi in un evento di tipo ‘Sell the News’ in cui gli investitori si limitano a valutare i dati macro, e cioè la reazione della Fed, le esposizioni ridotte, un minor supporto da parte dei buyback aziendali e il calo della partecipazione dei piccoli investitori.”
La tempistica durante la quale cui si svolgeranno gli eventi sarà cruciale.
Il prossimo meeting della Fed è in programma dal 16 al 17 settembre, e in chiusura sono previste dichiarazione e conferenza stampa. Già solo il calendario rappresenta un catalizzatore e i trader stanno valutando come posizionare i loro investimenti in base a quale sarà l’entità del taglio e il tono delle indicazioni future.
Standard Chartered si aspetta un taglio di 50 punti base vista la rapidità con cui si è raffreddato il mercato del lavoro.
“I dati sul lavoro di agosto hanno spianato la strada a un taglio di 50 punti base durante la riunione del FOMC di settembre, un po’ come accaduto lo scorso anno” ha dichiarato la banca.
In particolare deludono i non-farm payrolls, cioè i nuovi posti di lavoro esclusa la manodopera impiegata in settori specifici. Il dato negli USA è cresciuto di appena 22.000 unità ad agosto e il tasso di disoccupazione è salito al 4,3%.
Il quadro macro è effettivamente complesso. I dati di agosto mostrano una crescita minima dei posti di lavoro e revisioni al ribasso per i mesi precedenti. In questo contesto, il tasso di disoccupazione è salito ai massimi da quasi quattro anni, rafforzando le aspettative di un allentamento della politica monetaria ma anche il rischio di un rallentamento della crescita.
JPMorgan consiglia di attuare politiche protettive contro la volatilità
JPMorgan sostiene la propria posizione “tatticamente rialzista ma con bassa convinzione”, ma invita gli investitori a tutelarsi in vista del meeting.
Il team di Tyler ha suggerito agli investitori azionari di “considerare” una maggiore esposizione all’oro e di attuare misure contenitive contro possibili shock di volatilità.
Infatti, il taglio dei tassi non farebbe che indebolire il dollaro e rende necessario attuare politiche di protezione contro la svalutazione e l’aumento dell’inflazione.
Intanto, l’oro continua a salire, segnando nuovi record sopra i 3.600 dollari l’oncia. Gli investitori in questo momento temono sia una politica monetaria più accomodante sia rischi politici ed economici di portata più ampia.
L’insieme di questi segnali, indebolimento della componente lavoro e oro forte, spiegano perché un taglio dei tassi non significhi di per sé un volano per gli asset più volatili.
Anche le crypto devono superare il test della volatilità
Per il mercato crypto il quadro è ancora più complesso e molto dipende da come si evolveranno gli eventi.
Da un lato, le incertezze sul fronte del lavoro che ha dato spinta all’oro ha dato slancio anche a Bitcoin. Si configurano le condizioni classiche per dare spinta agli asset di rischio e ai beni rifugio, e cioè politica monetaria più morbida e dollaro più debole.
Dall’altro lato, la concomitanza del movimento meccanico “mercato azionario giù, volatilità su” con la decisione della Fed potrebbe riflettersi subito sul mercato crypto. Qui la riduzione della propensione al rischio e le liquidazioni a margine hanno spesso amplificato le oscillazioni intraday.
Questa tensione si riflette già nei prezzi. Bitcoin è tornato verso quota 112.000 dollari grazie all’aspettativa di un taglio. Ma sono diversi gli osservatori che ritengono che un movimento standard di 25 punti base, soprattutto se presentato come un “taglio aggressivo ma prudente”, potrebbe non bastare per innescare un rally duraturo.
Un taglio di 50 punti base, come ipotizza Standard Chartered, accelererebbe la compressione dei rendimenti reali e potrebbe indebolire ulteriormente il dollaro. In passato queste condizioni hanno favorito Bitcoin e le altcoin più sensibili alla liquidità. Ma è necessario che il taglio non sia visto come risposta a una recessione imminente.

Al contrario, un taglio più piccolo o accompagnato da segnali prudenti potrebbe produrre esattamente il pattern da “sell the news” di cui parla JPMorgan.
In questo caso azioni e asset ad alto rischio come le crypto subirebbero un calo iniziale prima di ricalibrarsi.
La storia non dà certezze: dopo i tagli dei tassi ci sono stati sia forti rally in fase di aggiustamento di metà ciclo, sia ribassi quando i tagli hanno anticipato una recessione. In ogni caso è probabile aspettarsi una volatilità più elevata in prossimità dell’annuncio e dell’attuazione dei tagli.
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