Stablecoin in euro verso 1.100 miliardi: svolta MiCA per le banche UE
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S&P Global stima che il mercato delle stablecoin ancorate all’euro potrebbe crescere fino a 1.100 miliardi di dollari di capitalizzazione, rispetto agli attuali 650 milioni a fine 2025. I dati indicano un potenziale aumento di quasi 1.700 volte, in assenza di una reazione diretta dei prezzi crypto ma con un chiaro impatto sulle infrastrutture di liquidità e pagamento. Il report si inserisce nel contesto europeo post-MiCA, dove regole più chiare stanno ridisegnando il rapporto tra banche tradizionali e asset digitali.
La stima emerge mentre il mercato crypto europeo consolida dopo un 2025 volatile e mentre le istituzioni valutano strumenti digitali regolamentati per ridurre i costi di settlement. In Italia, l’attenzione di CONSOB e Banca d’Italia sul rispetto del framework MiCA rende questo sviluppo particolarmente rilevante per investitori e operatori. La narrativa di fondo è il passaggio dalle sperimentazioni alla possibile adozione su larga scala nel 2026.
Il tema si intreccia con lo scenario macro europeo, dove tassi elevati e maggiore controllo regolamentare spingono verso soluzioni digitali più efficienti ma conformi.
Cosa sono le stablecoin in euro e perché S&P vede una svolta
Le stablecoin sono token digitali progettati per mantenere un valore stabile, in questo caso ancorato 1:1 all’euro, grazie a riserve al 100% come richiesto dal MiCA. S&P Global evidenzia che la piena applicazione del regolamento dal luglio 2024 ha ridotto l’incertezza normativa che frenava le banche. Questo consente agli istituti di credito di testare prodotti on-chain senza il rischio di interventi regolatori improvvisi.
Attualmente il mercato UE delle stablecoin è dominato da USDT con circa il 70% di quota e USDC con il 15%, ma le versioni euro-based restano marginali. L’ingresso di consorzi bancari, inclusi Unicredit e Banca Sella, potrebbe cambiare l’equilibrio competitivo. Per gli investitori italiani, significa potenziale aumento di liquidità regolamentata sugli exchange conformi.
MiCA stabilisce un precedente per banche e mercato crypto
Il regolamento MiCA impone licenze di moneta elettronica e riserve complete, aumentando i costi operativi dello 0,5–1% secondo stime CONSOB, ma rafforzando la fiducia. S&P sottolinea che il mercato potrebbe valere anche solo 25 miliardi di dollari in uno scenario prudente, pari comunque a una crescita di 38 volte. Nel caso più ottimistico, i 1.100 miliardi rappresenterebbero circa il 4,2% degli overnight deposit europei.
Chi beneficia? Le banche con infrastrutture già pronte e gli exchange regolamentati, mentre piattaforme non conformi rischiano esclusioni di mercato, come già visto con restrizioni operative in Italia. Il ruolo degli exchange crypto diventa centrale come ponte tra finanza tradizionale e utenti retail.
Quali rischi restano per gli investitori italiani?
Il contro-argomento è il timing: l’euro digitale, previsto non prima del 2028-29, potrebbe ridurre l’appeal delle stablecoin private. Inoltre, CONSOB ha segnalato che nel 2025 circa il 20% delle piattaforme operanti in UE non risultava pienamente conforme, aumentando il rischio operativo. La volatilità non riguarda il peg, ma l’accesso e la liquidità sui mercati secondari.
Per i trader retail italiani, la chiave è distinguere tra adozione istituzionale reale e proiezioni di lungo termine. Il report di S&P Global (analisi completa) offre uno scenario, non una garanzia. La direzione è chiara, ma l’esecuzione sarà determinante.
In sintesi, le stablecoin in euro potrebbero diventare un’infrastruttura chiave della finanza europea nel 2026. Per gli investitori italiani, l’opportunità è reale ma passa dalla selezione di operatori MiCA-compliant e da un’attenta gestione dei rischi regolatori.
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