SEC e Kraken insieme per il futuro della tokenizzazione degli asset digitali
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Kraken e la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti hanno avviato dei dialoghi per definire i progetti dell’exchange nell’ambito dell’espansione nei mercati tokenizzati. Si tratta di un segnale forte della crescente attenzione verso uno dei segmenti del settore crypto a più rapida espansione.
Dal memorandum depositato lunedì si legge che la SEC ha incontrato quattro rappresentanti di Payward, Kraken Securities e due avvocati dello studio Wilmer Cutler Pickering Hale and Dorr LLP.
Tra gli argomenti discussi ci sono stati la definizione di un quadro normativo per un sistema di trading tokenizzato, i requisiti legali per il suo funzionamento e i potenziali vantaggi della tokenizzazione degli asset.
Kraken invita la SEC a rafforzare il controllo sulle azioni tokenizzate
L’incontro avvenuto nelle scorse ore non è un fenomeno isolato. Molti sono i gruppi di interesse, composti da exchange e società crypto, che chiedono un dialogo con le entità di supervisione per definire i termini per il controllo delle azioni tokenizzate. Emerge ancora una volta la necessità di tutelare gli investitori crypto tuttora esposti alle vulnerabilità che invece sono risolte sui mercati regolamentati.
A differenza delle azioni tradizionali, quelle tokenizzate possono essere scambiate 24 ore su 24. L’altra faccia della medaglia, però, sono i rischi legati all’assenza di trasparenza e reporting previsti per gli operatori della finanza tradizionale.
Lo scorso 22 maggio, Kraken aveva annunciato di dare il via al suo servizio di azioni tokenizzate. Da allora gli investitori non statunitensi hanno avuto la possibilità di scambiare titoli USA in qualsiasi momento.
Anche la piattaforma rivale Robinhood ha lanciato un prodotto simile nell’Unione Europea il 30 giugno. Mercoledì Kraken ha ampliato l’offerta di azioni tokenizzate portandole anche sulla blockchain Tron.
Il mercato al momento è ancora piccolo, ma sta attirando interesse crescente.
Secondo RWA.xyz, il mercato delle azioni tokenizzate vale oggi 360 milioni di dollari, in calo dell’11% nell’ultimo mese. Il dato dice molto di più se si considera che rappresenta solo una minima frazione: l’1,35% dei 26,5 miliardi di dollari in asset reali tokenizzati attualmente onchain.
Secondo Binance Research, il settore potrebbe superare i 1.300 miliardi di dollari se anche solo l’1% del mercato azionario globale venisse tokenizzato.
Kraken scommette su questa crescita. Un recente sondaggio dell’exchange rivela che il 65% degli investitori statunitensi che operano attivamente sia in azioni che in crypto, crede che gli asset digitali supereranno le azioni nei prossimi dieci anni.
Gli asset reali tokenizzati potrebbero sbloccare un mercato TradFi da 400.000 miliardi di dollari
In una recente ricerca, la società Web3 Animoca Brands ha affermato che la tokenizzazione degli asset reali potrebbe aprire le porte a un mercato della finanza tradizionale da 400.000 miliardi di dollari.
I ricercatori Andrew Ho e Ming Ruan hanno spiegato che la vera miniera d’oro è nascosta nel mercato globale del credito privato, dei titoli di stato, delle materie prime, delle azioni, dei fondi alternativi e delle obbligazioni.
“Il mercato TradFi vale 400.000 miliardi di dollari e svela il vero potenziale della tokenizzazione degli asset reali” hanno scritto.
Secondo il report di Skynet, RWA Security 2025, il mercato degli asset reali tokenizzati potrebbe raggiungere i 16.000 miliardi di dollari entro il 2030.
Da sole, le obbligazioni statunitensi tokenizzate dovrebbero arrivare quest’anno a 4,2 miliardi di dollari, spinte soprattutto dai titoli di stato a breve termine.
L’interesse istituzionale sta crescendo rapidamente. Ora partecipano attivamente grandi banche, gestori di asset e società blockchain che esplorano la tokenizzazione per gestire rendimenti e liquidità.
Skynet ha evidenziato i nuovi casi d’uso in settori come il credito privato, il trade finance e i fondi monetari. In particolare, le norme in vigore a Hong Kong, Singapore e Stati Uniti potrebbero sostenere ulteriormente l’adozione.
Lo studio segnala anche alcune sfide chiave: liquidità limitata nei mercati secondari, trattamento legale non uniforme tra le varie giurisdizioni e assenza di standard comuni per il controllo del rischio.
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