La Fed immette $13,5 miliardi di liquidità: Bitcoin e Strategy reagiscono
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La Federal Reserve ha immesso 13,5 miliardi di dollari di liquidità in un’operazione di overnight repo sui Treasury, muovendosi di fatto in direzione opposta rispetto al Quantitative Tightening (QT) portato avanti negli ultimi anni. Si tratta di un un prestito lampo alle banche, garantito da Treasury, che dura giusto il tempo di una notte.
La decisione arriva in un momento di forte tensione sui mercati, con i timori di shutdown del governo USA e pressioni su azioni e criptovalute.
L’operazione è stata rilevata nei dati ufficiali della Federal Reserve Bank of New York pubblicati su FRED, nella serie “Overnight Repurchase Agreements: Amount of Treasury Securities Submitted”:
Secondo questi numeri, il 1 dicembre sono stati accettati 13,5 miliardi di dollari di Treasury come garanzia in cambio di liquidità overnight in dollari, si tratta di un salto netto rispetto ai valori quasi nulli registrati per anni su questa stessa serie.

Il grafico mostra una lunga fase con volumi praticamente a zero seguita, nel 2025, da una serie di picchi crescenti, fino al livello record di 13,5 miliardi. Per molti analisti questo non è un semplice “aggiustamento tecnico”, ma il segnale che il sistema finanziario richiede più liquidità rispetto a quella disponibile a tassi di mercato.
Dall’inasprimento alla stabilizzazione: perché si parla di fine del QT
L’intervento arriva mentre la Fed sta preparando il terreno per mettere fine al QT, cioè alla riduzione progressiva del proprio bilancio. Nelle ultime settimane, vari report avevano anticipato la possibilità che Jerome Powell annunciasse una fase di stabilizzazione degli asset in portafoglio.
L’idea di fondo è che, dopo anni di drenaggio di liquidità attraverso QT e tassi alti, il mercato dei Treasury stia mostrando segnali di tensione: domanda non sempre sufficiente alle aste, volatilità elevata sui rendimenti e richieste crescenti di finanziamento a breve termine. Una grossa operazione repo overnight, in questo contesto, viene letta come un aiuto mirato per evitare che le condizioni si irrigidiscano troppo in fretta.
Nella stessa direzione si inseriscono i recenti interventi pubblici di Powell, dove il presidente della Fed ha alternato toni prudenti a messaggi relativamente rassicuranti sul percorso dei tassi.
Effetto domino sui mercati: Bitcoin e MicroStrategy sotto i riflettori
L’iniezione di liquidità ha avuto un impatto immediato sul sentiment di mercato. Da una parte, l’idea che il QT stia finendo viene percepita come potenzialmente positiva per gli asset rischiosi nel medio termine; dall’altra, il fatto che la Fed debba intervenire con repo di questa dimensione accende il timore che qualcosa non stia funzionando nei meccanismi di funding.
Bitcoin reagisce a scatti: dopo il violento sell-off legato alle paure di shutdown e alle prese di profitto post-massimi storici, la criptovaluta oscilla in un range più stretto, con rimbalzi che si accendono ogni volta che il mercato sconta una Fed più morbida sulla politica monetaria, dinamica già osservata nelle ultime settimane.
Un discorso a parte riguarda Strategy (MSTR), che negli ultimi anni è diventata una sorta di “leva quotata” su Bitcoin grazie alla strategia di accumulo guidata da Michael Saylor.
In giornate come quella dell’annuncio dei 13,5 miliardi di repo, il titolo tende ad amplificare i movimenti di BTC: aumenta quando gli investitori leggono le mosse della Fed come favorevoli alla liquidità, ma resta esposto a correzioni violente se il mercato interpreta queste operazioni come segnale di stress sistemico.
Cosa significa davvero un repo da 13,5 miliardi per crypto e mercati
Un’operazione di overnight repo è, in pratica, un prestito a brevissimo termine con i Treasury come garanzia, di per sé non è “stampa di denaro” nel senso classico del QE, ma è comunque un modo per garantire che nel sistema non manchino dollari quando la domanda di funding esplode.
Il fatto che la Fed torni a farne uso in modo significativo, e proprio mentre prepara la fine del QT, rafforza la narrativa di un cambio di fase: dall’inasprimento puro a una gestione più flessibile della liquidità.
Per il mercato crypto questo scenario ha due letture:
- nel breve termine, la volatilità resta elevata perché ogni nuovo dato macro (repo, tassi, aste di Treasury) può ribaltare in poche ore le aspettative degli operatori;
- nel medio periodo, la prospettiva di una Fed meno aggressiva e più attenta alla stabilità finanziaria tende a favorire asset come Bitcoin, che molti investitori vedono come copertura contro le politiche monetarie espansive e contro il debito pubblico crescente.
Molto dipenderà dai prossimi interventi di Powell e dai dati che arriveranno nelle settimane successive, se i repo dovessero ripetersi spesso e su importi simili o superiori, il mercato potrebbe considerarlo un segnale che qualcosa nel sistema dei Treasury si sta incrinando.
Se invece la mossa resterà isolata e accompagnata da una comunicazione chiara sulla fine del QT, l’iniezione di 13,5 miliardi di dollari potrebbe essere ricordata come il primo passo verso una nuova fase di politica monetaria più accomodante, con effetti potenzialmente positivi, nel tempo, su Bitcoin, MSTR e sull’intero comparto crypto.
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