JPMorgan lancia il suo token per i clienti istituzionali
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JPMorgan ha lanciato ufficialmente JPM Coin, un nuovo token progettato per i clienti istituzionali.
Naveen Mallela, co-responsabile globale della divisione blockchain Kinexys di JPMorgan, ha dichiarato a Bloomberg che la nuova soluzione consentirà di elaborare i pagamenti in pochi secondi e 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
JPMorgan ha scelto il network di Base
Si tratta di un altro passo avanti nell’integrazione della tecnologia blockchain nella finanza tradizionale. La banca ha scelto di far girare il token sul layer 2 di Ethereum costruito da Coinbase: Base.
Inoltre, a differenza delle stablecoin, le cui riserve sono più liquide, JPM Coin è interamente “peggato” ai dollari statunitensi detenuti nei conti di JPMorgan.
Per questo motivo Mallela lo considera “più redditizio” delle stablecoin: rappresenta fondi già custoditi presso la banca e permette di effettuare transazioni sulla blockchain senza che la liquidità esca dal sistema bancario.
Utilizzando una blockchain pubblica, JPM Coin permette alle istituzioni di completare le transazioni in pochi secondi. In questo modo non dipende dagli orari bancari ed elimina l’attesa solita dei bonifici, che possono richiedere ore o giorni, soprattutto per gli importi elevati.
Inoltre, il fatto che ogni operazione è registrata e verificata on-chain garantisce sicurezza e la piena tracciabilità.
“Le stablecoin attirano grande interesse, ma per i clienti istituzionali i prodotti legati ai depositi rappresentano un’alternativa più solida e vantaggiosa”, ha dichiarato Mallela.
Il token sbarcherà su altre blockchain
La banca sta già pianificando di espandere il servizio in altre chain. I test prima del lancio sono stati un successo e hanno partecipato aziende importanti, tra cui Mastercard, Coinbase e B2C2.
Coinbase è pronta per utilizzare JPM Coin come collaterale, cioè come garanzia per coprire transazioni, prestiti o operazioni di liquidità tra istituzioni.
Mallela ha aggiunto che la banca sta valutando di rendere JPM Coin accessibile anche ai clienti dei propri clienti.
La banca di Singapore DBS Bank e JPMorgan stanno già collaborando per creare un sistema che permetta ai loro clienti di trasferire depositi tokenizzati tra le due banche in tempo reale, 24 ore su 24.
Inoltre, la banca potrebbe emettere versioni del token legati ad altre valute ( la banca ha già registrato il marchio JPME, in vista di un possibile token di deposito in euro), ma potrà farlo solo dopo l’approvazione dell’ente regolatore.
Altre banche stanno puntando sulla blockchain
JPMorgan si inserisce tra le grandi istituzioni finanziarie che stanno puntando sulla blockchain, insieme a Citigroup, Banco Santander, Deutsche Bank e PayPal, tutte impegnate a esplorare soluzioni per rendere le transazioni più rapide ed efficienti.
Per esempio la banca newyorkese Citigroup punta a lanciare dei servizi di custodia crypto entro il nuovo anno, dopo 3 anni di sviluppo.
Il servizio di custodia sarà destinato principalmente agli asset manager e gli investitori istituzionali e la banca prevede di detenere le criptovalute per conto dei clienti.
Inoltre, la banca sta “valutando di emettere una stablecoin proprietaria”. Citigroup sta anche collaborando con altri giganti bancari, tra cui tra cui Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America, Banco Santander, BNP Paribas, MUFG Bank, TD Bank Group e UBS per lanciare una stablecoin comune “peggata” a una valuta del G7.
Anche la Banca di Corea ha annunciato a maggio l’introduzione di un token di deposito emesso dalla banca centrale su blockchain pubbliche, descrivendolo come “una sorta di stablecoin”, in modo da limitare l’utilizzo delle altre stablecoin.
Altri colossi bancari, tra cui BNY Mellon, hanno invece sperimentato i depositi tokenizzati per modernizzare l’infrastruttura dei pagamenti e aumentare l’uso della blockchain nella finanza.
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