Il tasso di burning di ETH raggiunge il minimo annuale sulla rete Ethereum

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Il burning rate di ETH è al minimo annuale

La rete Ethereum ha assistito a un calo significativo del suo tasso di utilizzo di ETH, raggiungendo i livelli più bassi registrati quest’anno.

Le commissioni di base per le transazioni, un fattore chiave nel determinare il tasso di burning, hanno recentemente oscillato tra appena 1 e 2 gwei, segnando un calo sostanziale nell’attività della rete.

Ricordiamo che il gwei equivale a un miliardesimo di ETH ed è l’unità Ether più comunemente usata come riferimento per le commissioni di transazione di Ethereum.

La diminuzione delle commissioni ha portato a una corrispondente riduzione della quantità di ETH bruciati.

210 ETH bruciati sabato

Nella giornata di sabato, 10 agosto, sono stati bruciati soltanto 210 ETH, il minimo storico dell’anno.

Questo dato è in netto contrasto con i 5.000 ETH bruciati il 5 agosto, quando le tariffe del gas sono salite a circa 100 gwei.

Come risultato della riduzione del tasso di burning, l’inflazione della rete Ethereum è aumentata e nello stesso giorno si è registrata un’emissione netta di oltre 2.000 ETH.

In mezzo a questi sviluppi, il fondatore di Gnosis, Martin Köppelmann, ha suggerito un aumento temporaneo del limite di gas come soluzione per contrastare la tendenza all’inflazione.

Köppelmann ha osservato che una commissione di base di circa 23,9 gwei sarebbe necessaria per compensare le ricompense dello staking, il che implica che aumentare l’attività del Layer 1 potrebbe essere una strategia valida, anche se sembra controintuitivo nelle attuali condizioni di basse commissioni.

Il calo delle tariffe del gas è in gran parte attribuito alla migrazione degli utenti verso le soluzioni di scaling Layer 2 e all’adozione delle transazioni blob introdotte con l’aggiornamento di Dencun a marzo.

Questi progressi hanno effettivamente ridotto i costi sulle reti Layer 2, diminuendo così la domanda di transazioni sulla rete Layer 1.

Attualmente, ETH è scambiato a 2.593 dollari, registrando un aumento di quasi il 40% da un anno all’altro, con una capitalizzazione di mercato di 312 miliardi di dollari.

L’aumento si deve in gran parte all’arrivo degli ETF su Ethereum che, di recente, sono stati oggetto di modifica da parte della borsa di New York.

La Borsa di New York (NYSE) chiede alla SEC di elencare le opzioni per gli ETF spot su Ethereum

La principale borsa statunitense, il New York Stock Exchange American (NYSE), ha proposto una modifica alle regole per quotare e negoziare opzioni per tre ETF spot su Ethereum gestiti da Grayscale e Bitwise.

L’iniziativa mira a includere opzioni per il Bitwise Ethereum ETF (ETHW), il Grayscale Ethereum Trust (ETHE) e il Grayscale Ethereum Mini (ETH).

La NYSE American ha dichiarato che l’introduzione della negoziazione di opzioni su questi ETF su Ethereum sarebbe vantaggiosa per gli investitori, in quanto fornirebbe un mezzo economicamente efficiente per ottenere un’ulteriore esposizione all’Ether.

Si prevede che la SEC riceva commenti su questa proposta entro i prossimi 21 giorni.

Se verrà approvata, la modifica di queste regole si applicherebbe specificamente agli ETF su Ethereum di Grayscale e Bitwise, gli unici ETF spot su Ethereum a essere attualmente quotati sulla borsa NYSE American.

Nonostante il precedente lancio degli ETF spot su Bitcoin a gennaio, che ora detengono circa 50 miliardi di dollari di asset in gestione, la SEC ha adottato un approccio cauto.

A luglio, la SEC ha comunicato a diverse borse di stock options, tra cui il Nasdaq, che era necessario ulteriore tempo per prendere una decisione sulla quotazione delle opzioni per gli ETF spot su Bitcoin.

Alcune nozioni importanti sul trading delle opzioni

Il trading in opzioni è uno strumento fondamentale per gli hedge fund e i pianificatori finanziari, in quanto consente loro di mitigare i rischi associati alla volatilità del mercato.

Ricordiamo che, in ambito borsistico, le opzioni sono costituite da contratti derivati che conferiscono al compratore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere a un prezzo prefissato le attività sottostanti ai contratti, in una determinata data o entro la stessa.

Inoltre, le opzioni costituiscono la base per strategie di investimento più complesse, come la strategia “covered strangle” promossa dalla società di ricerca sugli investimenti 10x Research.

L’applicazione di questa strategia è ideale quando si decide di vendere le partecipazioni, oppure di acquistare partecipazioni a un prezzo più alto quando il mercato sale, ma allo stesso tempo si è pronti ad acquistare più partecipazioni anche se il mercato scende.

In parole povere, la “covered strangle” è una strategia adottata principalmente dagli investitori che sono convinti che un asset si muoverà in modo sostanziale, ma non sono sicuri sulla direzione in cui si muoverà. La strategia risulta quindi redditizia solo se l’asset a cui è applicata subisce delle notevoli oscillazioni di prezzo.

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