Il discorso di Powell potrebbe provocare un altro crollo del mercato crypto
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Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, terrà oggi, 14 ottobre, alle 18:20 italiane, uno speech intitolato “Prospettive economiche e politica monetaria” durante l’assemblea annuale della NABE a Filadelfia, incentrato sull’outlook economico degli Stati Uniti.
I mercati arrivano all’appuntamento già scossi dal bagno di sangue del fine settimana, aggravato dalle tensioni commerciali tra USA e Cina, riaccese da Trump, che ha annunciato dazi al 100% sulle importazioni cinesi per poi tentare di smorzare i toni.
Le parole di Powell potrebbero delineare la direzione dei tassi d’interesse e della politica monetaria, fattori che rischiano, a seconda del tono, di peggiorare la fase di debolezza del mercato crypto.
Il mercato attende le parole di Powell provato dal sell-off del weekend
Venerdì il tycoon ha riacceso le tensioni con Pechino, scrivendo su Truth Social l’intenzione di imporre dazi al 100% su tutte le importazioni cinesi e introdurre controlli sull’export dei software strategici, a partire dal 1° novembre.
La notizia aveva subito mandato in tilt borse e mercati. La capitalizzazione del mercato crypto era crollata di oltre 125 miliardi di dollari nel giro di poche ore.
Bitcoin, che all’inizio della settimana aveva superato i 122.000 dollari, è sceso sotto i 105.000 dollari subito dopo, per poi crollare sotto i 102.000 dollari il giorno dopo.
Ancora peggio Ethereum, che è crollata del 20% nello stesso momento. Solana, XRP e BNB hanno registrato delle perdite comprese tra il 12% e il 18%.
Il crollo ha provocato un’ondata di liquidazioni su tutti gli exchange. Secondo i dati della piattaforma di CoinGlass, più di 1,66 milioni di trader sono stati spazzati via in appena 24 ore, con 19,33 miliardi di dollari in posizioni chiuse forzatamente.
Bitcoin ed Ethereum hanno generato da soli circa 10 miliardi di perdite, rendendo l’episodio uno dei più gravi deleveraging dell’anno.
L’indice Crypto Fear & Greed è sceso da 64 (avidità) a 27 (paura) sabato, toccando il livello più basso degli ultimi sei mesi.
Per la piattaforma Santiment, il sell-off di venerdì non è stato causato solo dai dazi. Dietro al crollo ci sarebbero fattori strutturali più profondi, come l’eccessiva leva finanziaria e troppe posizioni long.
Anche gli analisti di The Kobeissi Letter confermano questa tesi, descrivendo l’evento come un “forced unwind” in un mercato sovraffollato e troppo esposto sul lato long.
Trump cambia rotta e Bitcoin riprende slancio
Domenica il tycoon e il vicepresidente JD Vance hanno tentato di stemperare i toni, aprendo a nuovi negoziati commerciali con Pechino.
“Non preoccupatevi della Cina, andrà tutto bene”, ha scritto Trump su Truth Social, definendo il presidente Xi Jinping “molto rispettato” e assicurando che gli Stati Uniti vogliono “aiutare, non danneggiare” la Cina.
Le loro parole hanno stabilizzato il sentiment e innescato la ripresa. Lunedì il mercato ha aperto la settimana in verde, anche se il rialzo resta fragile.
Bitcoin è salito del 4,5%, tornando sopra i 115.400 dollari, mentre Ethereum ha messo a segno un +11,3%, raggiungendo i 4.161 dollari.
Le tensioni però rimangono. Pechino ha avvertito che reagirà se Washington applicherà i dazi del 100%.
Il Ministero del Commercio cinese ha ribadito che il Paese “non vuole una guerra commerciale, ma non la teme”, promettendo misure risolute per difendere i propri interessi.
Intanto gli investitori si sono rifugiati nei metalli preziosi, spingendo oro e argento verso nuovi massimi storici. L’oro ha toccato i 4.200 dollari l’oncia, mentre l’argento ha raggiunto i 51,70 dollari.
Sta per arrivare un nuovo crollo del mercato crypto?
Ora l’attenzione del mercato è rivolta al discorso di oggi di Jerome Powell, dato che potrebbe aggravare o stabilizzare il sentiment.
Gli operatori si aspettano dei segnali sui tempi e l’entità dei tagli di interesse.
Powell potrebbe chiarire la posizione della banca centrale su inflazione, crescita e impatto dei dazi sull’economia americana. Un tono accomodante potrebbe riportare fiducia, mentre uno più aggressivo, che lasci intendere tassi alti più a lungo, rischierebbe di riaccendere le vendite su crypto e azioni, ormai sempre più correlate.
Secondo i dati dei futures, la Federal Reserve dovrebbe ridurre i tassi di 25 punti base sia a ottobre che a dicembre, con una probabilità del 97% e 89% rispettivamente.
Stamattina Bitcoin è tornato sotto i 112.000 dollari, dopo la breve ripresa di lunedì. Gli analisti segnalano che tensioni geopolitiche, dazi e il prolungato shutdown del governo statunitense stanno mantenendo alta la cautela tra gli investitori.
Le parole del presidente della banca centrale americana di oggi potrebbero determinare se il mercato crypto troverà un po’ di sollievo o registrerà un nuovo crollo.
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