Ex CEO di BitForex smentisce il legame con la whale Hyperliquid da 100.000 BTC
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Sembra ci sia una relazione tra la misteriosa whale di Hyperliquid, che possiede oltre 100.000 BTC, e Garrett Jin, ex CEO dell’exchange BitForex sotto accusa di una grave truffa ai danni degli utenti. A trovare la relazione è stato l’investigatore on-chain EyeOnChain.
L’exchange BitForex aveva messo in atto un exit scam da 56,5 milioni di dollari a febbraio 2024. Jin ha negato le accuse dichiarando: “i fondi non sono i miei”.
L’indagine ha permesso di risalire a Jin tramite i domini ENS ereignis.eth e garrettjin.eth. Qui si trovano tracce dei fondi prelevati da exchange come HTX e Binance 7/8 anni fa, a operazioni che risalgono al suo periodo di attività in Huobi e all’epoca del crollo di BitForex.
L’ex CEO di BitForex nega ogni coinvolgimento
Jin, laureato in economia alla Boston University nel 2008, è stato CEO di BitForex dal 2017 al 2020. A ben vedere, ha operato prima che sull’exchange piovessero le accuse di truffa milionaria ai danni degli utenti.
A febbraio 2024 BitForex ha bloccato i prelievi dopo un’operazione sospetta. Ben 57 milioni di dollari avevano lasciato gli hot wallet senza spiegazioni, intanto il CEO Jason Luo aveva dato le dimissioni solo pochi giorni prima che la piattaforma diventasse inaccessibile.
La Securities and Futures Commission di Hong Kong aveva lanciato l’allerta frode mentre gli utenti hanno perso l’accesso ai propri fondi.
La whale che si suppone sia riconducibile a Jin, avrebbe venduto di recente oltre 4,23 miliardi di dollari in BTC per acquistare ETH. Quindi ha aperto una posizione short su BTC da 735 milioni su Hyperliquid, poco prima dell’annuncio di Trump sui dazi che ha fatto crollare i mercati.
Jin ha risposto alle accuse dichiarando: “Il conto non è mio, è dei miei clienti”.
CZ la pensa diversamente
Il CEO di Binance Changpeng Zhao ha condiviso il thread di EyeOnChain, aggiungendo “non sono sicuro che sia così, spero che qualcuno possa verificare”.
Le indagini di EyeOnChain hanno rivelato che Jin possiede adesso 46.295 BTC, per un valore di circa 5,19 miliardi di dollari, distribuiti su otto indirizzi wallet.
Ad agosto e settembre ha venduto oltre 35.000 BTC in cambio di ETH utilizzando sia spot sia perpetual su Hyperliquid.
Per completare l’operazione ha utilizzato una serie di wallet di BTC che hanno ricevuto più di 570.000 ETH. Infine, li ha messi in staking nel Beacon Deposit Contract di Ethereum attraverso la sua società XHash.
La scia di prove collega i wallet al crollo di BitForex
Dall’indagine è emerso che un contratto di staking di ETH, creato da un indirizzo collegato a Jin, era stato finanziato da ereignis.eth su Binance Smart Chain.
Il primo wallet a interagire con il contratto di staking è stato proprio ereignis.eth, che ha depositato 32 ETH.
Il wallet che ha aperto la posizione short da 735 milioni di dollari su BTC aveva ricevuto i pagamenti sulle fee da un indirizzo che aveva depositato 4,1 milioni di USDC su un indirizzo di deposito di Binance poco prima.
Lo stesso indirizzo di deposito su Binance aveva ricevuto 7,54 milioni da un altro wallet che due settimane prima aveva inviato 40.000 USDT a ereignis.eth. Proprio prima dell’apertura della maxi posizione short.
L’indirizzo ENS dal nome ereignis.eth, che in tedesco significa “evento”, è collegato a un secondo ENS, garrettjin.eth, che porta direttamente al profilo X di Jin.
La serie di scatole cinesi che nascondono le attività di Jin
Dopo il thread di EyeOnChain, Jin ha rimosso XHash dalla bio del suo profilo e cambiato l’immagine del profilo. Peccato che le informazioni siano rimaste sulla bio di Telegram.
Jin ha fondato XHash nel 2024 come piattaforma istituzionale per lo staking ETH non-custodial. Secondo EyeOnChain tutti gli ETH in staking potrebbero essere stati usati per far affluire fondi associati al crollo di BitForex.
Tra il 2020 e il 2023 Jin ha gestito WaveLabs VC, lanciando progetti come TanglePay e IotaBee (chiusi nel 2024) e GroupFi, che resta attivo dopo aver ricevuto finanziamenti seed.
L’Exit scam di BitForex è costato ai clienti 57 milioni di dollari
BitForex aveva dichiarato volumi di trading record per oltre 4,2 miliardi di dollari a gennaio 2024. Quindi era iniziato l’exit scam e i prelievi massicci dagli hot wallet per un totale di 56,5 milioni tra Ethereum, Tron, Bitcoin e stablecoin.
I fondi sono stati spostati in modo controllato, non per colpa di un attacco, cosa che lascia pensare alla presenza di complici interni.
Il CEO Jason Luo si è dimesso il 31 gennaio 2024, la prima transazione sospetta è del 21 febbraio e la piattaforma ha chiuso definitivamente il 23 febbraio.
Dopo la chiusura, i canali di comunicazione di BitForex sono rimasti muti, le lamentele degli utenti su piattaforme come Telegram sono state cancellate e i community manager sono diventati inattivi o hanno cambiato identità.
A luglio 2024 BitForex ha annunciato che il team era sotto inchiesta dalla polizia della provincia di Jiangsu, in Cina.
L’exchange aveva promesso di riaprire i prelievi degli utenti la cui identità era verificata con KYC ma ha sospeso le attività di trading e depositi prima della chiusura definitiva.
I CEX soffrono di forte opacità nella gestione dei fondi dei clienti
Queste accuse arrivano mentre Hyperliquid ha mosso aperte critiche al settore che soffrirebbe di mancanza di trasparenza.
Il co-fondatore della piattaforma Jeff Yan ha accusato gli exchange centralizzati come Binance di sottostimare le liquidazioni degli utenti durante il crollo di mercato della scorsa settimana. Ritiene che alcuni CEX potrebbero sottostimare fino a 100 volte l’entità delle liquidazioni durante momenti di forti vendite.
Zhao ha risposto indirettamente, affermando che Binance e i player dell’ecosistema BNB Chain “hanno speso centinaia di milioni di tasca propria per proteggere gli utenti” mentre altri “hanno cercato di ignorare, nascondere, scaricare le colpe o attaccare i competitor”.
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