Bitcoin testa il supporto chiave: livelli tecnici sotto osservazione
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Bitcoin ha presumibilmente testato un supporto tecnico di lungo periodo contro l’euro, in un contesto di debolezza generalizzata del mercato crypto. Il cross BTC/EUR quota 64.100€, in calo del 4% su base mensile e del 13% da inizio 2026, dopo aver toccato un minimo intraday a 61.740€. Il quadro macro resta complesso per gli investitori europei, tra forza del dollaro, politica monetaria restrittiva e nuove regole fiscali italiane sulle plusvalenze crypto.
Cosa significa il test del supporto per gli investitori Bitcoin italiani?
Il livello dei 61.700€ coincide con il supporto principale di lungo periodo, noto tra i trader come “Linea Maginot”, calcolato sul 50% di ritracciamento di Fibonacci dal minimo di 15.115€ del 2022 all’ATH di 107.504€. In termini pratici, questo significa che il mercato sta difendendo un’area dove storicamente è emersa domanda strutturale. Per chi opera in euro, osservare BTC/EUR è cruciale perché il cambio EUR/USD può amplificare o mascherare i movimenti visibili sul pair in dollari.
Dal punto di vista tecnico, il rimbalzo in atto resta fragile. Il primo livello di resistenza passa a 71.870€, mentre una conferma di forza richiederebbe un ritorno sopra 74.300€. Sotto questi livelli, il movimento va letto come semplice pullback tecnico all’interno di una fase di consolidamento.
Indicatori tecnici e dati on-chain segnalano ipervenduto
Gli indicatori di momentum mostrano un quadro di stress: l’RSI a 14 giorni su BTC/USD è sceso a 23,37, un livello tipicamente associato a condizioni di ipervenduto. Il prezzo resta inoltre sotto la media mobile a 200 giorni, oggi in area 103.900$, segnalando una struttura di mercato indebolita. Questo spiega perché molti trader attendono conferme prima di aumentare l’esposizione.
Sul fronte on-chain, la pressione di vendita sembra in rallentamento. I deflussi dagli ETF Bitcoin spot a gennaio si sono ridotti a 278 milioni di dollari, rispetto ai 3,48 miliardi di novembre, suggerendo che la fase di distribuzione istituzionale potrebbe perdere intensità. Per il mercato europeo, questo è un segnale di potenziale stabilizzazione, ma non ancora di inversione.
Regolamentazione e contesto europeo pesano sul sentiment
Per gli investitori italiani, il contesto normativo resta un fattore chiave. L’entrata a regime del quadro MiCA aumenta la trasparenza sugli exchange autorizzati, ma la tassazione al 33% sulle plusvalenze crypto in Italia riduce l’incentivo al trading di breve periodo. In questo scenario, la gestione del rischio diventa centrale, soprattutto in fasi di elevata volatilità.
Il quadro macro globale continua a influenzare il sentiment. Le aspettative su un eventuale allentamento della politica della Fed restano incerte, mentre le tensioni geopolitiche e le politiche commerciali statunitensi mantengono alta l’avversione al rischio. Non è un caso se Bitcoin mostra dinamiche di cautela simili a quelle degli asset growth tradizionali.
Altri segnali di debolezza sono stati evidenziati anche in recenti analisi su Bitcoin sotto pressione, mentre fasi di pausa del mercato sono state descritte come Bitcoin in fase di consolidamento. Sul lato opposto, la difficoltà a superare aree chiave è coerente con un prezzo Bitcoin sotto resistenza.
In sintesi, il test del supporto in area 61.700€ rappresenta un passaggio tecnico rilevante, ma non ancora risolutivo. Per i prossimi giorni, i trader italiani dovranno monitorare la tenuta di questo livello e l’eventuale recupero sopra 72.000€, distinguendo tra rimbalzo tecnico e reale cambio di trend in un contesto macro ancora incerto.
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