Altcoin a rischio crollo: cosa succede se Bitcoin scende sotto i $100.000?
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Bitcoin è scivolato brevemente sotto i 100.000 dollari poche ore fa, mettendo alla prova la fiducia del mercato e alimentando nuova volatilità. Mentre i trader valutano le prossime mosse, l’attenzione si concentra sulle altcoin che potrebbero subire un crollo se Bitcoin dovesse scendere ancora, dato il loro stretto legame di prezzo con BTC.
Con la dominance di Bitcoin nuovamente in aumento, diversi token altamente correlati stanno già mostrando segnali di debolezza. Queste tre crypto spesso si muovono quasi all’unisono con Bitcoin e, se BTC dovesse indebolirsi ulteriormente, le loro perdite potrebbero rapidamente intensificarsi.
Bitcoin Cash (BCH)
Tra le altcoin a maggiore rischio figura ovviamente Bitcoin Cash a causa del suo forte legame di prezzo con BTC. Il coefficiente di correlazione Pearson su 7 giorni è pari a 0,94, il che mostra come BCH si muova quasi esattamente come Bitcoin. Il coefficiente Pearson misura quanto due asset si muovano in modo simile, con +1 che rappresenta una perfetta correlazione e -1 una correlazione inversa.
Anche nell’ultimo anno, BCH ha mantenuto una correlazione elevata (0,80), rendendolo uno degli asset più costantemente legati ai movimenti di Bitcoin.
Questa connessione si vede già nell’andamento recente dei prezzi. Nell’ultimo mese, Bitcoin Cash è calato del 18,9%, mentre Bitcoin ha perso il 18,1%, a testimonianza del fatto che i loro movimenti restano paralleli. Con la dominance di Bitcoin sopra il 60%, questa forte correlazione rende BCH particolarmente vulnerabile a ulteriori ribassi di BTC.

I grandi detentori, cioè chi possiede tra 100.000 e 1 milione di BCH, spesso considerati “whale”, hanno iniziato a ridurre le posizioni dal primo novembre, passando da 4,39 milioni a 4,34 milioni di BCH, circa 50.000 monete in meno, ovvero circa 25 milioni di dollari.

Analizzando i grafici, BCH si trova intorno ai 484 dollari. Se Bitcoin dovesse indebolirsi ancora, il prossimo supporto importante è a 439 dollari, sotto il quale potrebbe prendere il via una fase di discesa più marcata. Se invece BTC dovesse riprendersi, BCH probabilmente lo seguirebbe a ruota.
Un movimento sopra i 491 dollari rappresenterebbe il primo segnale di recupero, mentre il recupero dei 523 dollari annullerebbe l’impostazione ribassista, indicando che anche la forza di Bitcoin sta tornando.
BNB (BNB)
Anche BNB è una delle altcoin principali a rischio di crollo se Bitcoin dovesse scendere, vista la sua correlazione costantemente forte con BTC. La correlazione su 7 giorni tra i due è di 0,97, dimostrando che si muovono quasi in parallelo.
Sul lungo periodo, il coefficiente su un anno è di 0,67, che segnala comunque un legame positivo deciso. Anche i dati recenti lo confermano: BNB e Bitcoin hanno entrambi corretto di oltre il 4% nelle ultime 24 ore.
Durante questa fase di correzione, BNB ha seguito BTC molto da vicino. Nonostante la debolezza, BNB resta una delle migliori performance di questo ciclo, con un rialzo del 23,5% negli ultimi tre mesi.
Sul grafico del Chaikin Money Flow (CMF), gli afflussi dei grandi portafogli sono diminuiti bruscamente dal 22 ottobre, ma ora stanno tornando a salire mentre Bitcoin risale sopra i 101.600 dollari, mostrando i primi segnali di rinnovato interesse da parte degli acquirenti.
Il CMF tiene traccia dei flussi di denaro in entrata e in uscita in base a prezzo e volume, soprattutto da parte dei grandi portafogli.
Se Bitcoin riuscirà a recuperare ancora, BNB potrebbe essere tra le prime crypto a beneficiarne. Per confermare un rimbalzo, il prezzo deve mantenersi sopra i 946 dollari.
Tra il 10 ottobre e il 4 novembre, il prezzo ha segnato un minimo crescente mentre l’indice RSI ha fatto un minimo decrescente, una divergenza rialzista nascosta che suggerisce una tendenza rialzista sotto la correzione. Questo schema rafforza la possibilità di rimbalzo, ma solo se BTC resta forte.
L’RSI misura lo slancio del prezzo per indicare se un asset è ipercomprato o ipervenduto.
Una chiusura giornaliera sopra i 1.084 dollari annullerebbe la struttura ribassista e indicherebbe una ripresa. Se invece Bitcoin dovesse fallire nuovamente e rompere sotto i 100.000 dollari, il prezzo di BNB potrebbe testare i supporti chiave a 859 e 817 dollari.
Litecoin (LTC)
Litecoin è un’altra altcoin che rischia di crollare se Bitcoin scende, vista la sua forte e costante correlazione con BTC sia nel breve che nel medio periodo. Il coefficiente di correlazione mensile tra Litecoin e Bitcoin è pari a 0,92, segnalando che si muovono quasi perfettamente in sintonia.
Questo legame si riflette anche nei risultati recenti. Mentre Bitcoin è sceso di oltre il 18% questo mese, Litecoin ha perso circa il 28%, mostrando una sensibilità ancora maggiore alle oscillazioni di BTC. Anche nelle ultime 24 ore, LTC ha perso il 3%, poco meno rispetto a Bitcoin.

I grandi possessori, ossia gli indirizzi con 100.000 a 1 milione di LTC, hanno iniziato a ridurre l’esposizione dal 29 ottobre. La loro fornitura complessiva è passata da 28,51 a 28,19 milioni di LTC, una diminuzione di 320.000 monete, pari a circa 28,8 milioni di dollari al prezzo attuale, segnale che i grandi attori stanno diventando cauti.
Sul grafico dei prezzi, Litecoin si trova vicino a un forte supporto a 86 dollari. Se questo livello dovesse cedere e Bitcoin indebolirsi ancora, LTC potrebbe scendere a 79 dollari, circa l’8,3% in meno, e arrivare anche a testare i 71 dollari se la pressione ribassista dovesse aumentare.
Se invece Bitcoin dovesse recuperare, la forte correlazione di Litecoin significa che probabilmente rimbalzerebbe anche LTC. Un movimento sopra i 96 dollari annullerebbe lo scenario ribassista attuale, mentre il recupero dei 100 dollari confermerebbe il ritorno della forza su entrambi gli asset.
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