XRP a $1.000? Per un noto esperto è un target irrealistico
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Dave Weisberger, ex presidente e cofondatore della piattaforma CoinRoutes e oggi alla guida di BetterTrade.digital (società specializzata in soluzioni digitali per il trading e l’analisi dei mercati) ha criticato i target di prezzo eccessivi attribuiti al token di Ripple.
L’esperto mette a confronto Bitcoin con XRP
Weisberger ha spiegato, in un video pubblicato ieri, che la forza di Bitcoin risiede nella sua scarsità verificabile e in una blockchain distribuita con un uptime senza precedenti. Per XRP, invece, una crescita duratura dipende da entrate tangibili (come transazioni, partnership, utilizzo del token nei pagamenti o nei servizi bancari) che creino domanda per il token.
Secondo l’esperto, gli investitori acquistano asset perché si aspettano un aumento di valore e hanno una tesi che lo giustifica. Per Weisberger, Bitcoin ha preso il posto dell’oro, che ha perso il suo ruolo monetario nel 1913 e definitivamente nel 1971.
“L’oro richiede fiducia nel sistema”, ha affermato, “mentre Bitcoin è dimostrabilmente scarso e programmato per esserlo”.
Inoltre, ha affermato che la blockchain è aperta a tutti: chiunque può gestire un nodo, anche se ha sottolineando che i miner con infrastrutture più grandi godono di una maggiore efficienza.
Secondo Weisberger, è proprio questa struttura a rendere Bitcoin unico rispetto alle altre criptovalute.
“Nel caso dell’oro, bisogna fidarsi di chi afferma di possederlo, perché il sistema si basa sulla fiducia,” ha spiegato Weisberger. “Bitcoin invece è mantenuto da una rete enorme, globale e distribuita di nodi. È dimostrabilmente scarso e programmato per esserlo.”
Weisberger smonta il mito di XRP a 1.000 dollari
Secondo l’esperto, i token diversi da Bitcoin devono dimostrare come la blockchain genera valore e in che modo ritornano ai titolari.
Detto in altri termine, la crescita deve seguire una logica simile a quella delle azioni, con una base economica concreta: può trattarsi della distribuzione di profitti, del burn delle fees o dell’uso obbligatorio dei token all’interno dell’ecosistema.
L’esperto ha spiegato che, nei sistemi in cui i casi d’uso sono standardizzati e facilmente sostituibili, le grandi istituzioni finanziarie possono spostarsi altrove se i costi aumentano.
Di conseguenza, le fees diminuiscono e anche il valore del token. Una dinamica che, secondo lui, limita il tetto massimo per XRP, anche in uno scenario di forte adozione.
Ha precisato di non essere contrario a XRP, anzi. Ha dichiarato di detenerne una quota e lo ritiene un “buon investimento”, dato che potrebbe raddoppiare o triplicare di valore. Ma ritiene irrealistici per l’asset i target a 1.000 o 10.000 dollari.
“Mi fanno impazzire quelli che parlano di cifre del genere,” ha commentato, ricordando che la supply totale di XRP è circa 5.000 volte superiore a quella di Bitcoin. “Se pensi che possa superare Bitcoin, stai parlando di un obiettivo di 21 dollari, non di mille.”
Ha poi ribadito che “Ripple e XRP non sono la stessa cosa”. Ripple è una società operativa, mentre XRP è il token. Ha elogiato la strategia di Ripple nel prime brokerage, un modello simile a quello delle grandi banche d’investimento, definendola “una mossa brillante”.
Secondo Weisberger, l’obiettivo di Ripple è rafforzare la propria struttura patrimoniale e generare reddito finanziario, non far salire il prezzo del token. “Hanno bisogno che XRP nel loro bilancio sia stabile, perché è ciò che dà loro un vantaggio competitivo,” ha detto. Ha citato le acquisizioni di Hidden Road, Custodians e altre società come parte della costruzione di “un’attività che ricorda le divisioni di Goldman Sachs o Morgan Stanley”.
Per quanto riguarda XRP, Weisberger ha spiegato che per Ripple conta soprattutto la stabilità operativa. “XRP Ledger deve restare stabile e funzionale, non serve che il token salga troppo di valore, anche se un rialzo sarebbe positivo”.
Anzi, ha aggiunto, un prezzo eccessivo potrebbe danneggiare l’economia della rete. “Se XRP salisse troppo, Ripple — come qualsiasi altra azienda — sarebbe costretta a cambiare approccio. Non potrebbe sostenerlo a lungo.”
Per Weisberger, la sostenibilità di XRP dipende da un equilibrio tra efficienza e costi contenuti. Il valore del token, ha spiegato, dovrebbe crescere solo grazie ai flussi economici reali generati dall’utilizzo della rete, non per effetto dell’hype o della speculazione.
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