Torna la paura sul mercato dopo il tonfo di Bitcoin
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Bitcoin sta continuando la sua fase di correzione dopo aver toccato un nuovo massimo storico sopra i 124.000 dollari la scorsa settimana. Da ieri il trend ribassista si è intensificato con i verbali del FOMC e l’attesa per il summit annuale della Fed al simposio di Jackson Hole, nel Wyoming, spingendo l’asset a 113.000 dollari.
L’incertezza sulla politica monetaria pesa sul mercato e domani sarà Powell a dare la direzione per i prossimi mesi.
Il forte calo di Bitcoin ha avuto effetto immediato sul sentiment degli investitori. L’indice Fear & Greed di Bitcoin ha mostrato un’inversione ribassista, passando dall’avidità alla paura.
La paura torna a farsi sentire nel mercato dopo l’ultimo crollo di Bitcoin
Dal grafico in allegato si nota che l’asset ha registrato una leggera ripresa dopo aver toccato un minimo di circa 112.400 dollari, ma è ancora a 113.800 dollari, notevolmente sotto i livelli della scorsa settimana.

Come spesso accade, il calo dell’asset ha avuto un impatto immediato sul sentiment degli investitori. Ora l’indice Fear & Greed indica che nel mercato è tornata a farsi sentire la paura.
Cos’è il Fear & Greed?
Il Fear & Greed Index, sviluppato da Alternative.me, misura il sentiment medio dei trader nei mercati di Bitcoin e degli altri asset crypto.
L’indice si basa su cinque fattori: volatilità, volumi di trading, dominance di mercato, trend di ricerca su Google e attività sui social. Il risultato è un punteggio da 0 a 100, che fotografa lo stato emotivo del mercato.
Valori sopra i 53 indicano avidità, mentre punteggi sotto i 47 segnalano paura diffusa. Tra questi due estremi, il sentiment viene considerato neutro.

Da ieri l’indice è sceso al valore di 44, confermando un sentiment di timore tra i trader. Si tratta di un netto cambiamento rispetto al sentiment positivo durante i mesi di giugno e luglio, quando l’indicatore era saldamente in zona “greed” di avidità.

Guardando al passato, un calo del sentiment come sta succedendo ora potrebbe rivelarsi un segnale positivo per Bitcoin e il resto degli asset. Di solito, il mercato tende a reagire in modo contrario rispetto al sentiment prevalente.
Quando domina la paura, molti vendono o restano fuori, ma proprio in quei momenti si creano spesso le condizioni per un’inversione del trend. Al contrario, troppo entusiasmo può anticipare una fase di correzione, dato che gran parte della domanda si è già esaurita.
Una situazione simile si è verificata a giugno, quando Bitcoin ha toccato un minimo di 99.000 dollari. La ripresa dell’asset si è verificata quando l’indice ha raggiunto il valore di 42. Ma spesso è necessario un sentiment di paura più forte prima che si formi un minimo.
Resta da capire se il recente aumento della paura basterà a innescare un’inversione per Bitcoin e il resto del mercato, o se il sentiment è destinato a peggiorare.
Performance di Bitcoin
Al momento Bitcoin sta scambiando al livello di 113.226 dollari, con un leggero calo dello 0,39%. Anche gli altri grafici sono tinti di rosso. In quello settimanale l’asset ha segnato un – 5,85%, mentre in quello mensile ha registrato una perdita del 4%.

Nonostante la recente correzione dell’asset, gli esperti continuano a rilasciare previsioni rialziste.
Per esempio il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, stima che potrebbe riprendere l’ascesa e raggiungere il milione di dollari entro il 2030. A spingere al rialzo l’asset, secondo lui, saranno fattori come la chiarezza normativa, la crescita degli ETF e il forte interesse istituzionale.
Anche Jack Dorsey, ex CEO di Twitter, condivide lo stesso target, convinto che Bitcoin possa salire ben oltre quel traguardo.
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