Sony Bank emetterà una stablecoin peggata al dollaro
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Sony Bank, la divisione bancaria del gigante tecnologico Sony, si sta preparando a emettere una stablecoin “peggata” al dollaro statunitense.
Secondo quanto riferito da Nikkei, il debutto è previsto per il nuovo anno e il token sarà conforme alla normativa sulle stablecoin introdotte dal GENIUS Act, firmato da Trump a luglio.
La stablecoin manterrà un rapporto 1:1 con il dollaro e sarà basata sul layer 2 di Ethereum sviluppato da Sony, Soneium. Verrà utilizzata per pagamenti e regolamenti all’interno dell’ecosistema di Sony, in particolare nei servizi di gaming e anime.
Finora gli utenti hanno pagato abbonamenti e contenuti con carte di credito. La nuova stablecoin permetterebbe di ridurre le commissioni versate agli emittenti delle carte e rendere le transazioni più semplici per i clienti.
Sony sta incontrando delle resistenze…
In ottobre Sony ha sorpreso i mercati statunitensi presentando una richiesta all’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), l’ente federale che supervisiona le banche nazionali statunitensi, per aprire una banca specializzata in asset crypto tramite la controllata “Connectia Trust”.
Se ottenesse il via libera, Sony diventerebbe una delle prime grandi aziende tech a ricevere una licenza bancaria statunitense collegata a una stablecoin.
L’iniziativa ha però incontrato delle resistenze. Il 6 novembre l’Independent Community Bankers of America (ICBA, l’associazione che rappresenta le piccole banche USA) ha inviato una lettera all’OCC per “opporsi fermamente” alla richiesta. Il gruppo ha accusato Sony di voler beneficiare dei vantaggi di una licenza bancaria senza rispettare l’intero quadro normativo previsto.
L’ICBA ha segnalato che il modello di Connectia esce dai confini tipici delle banche fiduciarie. Un’approvazione romperebbe la storica separazione tra attività bancaria e commerciale e finirebbe per penalizzare le banche di comunità.
Cresce l’interesse per le stablecoin
Le stablecoin stanno assumendo un peso crescente nella finanza e nella stabilità fiscale degli Stati Uniti.
Secondo i dati della piattaforma DefiLlama, USDT di Tether e USDC di Circle valgono insieme 260 miliardi di dollari. Inoltre, la capitalizzazione dell’intero mercato delle stablecoin ha superato i 306 miliardi di dollari.
Secondo la banca Standard Chartered, molte persone e aziende nei Paesi emergenti potrebbero spostare enormi quantità di denaro (oltre 1.000 miliardi di dollari) dalle loro banche verso le stablecoin entro il 2028
Sony non è la sola che sta puntando sulle stablecoin. Il segmento sta attirando molte istituzioni. Citigroup, Banco Santander, Deutsche Bank e PayPal stanno tutte esplorando nuove soluzioni per rendere le transazioni più rapide ed efficienti.
In particolare, la banca newyorkese Citigroup intende lanciare dei servizi di custodia crypto entro il nuovo anno, dopo 3 anni di sviluppo.
Il servizio di custodia sarà destinato principalmente agli asset manager e gli investitori istituzionali e la banca prevede di detenere gli asset crypto per conto dei clienti.
Inoltre, la banca sta valutando di emettere una sua stablecoin. Sta anche collaborando con altri giganti bancari, tra cui tra cui Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America, Banco Santander, BNP Paribas, MUFG Bank, TD Bank Group e UBS per lanciare una stablecoin comune “peggata” a una valuta del G7.
JPMorgan ha optato per un proprio token destinato ai clienti istituzionali, chiamato JPM Coin, completamente “peggato” ai dollari statunitensi custoditi nei conti della banca americana.
Western Union ha annunciato che si sta preparando a lanciare la sua stablecoin “peggata” al dollaro. L’asset sarà basato sulla blockchain Solana e si chiamerà U.S. Dollar Payment Token (USDPT). Il debutto è previsto per l’inizio del 2026.
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